Attraversare la bellezza. Siamo entrati a La Ménagère Roma, dove memoria e visione si fondono.
Nel cuore della Città Eterna, a pochi passi da Piazza di Spagna, La Ménagère Roma si rivela come un’esperienza che va oltre la ristorazione. Tra affreschi, luce calibrata e materiali sofisticati, il passato dialoga con il presente in una narrazione continua e immersiva. Scopri il viaggio di we:ll magazine.
Entrare a La Ménagère Roma significa attraversare una soglia sensoriale precisa, dove lo spazio parla prima ancora delle parole. Profumi floreali, luce calibrata e una scenografia densa di rimandi culturali accompagnano l’ospite all’interno di un luogo che si racconta attraverso i suoi materiali, le sue proporzioni e il suo rapporto con la storia.

Il concept store nasce nel 2021 a Firenze per iniziativa dell’imprenditore Ernesto Manfredi, che ora sceglie di raddoppiare occupando uno degli indirizzi più emblematici della Città Eterna. La Ménagère Roma si trova infatti in via Mario de’ Fiori, a pochi passi da Piazza di Spagna: un edificio che porta con sé una memoria stratificata e profondamente romana dove, a suo tempo, si trovava il Gilda, ambiente famoso per le frequentazioni di personaggi della politica e del mondo dello spettacolo. Qui, il progetto architettonico firmato da Claudio Nardi e dal suo Claudio Nardi Architects si muove con rispetto e consapevolezza, lavorando per sottrazione e valorizzazione, piuttosto che per sovrapposizione.

Un restauro che restituisce anima.
Il risultato è un recupero conservativo che mantiene intatta l’anima del palazzo affrescato, restituendolo alla città come spazio vivo, attraversabile, contemporaneo. Le pareti diventano superfici narrative: affreschi, opere d’arte, dipinti e oggetti dialogano tra loro senza mai apparire decorativi. È un’arte che non chiede distanza ma partecipazione, che accompagna il movimento e invita alla sosta. Ogni ambiente è pensato come una sequenza fluida, in cui drappeggi, quinte leggere e variazioni cromatiche costruiscono transizioni morbide tra le sale, evitando separazioni nette e favorendo una percezione continua dello spazio.
La palette cromatica privilegia toni caldi e sofisticati, accostando superfici in legno scuro, ceramiche smaltate e metalli discreti alla presenza elegante del travertino rosa. Le pannellature tessili avvolgono gli ambienti principali, smorzano i volumi e restituiscono una sensazione di comfort visivo e acustico. Gli arredi, scelti con attenzione quasi curatoriale, contribuiscono a creare un equilibrio costante tra monumentalità e intimità .

Il cortile, cuore sospeso.
Cuore simbolico del progetto è il cortile secentesco, luogo di rara suggestione, che conserva un’aura quasi sospesa nel tempo. Qui la storia non è citazione ma presenza concreta: uno spazio che amplifica l’esperienza emotiva e rafforza il legame tra architettura e identità culturale. La luce naturale che filtra dall’alto dialoga con quella artificiale, studiata per accompagnare le diverse ore della giornata senza mai forzare l’atmosfera.
Il ristorante: la cucina come linguaggio.
All’interno di questo impianto architettonico così ricco, la dimensione gastronomica si inserisce con naturalezza, come parte integrante del racconto. La cucina segue una filosofia coerente con il contesto: piatti curati, riconoscibili, capaci di dialogare con una proposta enologica ampia e ben calibrata. Il cibo non invade lo spazio ma lo completa, diventando un ulteriore livello di esperienza sensoriale.

Il cocktail bar rappresenta un altro snodo fondamentale del progetto: un ambiente in cui il design contemporaneo incontra musica, performance e intrattenimento, mantenendo sempre una cifra estetica misurata e mai eccessiva. Anche qui, l’arredo e la disposizione degli elementi favoriscono la socialità senza sacrificare l’eleganza.

Con i suoi ampi spazi e una struttura articolata, La Ménagère Roma si configura come un luogo da abitare più che da attraversare. Un indirizzo che riesce a tenere insieme storia e visione, estetica e funzione, memoria e contemporaneità . Non un semplice locale, ma un organismo urbano che riflette sul modo in cui oggi si può vivere la bellezza: con lentezza, consapevolezza e un senso profondo di armonia.
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In apertura: il cocktail bar de La Ménagère Roma.
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