Monferrato: the home of buon vivere.
Il Monferrato costruisce una propria identità turistica, distinta da Langhe e Roero, puntando su lentezza, cultura e relazioni. Un modello di buon vivere che intreccia paesaggio, arte, ospitalità diffusa e kind tourism, trasformando il territorio in una destinazione contemporanea, sostenibile e consapevole.
Langhe Monferrato Roero, riconosciuti collettivamente come Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2014 per la loro eccezionale bellezza e per la tradizione vitivinicola secolare, sono in realtà territori con caratteristiche distintive. Da anni il Monferrato cerca, con determinazione, di trovare una sua narrazione che, senza tralasciare le radici agricole e vitivinicole dei propri territori, si distingua da quella dei, forse più noti, territori fratelli Langhe e Roero.

Ma come favorire la costruzione di un’immagine di valore finalizzata a una proposta turistica convincente e contemporanea? La risposta monferrina sembra essere quella di un “turismo lento e colto, che sappia farsi strumento di crescita sostenibile, di innovazione culturale e di valorizzazione economica”, come leggiamo nella dichiarazione congiunta di Bruno Bertero, direttore dell’ente turismo Langhe Monferrato Roero, e Marco Lanza, direttore Generale di Alexala, l’agenzia turistica di AlessandriaAtl di Alessandria e provincia, per l’inaugurazione della seconda edizione di Germinale Monferrato Art Fest nell’autunno 2025.


Ma come ottenere questi risultati? Imparando dalle esperienze delle terre sorelle, ma perfezionandone il modello virtuoso, costruendo un’identità forte e originale, autentica e sostenibile che faccia realmente dialogare arte e luoghi, paesaggi e opere, fornendo quindi una motivazione ulteriore per visitare e conoscere il territorio in tutte le sue sfaccettature.
Percorsi personalizzati, quindi, per una pluralità di target, grazie a una migliore profilazione del turista tramite analisi dei big data e dei sistemi predittivi. Si vuole rafforzare, così facendo, l’immagine di una destinazione di buon vivere, come nel pay off dell’ente del turismo, che, in quanto coordinatore, rafforza il ruolo della destinazione e incoraggia la collaborazione tra operatori, supportandoli e aumentandone la visibilità con azioni di competenza specifica delle DMO (Destination Management Organization).

Senza abbandonare l’enogastronomia, che avrà sempre un ruolo strategico, il Monferrato si propone di diventare una destinazione turistica dove il cibo e il vino rappresentino un valore aggiunto, non la principale motivazione del viaggio. Molto chiaro è il cammino che si intende seguire delineato a inizio anno 2025 dall’ente del turismo nel proprio Position Paper. Partendo dallo studio dei maggiori trend, sono state identificate diverse direttrici di sviluppo turistico da incentivare tra cui il turismo delle radici, il turismo delle passioni e outdoor e il kind tourism.
L’idea di un turismo gentile ha iniziato a diffondersi grazie all’International Kindness Movement, rete mondiale nata nel 2020 nell’immediato post lockdown, per diffondere la gentilezza e i valori a essa collegati nel tessuto sociale ed economico. Attenzione alle relazioni, all’alimentazione, all’arte, alla musica, alla natura, alla cura del proprio benessere mentale e fisico: questi sono i pilastri su cui si basa questo approccio. Il kind tourism diventa così a tutti gli effetti una nuova forma di turismo sostenibile e consapevole, che incoraggia i viaggiatori a interagire con le comunità locali in modo rispettoso, ad apprezzarne le tradizioni e a sostenerne l’economia. Praticare il kind tourism richiede un cambiamento di mentalità e un impegno a fare la differenza durante i viaggi.


E i risultati? Sembrano dare ragione alla strategia: dallo scorso anno si rileva una crescita di presenze di più di 10 punti percentuali. La pluralità di ospiti e le diverse esigenze hanno naturalmente spinto il settore dell’ospitalità monferrino a una forte specializzazione.
Si passa quindi da strutture progettate per un turismo lento, raccolto, a contatto con la natura, caratterizzate dalla classica accoglienza, come nel Braida Wine Resort ad Asinara di Rocchetta Tanaro della famiglia Bologna, tra le famiglie più conosciute del territorio per la produzione vinicola, al Lilelo (Little Leisure Lodge) eco glamping a Grazzano Badoglio (Asti), che offre capanne in legno, completamente indipendenti, sollevate da terra, dalla particolare forma a V rovesciata, ispirate ai covoni di paglia della tradizione, fino alla proposta intrigante di Lusi è in collina, un classico cascinale piemontese a Cortandone (Asti), divenuto biker resort con tanto di cantina del vino trasformata in officina meccanica – che vuole realizzare il sogno di ogni motociclista: passare una notte in una suite con la sua due ruote.


E cosa prevedere per il futuro per mantenere ed incrementare il trend positivo registrato? Ancora una volta ci risponde il Position Paper 2025, che vede, anche per i prossimi anni, un ulteriore sostegno a residenze artistiche e la promozione di iniziative per conservare l’eredità culturale, ma anche un maggiore coinvolgimento dei giovani attraverso progetti di mediazione culturale e collaborazioni locali quanto più possibile flessibili e digital. Una strategia ampia e lungimirante, quindi, che vede nell’arte, nel coinvolgimento della comunità locale, nell’ascolto dei trend e nella salvaguardia dell’ambiente, un volano per lo sviluppo turistico del territorio monferrino.
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In apertura, un’immagine del Germinale Monferrato Art Fest, svoltosi in autunno 2025 in 27 sedi espositive in 22 comuni del Monferrato.
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