MODE Eco Mood Hotel. Mare 3.0.
Il mare del futuro è quello tradotto dallo studio di architettura GLA nella suite Mare 3.0 del MODE Hotel. Forme sinuose, colori luminosi e grafiche richiamano il profilo delle onde e svelano un’importante verità: il mare può diventare l’emblema di una nuova (e necessaria) economia circolare.
Il mare, all’interno del Mode Hotel di Rimini, si respira in ogni angolo. Nella nostalgia della Riviera degli anni Sessanta che detta lo spirito della suite Estate Italiana, ma anche nei colori sgargianti e nell’esplosività della suite From Rimini to Habana. Il mare del futuro, però, è quello immaginato da Andrea Grassi e Stefano Boninsegna di GLA (Genius Loci Architettura) nella camera intitolata Mare 3.0. Parliamo di uno dei più importanti studi di architettura italiani, al quale è stato chiesto di tradurre la propria visione di sostenibilità in una suite del nuovissimo Mode Hotel, inaugurato a ottobre.

I principi seguiti nella progettazione sono tutti riconducibili a un impianto green: design sostenibile, materiali naturali e riciclabili, arredi con rivestimenti composti da filati PET ricavati da recupero di bottiglie di plastica, luci led a risparmio energetico. In Mare 3.0, insomma, non esiste angolo che non parli la lingua della sostenibilità.
E quale meraviglia del pianeta potrebbe trasmetterci meglio il senso di recupero, rigenerazione e attenzione alla natura se non il mare? Il mare che ogni giorno si libera della sporcizia e dei rifiuti di cui l’attività antropica lo riempie, trasportando tutto ciò che non serve a riva. “Questi materiali, sia organici che inorganici, attraverso un’economia circolare e il riutilizzo possono essere reinterpretati e possono essere ri-immessi all’interno dell’industria del design” spiega Andrea Grassi di Genius Loci Architettura.


Il concept di Mare 3.0 nasce proprio dalla volontà di creare una trasposizione fisica e materica di un mare che guarda al futuro, in cui l’architettura si faccia catalizzatrice di nuovi, nobili processi. L’intento, come spiegano gli esperti di GLA, è proprio quello di trasmettere la possibilità di un mare più vivibile. Un mare che, se curato oggi, potrà giungere nella sua forma migliore alle generazioni di domani.


A livello estetico, i colori predominanti – e che hanno subito catturato la mia attenzione – sono il rosso e il blu. Il rosso ha richiamato alla mia mente le sfumature del sole che ogni giorno nasce e muore tra le onde del mare, regalando uno spettacolo di luci ed emozioni che appaga la vista. Dall’altro lato, il blu scuro mi ha trasportata al momento in cui, tramontato il sole, l’acqua si fa più scura di minuto in minuto, preparando gli spettatori alla notte, quando l’unica luce a proiettarsi sul mare è quella biancastra della luna.

A ricordarmi il mare sono anche le forme sinuose riprese dagli architetti, sia nelle grafiche a pavimento che richiamano le onde, sia nella grande parete curva all’ingresso che racchiude la zona servizi. La sfida è quella di raggiungere un basso impatto sull’ambiente, dimostrando come sia possibile immaginare e realizzare nuove architetture mantenendo un impatto sempre più vicino allo “zero carbon footprint”.


In Mare 3.0 non riscontro la vivacità e il ‘caos’ che le altre suite del Mode Hotel a tema mare mi trasmettono. Al contrario, la sensazione che ricevo è di calma e silenzio. Un po’ come se il mare, dopo esser stato a lungo scosso dalle attività umane, abbia abbandonato tutto ciò che non gli apparteneva per abbracciare, invece, la sua vera natura. Come la quiete dopo la tempesta, anche il mare del futuro si è liberato dei rifiuti e degli elementi esterni che non fanno parte della sua natura. Ha lasciato andare, proiettandosi in una dimensione di pulizia e di calma. La calma, appena entrata nella suite, è stata la primissima sensazione percepita. La calma data dalla regolarità delle forme, dalla pienezza dei colori e dai materiali naturali, riciclabili e biobased impiegati dallo studio GLA. Mare 3.0 è il manifesto tangibile di una nuova e necessaria economia circolare con un focus sull’elemento acqua, oggi come mai prima d’ora fragile e bisognoso di tutela.
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In apertura: il living della suite Mare 3.0., ph. PHOTODAF.
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Aziende partner di Mare 3.0.
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