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Due progetti, due interpretazioni differenti di un brand che lega cibo e cultura greca. Due nuove location Egeo in Spagna – Valencia e Madrid – per gustare souvlaki scoperchiando il vaso di Pandora. Firmato Masquespacio.

Per la catena greca Egeo, Masquespacio ha progettato due nuovi ristoranti in Spagna, a Valencia e Madrid, scegliendo di declinare lo stesso universo culturale attraverso due interni radicalmente diversi.
Solo alcuni accenni del tradizionale abbinamento bianco e azzurro compaiono nel primo locale spagnolo della specializzata in souvlaki, i famosi spiedini di carne e verdure.
A Valencia, pur rispettando l’interior design minimalista della catena, lo studio ha puntato su un’immagine legata alla bellezza dei materiali cementizi tipici delle antiche case greche.

Nel ristorante Egeo a Valencia, le tonalità del bianco e del blu sono state utilizzate su materiali cementizi tipici delle antiche case greche, ph. Sebastian Erras.

“Abbiamo cercato di materializzare la Grecia nello spazio – sottolinea Ana Milena Hernández – andando oltre il semplice utilizzo della consueta palette di colori bianco e blu”. Le pareti incorporano volumi dalle forme organiche che rappresentano la ricerca sull’essenza dell’architettura greca portata avanti dallo studio fondato da Ana Milena Hernández e Christophe Penasse.

L’elemento più evidente del design sono le colonne greche stampate in 3D e dipinte in blu elettrico, in cui sono stati inseriti tubi led, proprio per modernizzare questo elemento tradizionale dell’architettura greca. Una tecnica di produzione che trasporta questi elementi classici nella contemporaneità.

Ana Milena Hernández e Christophe Penasse, fondatori di Masquespacio.

Lo spazio con sviluppo orizzontale è dominato dal grande soffitto retroilluminato che riflette la luce sulle pareti chiare e sugli arredi essenziali: tavolini e sgabelli in legno e panche in muratura.
Al centro, il bancone blu per le ordinazioni è come se fosse un chiosco mobile nel mezzo di un mercato greco, luogo popolare per l’acquisto dei souvlaki e punto d’incontro tradizionale.

Altri calibrati tocchi di blu per i telai della vetrata d’ingresso, le stoviglie, il sostegno centrale dei tavolini e per il pavimento della saletta più riservata.

La tavolozza di colori bianco e blu è stata modernizzata da Masquespacio anche grazie a forme organiche e sinuose, ph. Sebastian Erras.

Egeo Santa Engracia a Madrid.

“Anche per il secondo locale Egeo di Madrid abbiamo sviluppato un progetto – afferma Christophe Penasse – che tiene conto del passato dell’antica Grecia proiettandolo nel futuro e rappresentandone l’essenza tradizionale in chiave contemporanea. La chiave di lettura in questo caso è più profonda e si rifà al mito greco del vaso di Pandora che, una volta aperto, fece uscire tutti i mali lasciando sul fondo solo la speranza, simbolo di resilienza e della possibilità di ricostruzione anche nei momenti più bui. Concetto trasposto in un design che evoca un senso di mistero, scoperta e una bellezza che emerge dall’esperienza.

Egeo Santa Engracia a Madrid, progetto di Masquespacio: pareti e soffitto si stratificano come una grotta mediterranea scolpita nella pietra, ph. Masquespacio.

La materialità accentuata gioca un ruolo fondamentale nella narrazione di questo locale di soli 50 metri quadrati dove la palette di toni beige morbidi e avvolgenti si pone in contrasto con, in cucina, leggeri tocchi di blu elettrico che richiamano l’identità visiva del marchio.

Ritorna il tema delle colonne stampate in 3D per pareti e soffitto con una texture organica e stratificata che evoca, da un lato, la bellezza naturale e la solidità delle cave di marmo e dall’altro, nella forma e disposizione, suggerisce la reinterpretazione dell’antica Grecia. L’esperienza gastronomica è strettamente legata al design d’interni per stimolare i sensi ed evocare un legame con la storia.

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In apertura, la sede di Valencia del ristorante Egeo progettato da Masquespacio, ph. Sebastian Erras.