Un hotel per viaggiatori, non per turisti. Così si autodefinisce l’Otro Oaxaca, il nuovo progetto del Grupo Habita a Oaxaca de Juárez, in Messico. Noi non possiamo che essere d’accordo, vi spieghiamo perché.

Che si tratti di scendere nella spa sotterranea, condividere i pasti sulla terrazza panoramica, rilassarsi in una suite a più piani o scoprire il labirinto di strade al di là della porta, l’invito è quello di rallentare e seguire il flusso, abbracciare l’ignoto e scoprire Oaxaca “in un altro” modo, come dichiarato programmaticamente dal nome dell’hotel.

Otro Oaxaca immerge infatti i viaggiatori all’interno della città, capitale dell’omonimo stato del Messico, una delle più caratteristiche per tradizioni culturali e gastronomiche, attraverso un’altra lente, autenticamente locale. 

Situato direttamente di fronte alla chiesa di Santo Domingo de Guzmán e alla sua piazza pedonale, l’hotel costituisce un ponte verso l’autenticità di Oaxaca. Dietro la sua facciata storica, nasconde un complesso contemporaneo che incanala la vivacità della città attraverso una serie di cortili, una terrazza sul tetto e spazi culturali. Queste aree pubbliche incoraggiano momenti di sosta e di socializzazione tra visitatori e persone del posto. Uno degli obiettivi dichiarati è infatti quello di scoprire la città lentamente e attraverso incontri casuali.

L’edificio di Otro Oaxaca è stato progettato dal team di architetti locali di RootStudio, guidato da João Boto Caeiro, figura chiave nella comunità creativa della città e catalizzatore della personalità dell’hotel. 

La planimetria si ispira alla zona archeologica Mitla, vicino patrimonio mondiale dell’Unesco, con una passerella a forma di croce posta al centro della struttura. I materiali principali fanno invece riferimento a quelli della chiesa di Santo Domingo, con le mura in mattoni e il tetto in pietra calcarea. A questi materiali neutri, non trattati, si aggiungono il cemento grezzo e il legno di recupero, che riflettono le superfici tipiche dell’architettura di Oaxaca.

Tutto ciò che riguarda l’hotel è locale al 100%: il team, i materiali, il processo progettuale e la gestione. Anche gli interni – quasi primordiali –, progettati da RootStudio e Carlos Couturier, uno dei due co-fondatori del Grupo Habita, mettono in mostra l’artigianato della regione. 

Tutto, dai mobili alla biancheria, è stato progettato appositamente per Otro Oaxaca e realizzato a mano da artigiani locali utilizzando materiali di provenienza regionale, creando un ambiente funzionale e, insieme, sofisticato attraverso toni terrosi e scelte di carattere.

La vivacità che si trova negli spazi comuni si confronta con il senso di serenità e di elegante semplicità espresso nella 16 sistemazioni per gli ospiti. 

Stretta la connessione tra gli arredi, gli accessori e le finiture: tavoli in legno realizzati da falegnami locali, pavimenti in pietra calcarea verde, morbide trapunte, tende in pelle scamosciata color ruggine e pezzi di argilla realizzati a mano negli atelier cittadini.

Per un senso di tranquillità ancora più profondo, la spa sotterranea Otro Mundo, uno dei pochi centri benessere in città, invita gli ospiti a entrare “in un altro” mondo, appunto. Scendendo i gradini, il sole proveniente dal patio svanisce lentamente per rivelare un’oscurità rilassante. La sua piscina circolare riscaldata, ispirata ai cenote della regione, è sormontata da un’imponente cupola in mattoni con un oculo che si apre al cielo soprastante.

Altri spazi accessibili al pubblico, tra cui la terrazza sul tetto con una piccola piscina, il ristorante al piano terra e uno spazio di ritrovo chiamato The Búnker, uniscono persone del posto e viaggiatori durante pasti condivisi e scambi culturali. 

Ristorante sul roof top.

Con meno attenzione alla tradizione e più enfasi sul sapore, sulla freschezza e sulle consistenze inaspettate, i piatti, creati dallo chef Saúl Carranza con ingredienti locali, possono essere gustati nel patio al piano terra così come sul grande tavolo comune sul tetto, dove lo chef e la sua squadra cucinano su una griglia all’aperto. 

Infine il Búnker, situato accanto al patio principale dell’hotel, è pensato come spazio di co-working e di incontri, ma ospiterà anche proiezioni, spettacoli e altri eventi, per amplificare sempre di più la stretta relazione tra hotel e città.

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ph. Sergio López per gentile concessione del Grupo Habita.