Il nuovo progetto gastronomico green di Norbert Niederkofler. Firmato Genius Loci Architettura.

A Milano ha aperto un nuovo ristorante dall’anima etica e sostenibile a contatto con la natura pur nel centro urbano. Horto in via San Protaso 5 guarda la città dal tetto del nuovo complesso The Medelan, situato in uno dei più importanti edifici storici milanesi composto da due corpi di fabbrica dei primi del Novecento progettati dall’architetto Broggi, da cui il nome con il quale era conosciuto il palazzo, al quale poi negli Anni Sessanta Giovanni Muzio accorpò una terza ala. La riqualificazione dell’intero complesso, ristorante incluso, è stata curata da GLA (Genius Loci Architettura).

Andrea Grassi, co-founder Genius Loci Architettura.

Il brief è stato chiaro: tradurre la filosofia dello chef in un progetto di interior e creare un’atmosfera che rendesse unica l’esperienza in questo locale.

In ogni sua componente, dalla cucina di Norbert Niederkofler e Alberto Toè agli interni, dal paesaggio alla scelta dei partner, Horto segue una direzione di sperimentazione e sostenibilità che si esprime attraverso la valorizzazione dell’identità locale, la filiera corta, la qualità dei materiali e dei dettagli.

Il ristorante si pone, quindi, come vero e proprio progetto gastronomico e culturale green. Lo fa fin dal suo nome programmatico scelto da Luisa Collina, già preside della scuola del design del Politecnico di Milano e coordinatrice del progetto.

GLA ha concepito Horto come un ambiente organico e avvolgente, dall’atmosfera onirica. Andrea Grassi, co-fondatore dello studio di progettazione artefice tra l’altro dell’architettura del 25hours di Firenze, spiega che, per tradurre la filosofia dello chef in un progetto di interior, “Horto è nato dalla fusione tra forme pure e materiali etici, ovvero di recupero o provenienti da scarti industriali con l’obiettivo di creare un ambiente etereo, un rifugio ameno nel cuore di Milano”.

E così le forme organiche, sinuose e monocromatiche del ristorante sono realizzate con materiali naturali che seguono il principio del “zero waste”, per rispecchiare anche nel design la filosofia di Niederkofler. Le pareti sono rivestite con intonaco di riso ottenuto da Ricehouse riutilizzando gli scarti derivati dalla lavorazione agricola e industriale del riso; la struttura delle pareti interne è stata prodotta con un materiale biodegradabile; il parquet di Idee & Parquet è realizzato con legno di recupero, proveniente da vecchie acetaie.

Per quanto riguarda gli arredi a catalogo, sono stati selezionati elementi che coniugano qualità estetica e materiali naturali, privilegiando aziende italiane, ma aprendosi anche a realtà internazionali. I tavoli sono di Cassina, le poltroncine di Arper, e ancora sedie e tavoli dell’azienda bosniaca Artisan, le lampade di Flos, le sedie e i tavoli da esterno di Ethimo. Per il ristorante showcooking sono stati scelti lampadari di Moooi.

Nel progetto di lighting design curato da Francesco Murano le luci mirano a integrarsi con l’involucro, grazie anche ad alcuni oculi luminosi, in modo discreto e silenzioso.

Considerando l’unicità della terrazza e la vista su tutta Milano, è stato rimosso ogni tipo di diaframma tra spazio interno ed esterno lasciando una parete interamente vetrata che circonda il locale. In linea con la filosofia di trasparenza, la vasta cucina è visibile agli ospiti per condividere le fasi della preparazione.

Infine, la terrazza è un progetto paesaggistico di Raffaella Colombo, volto a sensibilizzare verso paesaggi minuti, biodiversità, fragilità ambientali. Il progetto del verde si allontana dal desiderio di stupire e si avvicina all’idea di rendere accessibile un paesaggio dinamico e mutevole nel cuore di Milano. “I colori, le masse vegetazionali, le armonie e i disequilibri botanici muteranno, spontaneamente e stagionalmente, includendo periodi di stasi, essenze morte e manti misti, in divenire e calpestabili” ha spiegato Raffaella Colombo.

ph. interni Mattia Parodi

ph. terrazza Gaia Anselmi Tamburini