
Gabrielli, l’hotel che cattura le mille sfumature di Venezia.
La riapertura dell’Hotel Gabrielli restituisce a Venezia un pezzo importante della sua storia. Andrea Auletta Interiors fa rivivere e dialogare colori, materiali ed elementi veneziani con forme contemporanee.
La vista che si gode sull’isola di San Giorgio Maggiore dall’Hotel Gabrielli è impareggiabile tanto quanto i dettagli messi in luce dall’attento restauro conservativo e dall’interior design che restituiscono l’autentica anima di Venezia. Andrea Auletta Interiors, in concerto con la famiglia Perkhofer, proprietaria dal 1856 dell’hotel ora parte della Starhotels Collezione, ha creato un racconto che valorizza la materia, la luce e la memoria di questa città unica al mondo.

La facciata storica su Riva degli Schiavoni con doppio ordine centrale di quadrifore trilobate testimonia le radici trecentesche del complesso architettonico formato da tre edifici di epoche diverse.
L’insieme racchiude altre testimonianze del suo patrimonio secolare quali le preziose vetrate a rullo o a fondo di bottiglia, i soffitti a cassettoni decorati, le colonne e le vere da pozzo in pietra d’Istria.


Tutti elementi valorizzati dallo scrupoloso intervento di recupero e integrati nell’interior design contemporaneo capace di riproporre la suggestione delle atmosfere veneziane, le infinite variazioni cromatiche create dalla luce, il tempo e le stagioni della città lagunare, che si svelano e si celano proprio come le sue vedute in un continuo gioco teatrale.

La palette nei colori della laguna, le forme morbide, i materiali sofisticati, le tonalità cangianti fondono la tradizione veneziana con le moderne esigenze di comfort in spazi immersivi, in cui arte, design e memoria dialogano all’unisono. Qui marmi levigati, settecento lampadari e applique recuperati, a firma anche del maestro muranese Archimede Seguso e della storica vetreria Pauly & C, tessuti naturali, preziosi velluti, legni pregiati e superfici opache raccontano la ricchezza delle storiche lavorazioni artigianali con un linguaggio attuale. L’esperienza di soggiorno diventa così un percorso sensoriale e culturale che crea un sentimento di appartenenza alla città e alla sua storia.


Andrea Auletta – qui ritratto da Alessandro Moggi – sottolinea che “In tutto l’hotel è stato privilegiato proprio il rapporto con la città anche attraverso la vista verso l’esterno in modo particolare verso l’isola di San Giorgio Maggiore da una delle suite Signature, a 360 gradi dall’altana della suite Presidenziale e dalla terrazza con sky bar e dal ristorante anche affacciato sul giardino d’inverno.
La simbiosi con Venezia e il suo passato si riflette anche nell’uso del color avorio, argento, bronzo, ottone, di specchi e vetri di Murano restaurando le applique e i lampadari del Settecento e le vecchie sedie rinnovate nel rivestimento. Un progetto complesso che ha richiesto più di tre anni di lavori”.
L’hotel è ora strutturato con 66 fra camere e suite tutte rivestite in marmorino, arredate per dialogare con l’anima storica del luogo. I bagni in pietra d’Istria e marmo Fior di pesco hanno docce extra large per rinfrancarsi dopo le giornate in giro per la città e alcuni affacciati direttamente in camera.

Fra gli spazi aperti e fluidi dove dominano legno canaletto, marmi verdi, specchi preziosi e luci soffuse ci sono il K Lounge Bar e il ristorante Felice al Gabrielli che occupa parte della corte interna, ora giardino parzialmente coperto per essere usufruibile tutto l’anno. Privata è invece la spa/hamman del piano nobile, mentre la ballroom, dai maestosi lampadari e dalle ampie finestre, è riservata a eventi e ricevimenti privati.
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In apertura, vista su Venezia da una delle suite, ph. Martino Dini.
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