Santagatha. Un progetto di memoria e contemporaneità.
Hospitality e retail a Noto firmati dallo studio fiorentino b-arch che trasforma l’antica chiesa di Sant’Agata e un palazzo barocco in “Santagatha Galleria e Shop” e “Dimora Santagatha”.
Già protagonista della ristrutturazione di Vivai al Parugiano, un progetto di ospitalità contemporanea immerso nel paesaggio toscano, che integra ristorante e spa in un’unica visione architettonica, lo studio fiorentino b-arch, fondato da Sabrina Bignami e Alessandro Capellaro, firma il restauro di Dimora Santagatha nel cuore di Noto. E come a Vivai al Parugiano, il tocco è gentile, elegante, in equilibrio tra l’eredità storica e una contemporaneità che agevola il benessere dell’ospite.

Il progetto di recupero di Palazzo Sbano, questo il nome del palazzo secentesco che ospita il boutique hotel Dimora Santagatha con sette camere Classiche, Deluxe e Suite, intreccia materiali siciliani con la luce mediterranea e un design mai invasivo. La facciata in cocciopesto si inserisce perfettamente nel contesto urbano mentre all’interno le cromie terrose ocra e salvia dialogano con i rossi e i blu esaltati dalla luce che diventa materia.


Nel progetto di interior la materia è la grande protagonista: legno, ceramiche, lino raccontano la storia di una Sicilia domestica e colta, mentre arredi realizzati su misura so confrontano con gli elementi recuperati come le porte antiche e le cementine a terra. Anche gli spazi comuni, la cucina, la sala da pranzo e il cortile mantengono una dimensione residenziale e domestica. Il cortile interno, schermato da un pergolato di canne, è circondato da agrumi e piante aromatiche, è racchiuso da pareti color sabbia e restituisce il ritmo lento mediterraneo.



Qualche isolato sopra, in quella parte della città chiamato “piano alto”, il progetto Santagatha ha previsto anche il recupero della chiesa sconsacrata di Sant’Agata edificio del Settecento progettato da Rosario Gagliardi e parte dell’ex Ospedale Trigona, riconvertito in Santagatha Galleria e Shop. “Fin dall’inizio, proprio nel concetto di ospitalità sviluppato per il progetto Santagatha c’è stata la visione di rimettere in circolo energie e rivitalizzare parti della città meno note e secondarie rispetto alle vie più famose, facendole dialogare tra loro attraverso il fil rouge di un’immagine di progetto riconoscibile”, spiega Sabrina Bignami. La chiesa diventa così un’estensione dell’esperienza di ospitalità della Dimora. Qui gli affreschi storici si rapportano con abbigliamento e oggetti d’autore creando un’atmosfera sospesa tra sacro e profano.



L’obiettivo dell’intervento è stato quello di recuperare le architetture barocche accogliendo nuove funzioni. Ogni elemento introdotto è leggero, indipendente dalle murature storiche e pensato per essere rimosso. Anche la nuova pavimentazione flottante color pietra di Noto dichiara volutamente la propria autonomia rispetto alla preesistenza. La volta affrescata con il Trionfo di Sant’Agata di Costantino Carasi, le colonne in pietra e il matroneo ligneo diventano la scenografia per l’introduzione di un allestimento essenziale, come le strutture sottili in ferro e ottone. Vetrine, tavoli ed espositori compongono un percorso continuo che accompagna lo sguardo senza interrompere la lettura dello spazio e della sua verticalità. Dimora Santagatha e Santagatha Galleria e Shop confermano lo stile progettuale di b-arch che unisce identità del luogo, comfort contemporaneo e una forte attenzione all’esperienza dell’ospite.
ph. Mattia Aquila
In apertura: la sala da pranzo di Dimora Santagatha.
°°°
Incontra b-arch, Sabrina Bignami e Alessandro Capellaro, a Hospitality Design Conference, il 5 maggio 2026 a Milano nel panel “Progetti di memoria. Reinterpretare la storia con il design contemporaneo.”
Tags In
TAGS
CONTATTI
Redazione: redazione@wellmagazine.it
Advertising: advertising@wellmagazine.it
NEWSLETTER WE:LL
Ricevi i nuovi articoli pubblicati e gli aggiornamenti di we:ll magazine direttamente sulla tua email!




