Palace Merano: dove il wellness incontra scienza e longevità. La nostra intervista al CEO Stefano Plotegher.
Nato nel 1906 come hotel di lusso per l’aristocrazia europea, Palace Merano è oggi un punto di riferimento internazionale nel wellness medicale. Alla guida della struttura, il CEO Stefano Plotegher racconta l’evoluzione di un luogo iconico, capace di “innovare senza perdere la propria anima”. Premiato ai Best Luxury Awards.
A Merano, il benessere non è mai stato solo una pausa dalla quotidianità ma un vero percorso di trasformazione. Palace Merano, collocato in un contesto elegante e senza tempo, ha aperto le proprie porte nel 1906. Inizialmente concepito come hotel di lusso per soddisfare le esigenze dell’aristocrazia europea, negli anni la struttura ha costruito una proposta che unisce ospitalità di alto livello, medicina preventiva e programmi personalizzati dedicati alla salute e alla longevità, trasformandosi nella prima Medical Spa d’Italia nel 2000.

Il riconoscimento ottenuto ai Best Luxury Hotel Awards 2025, nella categoria “Best Wellness & Spa”, rafforza ulteriormente il ruolo della struttura come riferimento internazionale nel panorama del wellness medicale.
Alla guida di questa realtà c’è Stefano Plotegher, CEO di Palace Merano, che porta con sé un lungo percorso nell’hôtellerie di lusso. Con lui abbiamo parlato dell’evoluzione del concetto di wellness, delle sfide nel mantenere l’identità di un luogo iconico e delle prospettive future di una destinazione che continua a innovare senza perdere la propria anima.
we. Plotegher, partiamo dalla sua carriera e dalle esperienze più significative. Quali tappe sono state decisive nel costruire la sua visione attuale di ospitalità?
Dopo gli studi e le prime esperienze nella ristorazione, il mio percorso lavorativo ha preso una direzione decisiva durante i cinque anni trascorsi all’Hyde Park di Londra, dove ho interiorizzato una disciplina del servizio e un’idea di ospitalità di altissimo livello. Rientrato in Italia ho lavorato al Principe di Savoia di Milano e successivamente in Toscana, in realtà come Helvetia & Bristol, Lungarno Hotels, Villa Medici, L’Andana e l’Augustus. Queste esperienze hanno contribuito a costruire una visione del lusso fondata su eccellenza, identità e attenzione reale alla persona.


we. A Palace Merano, la dimora storica dialoga con programmi all’avanguardia che spaziano dal detox alla medicina estetica rigenerativa. Qual è stata la sfida più complessa nel tenere insieme tradizione e innovazione?
Ogni anno facciamo investimenti importanti. La sfida più complessa è mantenere intatta l’anima del Palace. Tradizione e innovazione devono dialogare costantemente: abbiamo preservato l’eleganza della dimora storica e le basi fondamentali del Metodo Revital – un metodo che fonde medicina funzionale, allopatica e Medicina Tradizionale Cinese -, integrando con programmi scientificamente avanzati, tecnologie d’avanguardia e una visione medica contemporanea. L’innovazione, per essere efficace, deve essere percepita come un’evoluzione naturale. Gli ospiti, oggi, non cercano più solo relax o estetica ma prevenzione, risultati concreti e misurabili. Sono sempre più informati e desiderano rigenerarsi con percorsi strutturati e personalizzati che abbiano un impatto reale sulla loro qualità di vita, anche una volta rientrati a casa.
we. Gli spazi rinnovati e le tecnologie d’avanguardia sono uno dei punti di forza premiati dalla giuria di Best Luxury Awards: come si decide quando e come innovare senza perdere l’identità del luogo?
Decidere quando e come innovare richiede grande sensibilità e rispetto per l’identità del luogo. Ogni intervento, dagli spazi ripensati alle tecnologie più avanzate, deve rafforzare il DNA della struttura senza snaturarlo. L’identità resta la nostra bussola: ogni cambiamento è sempre al servizio dell’esperienza dell’ospite, mai fine a se stesso.


we. Palace Merano lavora molto sul concetto di percorsi su misura. Quanto è importante oggi, secondo lei, passare da un’idea di “trattamento” a una di “programma di vita”? E le sfide future?
Oggi è fondamentale superare il concetto di singolo trattamento per abbracciare quello di “programma di vita”. Questo significa accompagnare l’ospite in un percorso cucito su misura e consapevole, che non si esaurisce durante il soggiorno ma lascia strumenti concreti per il benessere a lungo termine. È qui che il wellness diventa davvero trasformativo. Quanto al futuro, direi che continueremo a sviluppare con determinazione i temi della prevenzione, dell’invecchiare in modo sano, della medicina preventiva e della personalizzazione accurata dei percorsi. La sfida sarà evolversi quotidianamente integrando scienza, tecnologia, umanità, e mantenendo intatti l’eccellenza del servizio e l’anima di Palace Merano.
Gli ospiti, oggi, non cercano più solo relax o estetica ma prevenzione, risultati concreti e misurabili.
we. Il riconoscimento ricevuto ai Best Luxury Hotel Awards 2025 consacra Palace Merano come benchmark internazionale del wellness. Cosa ha rappresentato per lei, a livello personale e professionale, questo premio?
Sono orgoglioso di questo riconoscimento, che considero soprattutto il risultato del lavoro di un team che opera con continuità e visione da oltre trent’anni, e della famiglia Tosolini (i proprietari dell’hotel), che per prima in Europa ha creduto nel puntare su una struttura di lusso interamente dedicata alla salute preventiva, al detox e alla longevità. Questo premio conferma la solidità di una visione che ha saputo anticipare i tempi e posiziona Palace Merano come punto di riferimento internazionale nel wellness.
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In apertura: l’esterno di Palace Merano.
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