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A Monza un locale dove non si ordina un cocktail ma si ascolta un drink: è il Themon. Un progetto di Twofld Architects.

Provare per credere. È un’esperienza immersiva quella al Themon, il locale a Monza aperto dagli imprenditori dell’ospitalità Gabriele Viola-Boros e Stefania Aliprandi. Non nuovi del settore dal momento che sempre in piazza Duomo a Monza nel 2022 hanno aperto il Saint. Un po’ per gioco e in relazione al Saint, il Themon gioca con l’assonanza demon ma anche con il nome della città che lo ospita (Mon). Il trade d’union tra i due locali, oltre alla proprietà, anche lo studio di progettazione Twofld Architects, con sede a Londra e a Milano, fondato da Stefano Paiocchi e Julia Na (formatesi entrambi nello studio di Zha Hadid dove hanno lavorato per più di 10 anni ndr) .

“Nonostante le dimensioni ridotte, lo spazio è progettato per offrire un’esperienza intensa e immersiva. La superficie in pianta è compensata da un’altezza interna generosa: le pareti rivestite in tranciati Alpi, con il motivo a linee parallele, instaurano un dialogo sottile con la facciata marmorea del Duomo adiacente, enfatizzando al tempo stesso la verticalità e il ritmo dello spazio e generando una percezione dinamica e quasi monumentale. La palette cromatica, calda e ‘in fiamme’, restituisce l’energia e il ritmo della musica”, spiegano i progettisti.

Listen, no speak è il claim che campeggia al neon sullo sfondo del banco e I’m not here to talk compare scritto sulla cocktail list realizzata esattamente come una copertina di un vinilico 33 giri dal quale si estrae il menu che recita “ogni categoria è costruita come una traccia: frequenze bianche, groove italiani, onde fruttate futuristiche, e i classici remixati secondo la filosofia del locale”.

Il progetto nasce da un brief chiaro: creare un luogo raccolto ma fortemente identitario, costruito attorno a un impianto audio di altissimo livello  (Speaker Management System DBX – Amplificazione Crown – 4 amplificatori, potenza complessiva 8000 W – Altoparlanti Beyma / FaitalPro -efficienza >100 dB – Cavi Hi-End in rame OCC – Connettori XLR con terminazione in argento).  Il suono è il punto di partenza: il posizionamento dei diffusori guida la definizione dello spazio, determinando layout, proporzioni e materiali. Da questa matrice tecnica si sviluppa un ambiente in cui acustica, espressione visiva e operatività convivono in equilibrio. Ma non ascolti la musica: ci sei dentro.

Come definire il locale? 40 metri in pianta, ma che neanche te ne accorgi. Più che un listening bar, è una rythmoteque: uno spazio in cui musica, cocktail e architettura convergono in un’unica esperienza. Un ambiente pensato non solo per l’intrattenimento, ma dove il ritmo diventa linguaggio condiviso ed esperienza collettiva.

Il bancone è il fulcro della scena: un volume monolitico in vetro retroilluminato, dalla tonalità ambrata, che cattura lo sguardo e struttura l’esperienza. Alle sue spalle, il sistema operativo integra postazione DJ, area somministrazione cocktail (quasi tutti on draft) e una libreria per vinili, configurando il bar come un dispositivo continuo tra suono e geometrie, materia e interazioni. La scelta dei materiali riflette un approccio consapevole alle risorse. I tranciati Alpi, provenienti da foreste gestite responsabilmente, e il sughero Sofalca, utilizzato per le sue qualità acustiche e naturali, contribuiscono a definire un ambiente calibrato, dove prestazione tecnica e qualità spaziale coincidono.

Con Themon, Twofld Architects costruisce uno spazio in cui il suono si traduce in architettura e l’atmosfera diventa esperienza collettiva: un luogo compatto, capace di attivare nuove forme di relazione e di contribuire alla dimensione culturale dell’ospitalità contemporanea.

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ph Lorenzo Piovella.