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Torniamo a parlare di Palazzo Talìa, vincitore del premio Best Luxury Hotel Award per la categoria Best Design. Ma questa volta attraverso le parole di Michela De Martino, hotel manager del Talìa che si racconta a we:ll. Dall’infanzia vissuta in albergo alla guida di un cinque stelle nel cuore di Roma, dove “l’ospitalità resta, prima di tutto, un’esperienza emotiva”.

Dalla rinascita di un palazzo storico nel cuore di Roma a un riconoscimento che ne celebra l’identità. Palazzo Talìa, a dicembre scorso, è stato premiato nella categoria Best Design ai Best Luxury Hotel Awards organizzati da Teamwork Hospitality. Un premio che arriva a pochi mesi dalla riapertura e che valorizza un intervento di restauro profondo, voluto dalla famiglia Federici, imprenditori romani proprietari dell’hotel, capace di riportare alla luce l’anima storica dell’edificio attraverso un progetto corale di design attento, rispettoso e contemporaneo. Il progetto è stato curato dallo studiolucaguadagnino, al suo debutto nel mondo dell’hôtellerie, e delle progettiste Marianna Lubrano Lavadera e Laura Feroldi.

L’Aula Magna di Palazzo Talìa. Sotto, particolare dell’ingresso e di una camera deluxe.

Architettura antica, decorazioni originali e arredi moderni convivono oggi in un equilibrio raffinato, restituendo al palazzo una nuova vita senza tradirne la memoria. Alla guida di questo percorso c’è Michela De Martino, hotel manager di Palazzo Talìa, che racconta a we:ll una visione dell’ospitalità fatta di empatia, cultura e attenzione assoluta al dettaglio.

Michela De Martino, hotel manager di Palazzo Talìa.

Nata e cresciuta respirando aria d’albergo.

“Sono nata e cresciuta in albergo. Un tempo era più comune per i direttori vivere all’interno della struttura e mio padre lo aveva scelto per tutta la famiglia. Con i miei fratelli ho vissuto l’hotel dall’interno: le conversazioni a tavola con i collaboratori, le problematiche quotidiane, l’arrivo degli ospiti con le loro famiglie. Ricordo il fascino delle diverse culture, dei piatti tipici, delle storie che si intrecciavano ogni giorno”.

È iniziata così la nostra chiacchierata con Michela De Martino. Nata in Sicilia e cresciuta poi in Campania, De Martino ha respirato fin da piccola un’ospitalità autentica, fatta di calore umano e naturale predisposizione all’accoglienza. “Ho imparato che l’ospitalità non è solo un mestiere, ma un’arte fatta di dettagli, empatia e passione – dice -. È questo che oggi porto nel mio ruolo di hotel manager: la consapevolezza che ogni ospite vive un’esperienza unica, legata a come noi lo facciamo sentire”.

Negli anni, però, il settore è profondamente cambiato. E De Martino lo sa bene. “La tecnologia ha rivoluzionato tutto: prenotazioni online, gestione dei dati, intelligenza artificiale, soluzioni smart in camera. Oggi l’hotel è sinonimo di efficienza e innovazione, ma la vera sfida è mantenere l’equilibrio tra tecnologia e calore umano – puntualizza -. Perché l’ospitalità resta, prima di tutto, un’esperienza emotiva”.

Particolare del Bar della Musa.

Palazzo Talìa, una tappa speciale.

Dopo aver diretto realtà iconiche di Roma, Palazzo Talìa rappresenta per Michela De Martino una tappa profondamente significativa. “Ho abbracciato un progetto di famiglia. La visione della famiglia Federici è stata ambiziosa e autentica. Sapere di poter contribuire alla realizzazione di questo sogno è stato per me un grande orgoglio”, ci racconta. Un luogo dove storia e innovazione si incontrano in modo naturale e il cui obiettivo è “offrire un lusso che non sia ostentazione ma armonia, bellezza e attenzione profonda all’ospite”.

