Spa d’hotel. Come trasformarla da costo a profitto.
Da elemento imprescindibile dell’ospitalità di lusso a motore economico della struttura. Ma quando una Spa smette di essere un centro di costo e inizia a generare profitti? Ce lo spiega Alessandra Scatà, general Spa manager del Lefay Resort & Spa Dolomiti.
Al giorno d’oggi, pensare a un luxury hotel senza Spa è letteralmente impossibile. Ma quand’è che la stessa incomincia a diventare una fonte di reddito, posto che si sta parlando di una tra le aree più energivore e dispendiose di una struttura? Lo abbiamo chiesto ad Alessandra Scatà, general Spa manager del Lefay Resort & Spa Dolomiti.

Da costo a profitto.
“Oggi, la Spa è diventata un elemento imprescindibile nell’offerta di un Luxury hotel, quasi un requisito di categoria. Tuttavia, le Spa nascondono una realtà economica molto complessa e ci troviamo purtroppo spesso a dover affrontare la Spa come un centro di costo e non di profitto. Sappiamo tutti che gli investimenti iniziali sono davvero elevati, come lo sono i costi operativi fissi del personale specializzato, dell’energia e delle manutenzioni”. È questo lo scenario delineato da Scatà e nel quale dobbiamo calarci, quando immaginiamo la Spa di un hotel di lusso.


“A ciò – aggiunge – si somma la bassa redditività per metro quadrato rispetto ad altri reparti, la stagionalità, la difficile previsione della domanda, lo spazio sottratto ad altri usi potenzialmente più redditizi come camere e F&B. Teniamo ben presente che il labor cost di una Spa di livello rappresenta tipicamente il 40-60% dei ricavi della Spa, il che rende difficile raggiungere margini soddisfacenti. Di conseguenza, quando si pensa a una Spa, si deve riflettere sull’ottimizzazione degli spazi. Una Spa ben funzionante ha, di media, un tasso di occupazione delle sale trattamenti che supera il 60-65% e un retail di prodotti che abbia dei margini tra il 40% e il 60%”.
“La Spa va concepita come un’azienda nell’azienda”.
Certi volumi di occupazione, inoltre, si raggiungono solo con un certo numero di ospiti in struttura. “Se ci troviamo in una Spa di un business hotel dove si presuppone che gli ospiti arrivino nel tardo pomeriggio, e che il tempo della cena diventi anch’esso un momento di lavoro, è ovvio che il tempo effettivo per fruire dei servizi Spa risulta limitato – osserva l’esperta -. Qui si deve compensare con ospiti esterni e con programmi di membership strutturati. Oppure, se la proprietà sceglie di avere la Spa considerandola anche come luogo strategico, si prevederà che la Spa potrà giustificarsi economicamente attraverso un incremento della room rate, un aumento della lunghezza del soggiorno, una differenziazione competitiva e un’attrazione di segmenti alto-spendenti. È per questo che esorto sempre la proprietà e i progettisti a pensare a quest’area come un’azienda nell’azienda”.


Cosa desiderano gli ospiti.
Quanto alle nuove esigenze degli ospiti, Scatà parla di un cambiamento di paradigma. “Il wellness traveller contemporaneo è più informato, più esigente e, soprattutto, più consapevole di qualsiasi generazione precedente. Ricerca un’esperienza tangibile, verificabile, autentica e di crescita. L’offerta deve saper integrare corpo, mente e spirito, i tre pilastri del benessere olistico, in maniera competente e professionale, perché vanno a ripristinare ciò che viene definito uno ‘stato di equilibrio’ generale. Percorsi che integrano dimensione fisica, mentale e spirituale come la meditazione, lo yoga, il breathwork, le pratiche di Medicina tradizionale cinese, l’Ayurveda vera, sono molto richiesti”, spiega la Spa manager.
“Fondamentale – aggiunge – è garantire all’ospite consulenze personalizzate con esperti come estetisti, medici, terapisti, fitness trainer. L’attenzione è rivolta non solo ad un corpo che debba rilassarsi ma ad una mente che smetta di correre. La personalizzazione è forse la richiesta più forte del momento. L’ospite non accetta più il pacchetto standardizzato, ha bisogno di confrontarsi ed essere guidato, vuole sentirsi unico. Vi è inoltre l’esigenza emergente di autenticità e senso del luogo. L’ospite di livello è stanco delle Spa tutte uguali. Cerca ingredienti e rituali legati al territorio, storie che raccontano il prodotto, connessione con l’artigianalità e il vissuto del territorio”.
Un trend in fortissima crescita e richiesta sarebbe il Wellness Scientifico, Longevity e Biohacking, soprattutto per la fascia degli ospiti alto-spendenti: “Diagnostica, analisi delle funzionalità corporee, check-up, criocamere, camere iperbariche, fotobiomodulazione, programmi di miglioramento del sonno, protocolli detox importanti sono tra i servizi più richiesti e in cui i nostri ospiti hanno più disponibilità a investire per migliorare lo stato di salute. In questi percorsi si testano le varie funzionalità, a seconda di ciò che emerge si crea il percorso di ottimizzazione e, alla fine, si ritestano i valori per verificare i miglioramenti”.

La Spa come spazio sociale.
Un’altra tendenza che, in parte, potremmo considerare un “effetto post-pandemia” è legata alla socializzazione. “Molti ospiti cercano la condivisione, non vogliono sentirsi soli e la Spa diventa un’esperienza sociale grazie alle cerimonie di sauna – aufguss -, alle lezioni collettive di massaggio, ai momenti più conviviali come gli SPArty, alle lezioni di fitness, yoga, mindfulness”, dice.
Se tutto viene pensato nella giusta maniera, la Spa può quindi diventare un notevole centro di profitto e una vera azienda economicamente soddisfacente. In particolare, la Spa diviene un’importante fonte di reddito quando l’equilibrio tra l’aumento del valore della camera e la vendita dei servizi (come trattamenti, massaggi, prodotti retail, spazi per il social wellness) è ben bilanciato. “In termini di tempo, tutto dipenderà dai vari fattori citati e ribadisco che per questo è fondamentale avere un business plan iniziale quanto più dettagliato e specifico, con una visione almeno a tre anni, se non cinque”, chiosa l’esperta.
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Incontra Alessandra Scatà, insieme all’architetto Sergio Bizzarro, a Hospitality Day al Cafe del Design nel panel “Il futuro delle Spa in hotel. Il punto di vista di chi le progetta e chi le gestisce. Tra design e benessere, i segreti per farle funzionare“.
13 ottobre 2026 | Palacongressi di Rimini.
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