Castel Badia. Mille anni di storia ‘rinascono’ nelle Dolomiti.
Dopo la fortezza, il monastero benedettino e l’albergo del Novecento, Castel Badia riapre con un progetto nato dalla collaborazione tra l’hotelier Aldo Melpignano, il gruppo Kronplatz e le famiglie Gasser e Knötig, e che intreccia restauro, design contemporaneo e legame con il territorio.
Costruito intorno all’anno Mille come fortezza e poi trasformato nel primo monastero benedettino femminile del Tirolo, Castel Badia ha attraversato oltre mille anni di storia prima di rinascere come hotel cinque stelle. Per più di sette secoli, il complesso è stato un luogo di spiritualità, fino alla dissoluzione del monastero nel 1785, attraversando poi diverse destinazioni d’uso.

Dopo un lungo percorso di recupero, nel dicembre 2025 Castel Badia ha riaperto le sue porte nel cuore della Val Pusteria, ai piedi del Plan de Corones, grazie al progetto nato dalla collaborazione tra l’hotelier Aldo Melpignano – proprietario e managing director di Borgo Egnazia, eccellenza internazionale dell’ospitalità pugliese -, il gruppo Kronplatz e le famiglie Gasser e Knötig. Il restauro ha riportato alla luce pietre, volte romaniche, antiche bifore e frammenti di affreschi dell’XI secolo, mentre gli interni hanno cercato un equilibrio tra la storia del complesso e un’idea contemporanea di ospitalità.
Oggi Castel Badia conta 28 camere e uno chalet indipendente, oltre a ristorante, spa e spazi ricavati nelle antiche strutture del monastero. Insieme a we:ll magazine ho avuto l’opportunità di dialogare con la proprietà. Abbiamo parlato della storia del progetto, del recupero del castello e della visione che accompagnerà la nuova vita della struttura.



Una nuova vita.
La nuova vita di Castel Badia nasce dalla volontà di dare continuità a una storia che non si è mai davvero interrotta. Fondato nell’XI secolo dal conte Otwin von Lurngau come sede di giustizia, il castello fu trasformato poco dopo dal figlio Volkhold nel primo convento benedettino femminile del Tirolo storico. Per secoli fu un centro spirituale e culturale per le valli circostanti.
Nel 1965, Karl Knötig lo riportò alla sua vocazione d’accoglienza trasformandolo in albergo; la riapertura del dicembre 2025 rappresenta quindi un nuovo capitolo. L’obiettivo è stato restituire vita a questo patrimonio, lasciando che fosse la sua storia a guidarne il futuro. “Castel Badia – rivela Aldo Melpignano – racchiude molti degli elementi in cui credo quando si parla di ospitalità: la forza di un luogo con una storia profonda, la capacità di farla vivere nel presente e un rapporto con il territorio che entra negli spazi, nelle persone e nelle relazioni”.

La struttura, nella fattispecie, è rinata grazie all’incontro tra il profondo radicamento locale di Kronplatz Holding e delle famiglie Gasser e Knötig, prendendo forma attraverso l’esperienza e la visione di Aldo Melpignano. Il restauro architettonico è stato affidato allo studio altoatesino Null17, mentre lo Studio Droulers ha firmato gli interni in collaborazione con Marta Ferri. Il confronto con la Soprintendenza e il contributo degli artigiani hanno permesso di preservare la materia storica e, allo stesso tempo, di introdurre un linguaggio contemporaneo coerente con il luogo.