Entrare a Palazzo Talìa, prosegue l’hotel manager, significa vivere un senso di meraviglia. “Si ha la sensazione di varcare la soglia di un luogo che custodisce memoria e cultura, ma che dialoga con il presente – ci descrive -. Le sale del Bar della Musa, con affreschi e grottesche, il grande divano centrale che invita alla convivialità, il giardino interno che accoglie in un silenzio quasi irreale rispetto al brusio della città, definiscono l’identità del palazzo. Al suo interno, la spa si sviluppa come un’oasi di benessere tra antiche pietre e volte a botte, con piscina esperienziale riscaldata, sauna, bagno turco e cabine trattamento”.

Le camere e le suite, tutte diverse tra loro, sono progettate con arredi su misura e materiali di pregio. “È interessante sapere che gli studi di design coinvolti erano alla loro prima esperienza nell’hospitality, provenendo dal mondo delle abitazioni private – sottolinea -. Questa scelta ha portato colori e materiali inusuali per l’ospitalità tradizionale”. Il restauro, vincolato dalle Belle Arti, è stato complesso e profondo: “Ogni intervento ha richiesto rispetto assoluto per la struttura originale e grande creatività per integrare le esigenze di un cinque stelle lusso”.

Oltre il soggiorno: il valore del racconto.

A Palazzo Talìa l’esperienza va oltre l’ospitalità. De Martino ci descrive così le attività messe a disposizione dall’albergo: “Oggi è fondamentale creare emozioni e connessioni autentiche. Da qui nasce il tour guidato del palazzo condotto ogni lunedì da Angelica Federici, proprietaria e direttrice creativa, che accompagna gli ospiti alla scoperta della storia, degli affreschi e delle curiosità della struttura”. Non solo: itinerari tematici come ‘Alla ricerca della Divina Sapienza’ o visite agli studi d’artista e alle gallerie romane trasformano il soggiorno in un viaggio culturale. Perché il vero lusso, oggi, è il tempo dedicato alla bellezza e alla narrazione.

La lobby.

Altro pilastro dell’esperienza è Tramae, il ristorante guidato dall’executive chef Marco Coppola. “Tramae racconta l’Italia attraverso la cucina: memoria, sapori e creatività – prosegue De Martino -. Gli ingredienti sono freschi e stagionali, molti provenienti dall’azienda agricola biologica e biodinamica della famiglia Federici. La bellezza di lavorare con uno chef così appassionato è che tutto è in continua evoluzione: lui torna dai suoi viaggi o da esperienze esterne con nuove idee, nuove contaminazioni. Quindi, oltre alla presenza di piatti ormai insostituibili, legati alle origini della penisola sorrentina, il menu varia con frequenza. Ci piace rispettare le tradizioni, ma anche innovare e sperimentare. Tramae è il nostro modo di raccontare l’Italia, tra tradizione e innovazione”.

Il lusso discreto e il valore del team.

Con una clientela prevalentemente statunitense, ma anche australiana e mediorientale, Palazzo Talìa risponde a un’esigenza comune: autenticità, lusso discreto e cura dei dettagli. “Ciò che ci rende unici è la capacità di offrire tutto questo in un contesto storico straordinario”, rimarca l’hotel manager.

Fondamentale, in questo percorso, è stato l’investimento nella formazione: “Un team preparato fa la differenza: competenza, passione, empatia e rispetto sono qualità imprescindibili. Solo così il servizio diventa naturale e l’esperienza davvero memorabile. L’aspetto piacevole è che si è creata una bella squadra, in cui alcuni si frequentano anche fuori dal lavoro”. Un clima di lavoro sereno e coeso che, secondo De Martino, viene immediatamente percepito dagli ospiti.

Il Best Luxury Hotel Award per il design rappresenta una conferma importante: “Un riconoscimento che ci riempie d’orgoglio e che premia la visione con cui la famiglia Federici ha voluto dare vita a Palazzo Talìa, unendo il fascino barocco alla contemporaneità, senza mai tradire l’anima storica del palazzo”. E il futuro? “Stiamo lavorando a nuove esperienze esclusive per i nostri ospiti. È ancora presto per svelarle, ma l’idea è continuare a sorprendere restando fedeli alla nostra identità”.

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In apertura: l’ingresso di Palazzo Talìa.

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