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L’edizione 2026 della Guida Michelin mette in luce territori inaspettati: dalla Toscana all’Abruzzo, dall’Alto Adige alla costa marchigiana, la costellazione delle stelle rivela concentrazioni sorprendenti e un’Italia gastronomica tutta da riscoprire.

La scorsa settimana, a Parma, accurato e ben gestito il clangore mediatico, è stata egregiamente presentata l’edizione 2026 della Guida Michelin, la settantunesima. Tutti sappiamo tutto! I ristoranti con tre stelle sono saliti a 15 e i ristoranti con due stelle sono 38. Tantissimi i ristoranti con una stella.

L’analisi che abbiamo compiuto, a tratti simile a quanto svolto in occasione della presentazione della guida dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, si è basata sul criterio originale della valutazione della densità delle stelle in ambito provinciale. Insomma, un po’ come se ci si chiedesse… quanti abitanti di quella provincia occorrono per ottenere una stella? Però, va chiaramente posto in premessa, che l’universo ha riguardato soltanto i 53 ristoranti insigniti di un numero di stelle maggiore di una. La valutazione ha riguardato i 38 bistellati e i 15 tristellati.

Il bistellato Terra The Magic Place a Sarentino.

La prima considerazione è l’assenza delle grandi città, delle nostre “piccole” metropoli: né Roma, né Milano, né Napoli. Analizziamo le prime cinque posizioni.

Al quinto posto, con 97mila abitanti circa per stella, si piazza la provincia di Ancona, grazie alla presenza del tristellato Uliassi e del bistellato Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni. Uliassi è a Senigallia e Madonnina del Pescatore è a Marzocca che è frazione del comune di Senigallia. Pertanto, con intrigante divagazione, agevolmente arriviamo a proclamare Senigallia, con i suoi 44mila abitanti, il comune delle Marche a più alta densità di ristoranti bistellati e tristellati. Appena 9mila abitanti per stella!  Tra l’altro, lo vediamo a seguire, la provincia di Ancona è l’unica provincia costiera tra le prime cinque.

Difatti al quarto posto, con 96mila abitanti circa per stella, si colloca L’Aquila. Il conseguimento del quarto posto va a merito esclusivo di Niko Romito con il suo tristellato Reale a Castel di Sangro. Eccoci ad altra proclamazione. Castel di Sangro conta appena 7mila abitanti; ergo, circa 2mila abitanti per stella. Castel di Sangro è il comune dell’Abruzzo a più alta densità di ristorante tristellati (e fa nulla che non vi è competizione in quanto Reale è l’unico tristellato della regione).

La cantina del tristellato Reale di Niko Romito a Castel di Sangro (L’Aquila).

Andiamo in Alto Adige per trovare il terzo posto: provincia di Bolzano. Qui occorrono 77mila abitanti per ottenere una stella. E questo pregevole piazzamento è dovuto alla presenza del tristellato Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico, del bistellato Terra The Magic Place a Sarentino e del bistellato Castel fine dining a Tirolo.

E chi c’è al secondo posto?
Siamo ancora al Nord, dal suo versante orientale dirigendoci al suo versante occidentale: la provincia di Cuneo. L’apporto alla conquista del secondo posto è funzione di ben due tristellati: Piazza Duomo ad Alba e la new entry La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti a Serralunga d’Alba, e il bistellato Antica Corona Reale a Cervere. Insomma, 74mila abitanti circa per ogni stella.

Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba (Cuneo).

E al primo posto?!
Torniamo al Centro, dove con appena 65mila abitanti per ogni stella, conquista il primo posto la provincia di Siena. Contribuiscono alla prestigiosa prima posizione due ben noti ristoranti bistellati: Arnolfo a Colle di Val d’Elsa e Campo del Drago a Montalcino.

Arnolfo a Colle di Val d’Elsa (Siena).

Non resta che prenotare e poi… buon viaggio e buon appetito!

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In apertura, il Teatro Regio di Parma dove il 19 novembre 2025 si è tenuta la cerimonia di presentazione della Guida Michelin 2026.