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General manager di Casa Angelina da quindici anni, Domenico De Simone ha contribuito a definire l’identità di una delle realtà più distintive della Costiera Amalfitana. Un percorso professionale che affonda le radici nella ristorazione di famiglia e si sviluppa tra esperienze nell’hôtellerie di lusso e una visione dell’accoglienza fatta di essenzialità, benessere e attenzione autentica all’ospite. Il punto di forza della struttura? La colazione, simbolo di un’ospitalità contemporanea discreta e profondamente italiana.

Affacciata sul blu della Costiera Amalfitana, Casa Angelina è il boutique hotel di Praiano che ha fatto della sottrazione una dichiarazione di stile e dell’attenzione all’ospite una vera filosofia di accoglienza. Un’idea di lusso discreto, quasi sussurrato, che negli anni ha costruito un’identità forte e riconoscibile.

Domenico De Simone, general manager di Casa Angelina.

Un approccio premiato ai Best Luxury Hotel Awards 2025, dove Casa Angelina è tra i vincitori nella categoria Best Breakfast, differenziandosi per aver trasformato la colazione nel segno distintivo del soggiorno: un’esperienza che celebra la Costiera attraverso pasticceria artigianale, specialità campane e prodotti freschi selezionati con cura, serviti su una tavola sospesa tra Positano e Capri. Alla guida della struttura da quindici anni, Domenico De Simone, general manager, racconta un percorso professionale che parte da lontano e una visione dell’ospitalità che guarda al futuro senza rinunciare all’essenza del mestiere.

we. De Simone, il suo percorso nell’ospitalità nasce molto presto. Come si è sviluppato fino all’arrivo a Casa Angelina?

Il mio approccio al mondo dell’accoglienza nasce in un piccolo ristorante di famiglia. Successivamente mi sono trasferito in un’azienda della penisola sorrentina e ho iniziato a vivere gli alberghi, facendo esperienze in varie città, tra cui Roma e Firenze. Con la formazione e il tempo sono entrato sempre più nel mondo dell’ospitalità di lusso, tra penisola sorrentina e Costiera Amalfitana. Arrivo a Casa Angelina quindici anni fa, dopo un’esperienza in un hotel da 300 camere, e in un momento in cui la proprietà aveva l’esigenza di rilanciare la struttura dopo una profonda ristrutturazione.

we. C’è un’esperienza che ha segnato particolarmente il suo percorso professionale?

L’hotel Capo La Gala, a Vico Equense. È una bellissima struttura che ha segnato la mia carriera, caratterizzata da una spiaggia bellissima in una caletta molto particolare e identificativa. L’ho seguita fin dalla ristrutturazione, definendone l’identità e il fine. È stato uno dei primi luoghi in cui si è iniziato a intuire quale sarebbe stato il lusso del futuro.

Camera vista mare con terrazzo.

we. Veniamo a Casa Angelina: si tratta di un boutique hotel che ha un’identità molto precisa, diversa dal contesto circostante. Quali sono i suoi pilastri?

La proprietà è stata reinterpretata a favore del bianco, con un taglio minimalista e una visione diversa rispetto ai colori tradizionali della Costiera. Le finestre sono molto grandi per far entrare il mare all’interno. L’hotel è dotato di 38 camere e suite, la maggior parte delle quali con balconi e terrazze vista mare. Fin da subito ho percepito la sua naturale inclinazione: Casa Angelina doveva essere qualche cosa d’altro, qualcosa che si discostasse dall’idea classica di lusso. Abbiamo quindi puntato su una forma di lusso concreta ed efficiente, direi quasi ‘bisbigliata’. Fin dall’inizio ho lavorato con un team giovane, cercando di rispondere alle esigenze di un ospite internazionale e attento.

we. In che modo sono cambiate le aspettative dell’ospite negli ultimi anni?

Oggi l’ospite guarda molto di più al benessere, inteso in senso ampio. Non significa solo avere una spa o un’area fitness, ma uno stare bene che passa dal cibo alla proposta di prodotti biologici, da un ambiente riposante alla qualità dell’offerta camera. È un percorso che abbiamo sempre seguito e che oggi è ancora più centrale. Quello che notiamo è che le aspettative variano repentinamente: rispetto a cinque anni fa, per esempio, sono già mutate nel senso appena esposto.

we. Casa Angelina è anche un ristorante stellato Michelin, ma il riconoscimento è arrivato per la colazione. Ci spieghi perché.

Perché la colazione è sempre stata un elemento chiave della nostra proposta. Non abbiamo un vero orario di apertura o chiusura e la maggior parte dei prodotti non si trova esposta ma viene preparata al momento. Oltre allo chef Leopoldo Elefante collaboriamo anche con un nutrizionista che ci supporta nella composizione delle proposte. Il servizio è molto attento, quasi come in una ristorazione vera e propria: l’ospite è seguito, accompagnato, assistito. Questo è ciò che ha fatto davvero la differenza negli ultimi anni.

we. Che significato ha avuto ricevere il premio Best Breakfast?

Ci ha fatto molto piacere. È un riconoscimento su cui lavoravamo da tempo e che nasce da basi molto solide. È la conferma di una visione portata avanti con coerenza.

we. Guardando al futuro, quali sono le prossime evoluzioni di Casa Angelina?

La nostra proposta di ospitalità ha un’identità molto forte, anche grazie alla posizione leggermente defilata dal centro della Costiera, in un contesto di pace e quiete ma ben connesso. Nei prossimi anni introdurremo innovazioni sia nel food & beverage, sia negli spazi. L’area benessere verrà ampliata, già oggi possiamo contare su cinquemila metri quadrati di giardino botanico.

we. Che tipo di ospitalità cerca oggi il viaggiatore?

L’ospite vuole arrivare in una struttura dove c’è anticipazione, dove si sente unico e in qualche modo già ‘conosciuto’ da chi lo ospiterà. Non cerca più sfarzosità fine a sé stessa ma efficienza, attenzione, qualità e tranquillità. Oggi viaggiare è sempre più un momento di relax, oltre che di conoscenza. Veniamo già da una vita ricca di regole e paletti: viaggiando si spera di trovare la genuinità dell’accoglienza, ovviamente con l’abc dell’hospitality che non deve mai mancare.

we. Un’ultima domanda: cosa ci dice della Costiera Amalfitana sotto il profilo dell’accoglienza?

La Costiera è un posto ameno dove l’educazione a ospitare è molto forte, fa parte della cultura. Chiunque, a prescindere dal livello in cui va a esercitare l’ospitalità, lo fa con grande impegno e ad alti livelli. C’è tantissima qualità e si lavora per migliorarla sempre. La speranza è che si continui sotto questo profilo tutti. Io, personalmente, mi ritengo molto fortunato: ho un team presente in Casa Angelina con una permanenza media di 7-8 anni, per un totale di circa 110 collaboratori, e assieme al quale porto avanti un filo rosso con sempre nuovi obiettivi e offerte. Non potrei chiedere di più.

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In apertura: vista dalla terrazza di Casa Angelina.