Oltre la sostenibilità: il turismo diventa rigenerativo.
Il settore turistico sta vivendo una profonda trasformazione, spinto da una crescente consapevolezza ambientale e sociale. L’architetto Vince Stroop approfondisce questo nuovo approccio, citando esempi virtuosi.
Quando si abusa di una parola, via via questa tende a perdere la forza del suo significato. Un po’ il destino del termine “sostenibilità”, concetto necessario e indispensabile ma ormai utilizzato ovunque e spesso senza che ci siano valide ragioni per farlo. Meno inflazionato e ancora poco noto è l’aggettivo “rigenerativo”, per certi aspetti un upgrade di “sostenibile”, che si riferisce a una mentalità emergente nel settore del turismo e dell’ospitalità.
È questo il pensiero di Vince Stroop, Founding Partner di Stroop Design. Architetto, designer e fotografo pluripremiato, numerosi sono i suoi progetti per i principali marchi dell’ospitalità, tra cui Raffles, Rosewood, Marriott, Hyatt, Hilton, One&Only, IHG, NoMad Hotels, The Sydell Group, JLL e per diverse boutique. “Si tratta di una nuova mentalità legata al viaggio, che si connette a hotel non convenzionali”, così Stroop introduce un argomento che lo appassiona e coinvolge anche professionalmente. Il concetto è innovativo e lungimirante: il turismo rigenerativo non si limita solo a minimizzare l’impatto negativo del turismo ma punta a creare un impatto positivo e duraturo su territori, comunità locali ed ecosistemi.

Un cambio di mentalità.
A differenza del turismo sostenibile, teso a ridurre l’impatto ambientale, il turismo rigenerativo punta attivamente a migliorare le condizioni ecologiche, sociali e culturali dei luoghi che ospitano i viaggiatori. Non si tratta dunque solo di conservare ciò che esiste ma di mettere in discussione lo stesso concetto di crescita infinita, abbracciando modelli che promuovono equilibrio e benessere collettivo. In questa visione, le diverse dimensioni ambientali, sociali ed economiche risultano perciò interconnesse in una visione olistica in cui il viaggiatore è chiamato a svolgere un ruolo attivo, sviluppando empatia con il luogo e la comunità.
I potenziali vantaggi della filosofia rigenerativa applicata al viaggio sono reciproci: il turismo può portare benefici alle comunità locali e allo stesso tempo i viaggiatori traggono un arricchimento sul piano delle esperienze e delle relazioni. Come spiega Vince Stroop, “questa tipologia di viaggiatore è alla ricerca di esperienze significative, opportunità educative, avventure all’aria aperta, riconosce il valore della responsabilità sociale e della consapevolezza ambientale ed è pronto a rapportarsi con la comunità locale”.


loro recupero dare vita a hotel diffusi: una fonte di ispirazione per il progettista in linea con il concetto di viaggio rigenerativo.
I vantaggi del trend generativo.
Questo nuovo approccio mette al centro quattro dimensioni fondamentali del viaggio, ridefinendo le interazioni con il turista. Il tempo viene vissuto in modo più rilassato, assaporando il piacere della lentezza e della stagionalità. Lo spazio è considerato in funzione della valorizzazione del territorio e dei suoi limiti naturali, mentre la cultura tende al rispetto delle identità locali. La comunità infine è la dimensione che permette un coinvolgimento diretto degli abitanti del luogo. Si delineano dunque i presupposti per soddisfare le aspettative del viaggiatore emergente, che Vince Stroop descrive così: “Da una parte ci sono le giovani generazioni, che stanno cambiando le regole del viaggio, scegliendo esperienze che abbiano un significato, che siano educative e dall’impatto positivo.



Più consapevole è anche il turista adulto, che uno studio di Virtuoso, piattaforma che mette in contatto i viaggiatori con agenti di viaggio nel mondo, riassume così: l’82% dichiara di voler viaggiare in modo più responsabile dopo gli eventi globali degli ultimi anni”. Sul piano pratico, cosa cerca dunque il viaggiatore di oggi? Essenzialmente desidera vivere avventure all’aria aperta e sperimentare nuove opportunità di apprendimento e conoscenza, in connessione con le comunità locali. E per le comunità del luogo, da questa nuova attitudine scaturiscono concrete possibilità di miglioramento e di crescita.
Case studies nel mondo.
Vince Stroop cita alcune destinazioni che, in modo diverso, interpretano la filosofia del viaggio rigenerativo. Si parte dal River Bend Farm – The Ecology School, negli Stati Uniti. Si tratta di una storica fattoria di 126 ettari situata su un’ansa panoramica del fiume Saco, a venti minuti dalla costa del Maine, che offre agli ospiti l’opportunità di sperimentare uno stile di vita consapevole e pratiche comportamentali sostenibili, attraverso un contatto diretto con la comunità locale, il suo mondo artigianale, i sistemi alimentari e l’agricoltura.


Con il Good Hotel a Londra cambia il contesto, che diventa cittadino, ma non l’aspirazione del soggiorno: con il claim “sleep good. do good” il brand alberghiero – che ha strutture anche ad Antigua, Amsterdam e Guatemala City – comunica il valore su cui si fonda, vale a dire soggiornare in un hotel bello e con un alto livello di comfort e al tempo stesso contribuendo a migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. Come? Per esempio utilizzando manodopera del posto, offrendo attività che coinvolgono la cultura locale, destinando una quota di profitto al sostegno scolastico dei bambini e offrendo agli adulti un impiego lavorativo nella struttura.
The Asbury Park Hotel, ad Asbury Park nel New Jersey, condivide lo stesso approccio di attenzione e di empatia verso il luogo e il contesto sociale. L’architetto infine cita l’Italia come terra delle opportunità per realizzare occasioni di accoglienza davvero uniche: diffusi in tutta la penisola vi sono borghi con edifici che possono essere acquistati a prezzi molto vantaggiosi e, una volta ristrutturati, dare vita a hotel diffusi o anche a singole destinazioni, che permettono al turista di entrare in diretto contatto con il ricco tessuto sociale dei nostri centri storici antichi, contribuendo a rivitalizzarlo.

Il denominatore comune a questi esempi? Abbandonare il modello di turismo intensivo e consumistico, che alla lunga erode il valore autentico delle destinazioni, e privilegiare esperienze capaci di nutrire il territorio e chi lo abita.
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In apertura: gli interni di Lake Union Houseboat a Seattle, progetto di Stroop Design.
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