Il colore rosso dominante e la ricca collezione di autentici oggetti argentini rendono viva e vibrante l’atmosfera del ristorante El Patio di Javier Zanetti all’interno del rinnovato hotel Sheraton Milan San Siro. Un progetto di CaberlonCaroppi.

Un legame profondo e autentico è quello che lega Javier Zanetti, ex capitano dell’Inter, al suo paese d’origine tanto da volerlo riproporre ancora una volta, dopo El Gaucho e il Botinero, nel ristorante all’interno dell’hotel Sheraton Milan San Siro.

Il ristorante El Patio è la casa argentina ricreata dallo studio CaberlonCaroppi Italian Touch Architect per saldare ulteriormente il legame fra Italia e il paese sudamericano, verso il quale fra Ottocento e Novecento avvenne il più grande fenomeno d’emigrazione italiana.

Una storia che è viene raccontata attraverso l’ampio uso del colore rosso accostato a specifiche e ricercate suggestioni dell’Argentina come racconta Chiara Caberlon: “La parte più appassionante di questo progetto è stata quella di ricreare l’atmosfera della tipica casa argentina, come richiesto da Javier Zanetti, attraverso anche l’attività di scouting presso mercatini di antiquariato e brocantage con alcuni professionisti del settore. Per il ristorante esisteva un format ben definito ma il nostro compito è stato quello di inserirlo in modo armonico all’interno della ristrutturazione dell’hotel Sheraton San Siro”.

Il concept del ristorante è preannunciato dai bauli posti all’entrata a memoria dei viaggi degli emigrati dall’Italia all’Argentina, paese delle pampas con gli allevamenti intensivi, del fuoco e del sangue della carne cotta alla brace, del passionale tango, del vino dai toni accesi.  Tutte suggestioni che vengono trasformate in atmosfere a tinte forti: il rosso (su campionatura) di pareti e tende, il nero delle bottigliere dei vini argentini, il marrone scuro delle pelli di rivestimento o delle strutture di sedie, tavoli e panche.

Il cibo è l’elemento conviviale per riunire parenti e amici. La grande griglia a vista è il cardine attorno a cui ruota il progetto e il trait d’union tra chi cucina e chi guarda. Lo spazio di 150 metri quadrati con 70 posti a sedere si sviluppa lungo un’ala dell’hotel che si affaccia con grandi vetrate verso il patio interno (da cui il nome del locale) rialzato di alcuni gradini e attrezzato con camino e posti a sedere aggiuntivi per la bella stagione.

L’accesso principale al ristorante è volutamente interno all’hotel attraversando tutta la hall.  Una scelta strategica per metterlo in stretto rapporto con la struttura alberghiera che così viene valorizzata al massimo anche da chi non vi soggiorna”.

L’hotel diventa contenitore di uno spazio familiare ricco di oggetti legati alla memoria e disposti secondo una logica affettiva piuttosto che organizzativa.  

La tipica casa argentina è presa a riferimento per l’arredamento, l’oggettistica e la mise en place: madie, tavoli singoli quadrati o rotondi più intimi o la grande tavolata centrale, come quella delle grandi occasioni o festività, realizzata con un pezzo unico di legno tutti arricchiti di stoviglie con materiali e forme tradizionali, lunghe tende alle finestre e due espositori a tutt’altezza per la cantina dei vini suddivisi fra bianchi e rossi.

Anche i pavimenti giocano con la tradizione richiamando in chiave contemporanea la classica scacchiera bianco-nero dei locali argentini, così come i cuscini delle panche riprendono la pezzatura delle mucche. Che la carne sia il cibo protagonista della cucina è evidente dal menu a lavagna all’ingresso e dal pannello retroilluminato con le sagome bovine sulla parete di sfondo della parilla.

I materiali sono stati scelti in funzione dell’uso intensivo, come il top in grés porcellanato dei tavoli resistente al calore delle griglie, tanto quanto l’illuminazione per creare l’atmosfera più adatta a un ristorante improntato sui toni scuri e sulla sola apertura serale. La luce naturale viene filtrata da leggere tende rosse mentre quella artificiale si materializza in maniera discreta attraverso una serie di apparecchi di foggia e potenza diversa: faretti a soffitto sopra i tavoli implementati da table lamp ricaricabili, lampade in metallo a sospensione sopra il bancone oppure il grande lampadario in vetro realizzato con una serie di oggetti rinfusi come quelli che si trovano negli ambienti domestici.

ph. Roberto Pastrovicchio.