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Luci soffuse, piscine a sfioro e profumi aromatici raccontano solo una parte della storia. Dietro ogni Spa di hotel c’è un lavoro complesso di progettazione, investimenti e gestione tecnica. Davide Mantesso di Michaeler & Partner spiega cosa significhi davvero costruire un’area wellness oggi: tra business plan, costi energetici e strategie per rendere il benessere un valore aggiunto per l’hotel.

Negli ultimi anni, il benessere è diventato molto più di una tendenza: è un vero e proprio stile di vita. La ricerca di equilibrio, salute preventiva e cura di sé sta ridisegnando le priorità dei viaggiatori e, di conseguenza, l’offerta dell’ospitalità internazionale. Le Spa non sono più un semplice servizio accessorio: sono un biglietto da visita, un manifesto di identità, un elemento capace di orientare le scelte di un hotel.

Eppure, dietro a luci soffuse, profumi aromatici e piscine a sfioro si nasconde un mondo complesso, fatto di investimenti importanti, scelte strategiche e una buona dose di realismo. Per capire cosa significhi davvero progettare una zona wellness abbiamo incontrato Davide Mantesso, responsabile del dipartimento Project & Construction Management Italia di Michaeler & Partner, società del gruppo FMTG – Falkensteiner Michaeler Tourism Group. Un osservatorio privilegiato, il suo, su ciò che funziona, ciò che non funziona e ciò che sta cambiando nel settore.

we. Mantesso, di cosa si occupa Michaeler & Partner?

Siamo una realtà molto sfaccettata. Lavoriamo nel turismo di alta gamma, ma non solo con gli hotel di lusso. Collaboriamo con tutte le strutture che vogliono offrire un’esperienza diversa dal solito: city hotel, boutique hotel, family hotel. E naturalmente con gli hotel del gruppo Falkensteiner. Seguiamo anche l’operatività in cantiere. È un valore aggiunto che deriva dall’esperienza maturata nei progetti della nostra holding. Possiamo accompagnare un progetto dall’idea iniziale fino alla gestione manageriale, se richiesto.

we. In cosa consiste il ruolo di Project & Construction Manager?

Dietro ogni Spa che funziona c’è un lavoro di regia silenzioso ma fondamentale. Costruiamo budget dettagliati, utili anche per ottenere finanziamenti, e supervisioniamo la direzione lavori. Controlliamo tempi, qualità, rispetto dei contratti. In pratica, ci assicuriamo che tutto fili liscio. Nei progetti complessi, la figura del project manager è essenziale. Non solo per rassicurare banche e investitori, ma per garantire un ritorno economico reale. Molti piccoli imprenditori non ne hanno piena consapevolezza.

Quando si parla di Spa, l’immaginario corre veloce: relax, atmosfera, esclusività. Ma la realtà progettuale è molto più pragmatica. Ogni progetto deve partire da idee chiare e da un business plan solido. Sembra ovvio, ma non lo è. Prima si definisce la strategia, poi si ‘veste’ il progetto. E i falsi miti non mancano. Molti pensano che inserire una Spa migliori automaticamente la redditività dell’hotel. Non è così. La Spa funziona solo se è coerente con l’identità della struttura e va detto chiaramente: è uno degli ambienti meno redditizi, con costi elevati e ROI (ritorno sull’investimento, ndr) più basso.

we. Il punto, quindi, non è “avere una Spa”, ma “avere la Spa giusta”?

Esattamente. Per esempio, in un active hotel punterei sull’area massaggi per i trattamenti post-allenamento; in un longevity hotel, invece, servono zone relax curate nei minimi dettagli. Ogni struttura ha la sua risposta. C’è poi la parte che non si vede: impianti, consumi, complessità. Dietro una Spa c’è un universo tecnico che il cliente non immagina. La Spa, insieme alla cucina, è l’area più energivora dell’hotel. La regolazione dell’aria, fondamentale in un ambiente benessere, consuma cinque volumi d’aria contro i due o tre delle sale comuni. Riscaldamento a pavimento, sottofondi più alti, impianti elettrici potenziati, pressurizzazione per le zone umide, isolamento acustico dei vani tecnici: la lista è lunga. La Spa viene spesso considerata un accessorio, ma dal punto di vista costruttivo è l’opposto: richiede una progettazione centrale e integrata.

we. Qual è il futuro delle aree benessere nel settore dell’ospitalità?

Con i costi energetici in crescita, il settore si trova davanti a un bivio. Le posizioni si radicalizzeranno. Le Spa che rappresentano un vero elemento distintivo continueranno a esistere. Le soluzioni intermedie, invece, tenderanno a scomparire. Un trend che è già visibile. Sempre più spesso vedremo aree wellness accessibili su prenotazione, a numero limitato e talvolta a pagamento.

Sarà davvero così? Lo scopriremo solo vivendo.

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In apertura: L’esterno del Falkensteiner Hotel Kronplatz.

Incontra Davide Mantesso a Hospitality Design Conference il 5 maggio all’hotel Melià in via Masaccio 19 a Milano.

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