Mille anni da recuperare.
La sfida più complessa, spiega la proprietà, è stata capire quale fosse il giusto grado di intervento. Castel Badia ha attraversato oltre mille anni di storia e ogni epoca ha lasciato una traccia: il lavoro è stato leggere queste stratificazioni e trovare un equilibrio tra ciò che meritava di essere custodito e ciò che poteva accogliere una nuova vita. Il progetto contemporaneo nasce proprio da questo dialogo. Ogni scelta, dall’architettura agli interni, ha cercato di accompagnare il castello nel presente mantenendo intatta la forza della sua identità.
I princìpi guida sono stati rispetto, misura e continuità. Castel Badia ha un’identità così forte che ogni scelta doveva partire da ciò che c’era già: l’architettura, le tracce delle diverse epoche, i materiali, il rapporto con il paesaggio. Il restauro ha riportato alla luce e custodito questa storia; il design contemporaneo l’ha accompagnata attraverso materiali del territorio, artigianato e interventi pensati specificamente per questi spazi. Lo stesso vale per l’ospitalità: l’esperienza nasce dal castello e dal suo legame con le Dolomiti, seguendo il ritmo del luogo e delle stagioni.


Un cinque stelle inconfondibile.
Ciò che distingue Castel Badia è il modo in cui storia, design, benessere e territorio diventano parti della stessa esperienza. Le 28 camere e suite sono tutte diverse perché seguono l’architettura e le stratificazioni del castello; a queste si aggiunge lo Chalet, ricavato nell’antico forno del monastero. Affreschi, pietra antica, intonaci originali e arredi storici convivono con un design contemporaneo, accogliente e misurato. Anche la spa nasce dentro questa continuità: le antiche celle delle monache ospitano oggi le suite dedicate ai trattamenti e il lavoro sulle erbe officinali, che riprende idealmente il sapere custodito dalle monache benedettine nell’Apothekergarten (l’area verde coltivata con piante officinali e medicinali).



La Sala della Badessa, un tempo cuore cerimoniale della vita del castello, è forse il luogo che meglio restituisce la continuità tra passato e presente. La chiesa e la cripta, entrambe risalenti all’XI secolo, conducono invece alle origini del complesso: le fondamenta della cripta sono datate al 1030. La Cappella di San Gottardo racconta il dialogo tra rovina storica e arte contemporanea attraverso l’installazione di SCHWARZENFELD, mentre i diciassette giardini, a partire dall’Apothekergarten, rendono visibile il legame fra natura, cura e memoria monastica.


Il legame con le Dolomiti.
Il legame con il territorio è alla base dell’identità di Castel Badia. Le Dolomiti entrano nel progetto attraverso il paesaggio, ma anche attraverso i materiali, l’artigianato, la cucina, le persone e il ritmo delle stagioni. Anche il modo di vivere la montagna di cui la struttura si fa portavoce segue questa idea: sci, sentieri, boschi e laghi sono parte di un’esperienza più ampia, che comprende i paesi, le botteghe, la gastronomia, la cultura e le tradizioni locali. Castel Badia vuole essere un punto di partenza per entrare in relazione con tutto questo, andando oltre una lettura puramente paesaggistica delle Dolomiti.

Castel Badia, in futuro.
Dopo i primi mesi di attività, spiegano dalla struttura, i riscontri degli ospiti avrebbero restituito soprattutto una conferma: Castel Badia riesce a esprimere tutta la forza della propria storia mantenendo un carattere caldo, accogliente e immediato. Un luogo così maestoso, d’altro canto, avrebbe potuto generare una certa distanza. Gli ospiti, invece, ne attraversano gli spazi con naturalezza e riescono a stabilire quasi subito un rapporto personale con il castello.
Guardando al futuro, l’ambizione è consolidare Castel Badia come un luogo da vivere durante tutto l’anno, continuando ad approfondire l’esperienza degli ospiti attraverso proposte sempre più connesse al territorio, la ricerca gastronomica e sul benessere, occasioni culturali e nuovi modi di abitare gli spazi storici. “Abbiamo cercato di accompagnare questo castello in una nuova fase della sua storia con rispetto e misura, restituendogli una grazia ospitale, calda e immediata. Per me è questo il valore più grande: creare luoghi capaci di accogliere, generare scambio e continuare a restituire qualcosa di vivo alla comunità e a chi li attraversa“, conclude Aldo Melpignano.
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ph courtesy Castel Badia
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