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Combinazioni insolite di materiali, giochi di luce e colore (ri)animano gli interni della nuova ala dello storico Grand Hotel Les Trois Rois di Basilea. Il design contemporaneo di Herzog & de Meuron interpreta ogni spazio con arredi su misura e soluzioni eleganti.

A Basilea, il Grand Hotel Les Trois Rois rivela una doppia anima dopo l’intervento dello studio di architettura Herzog & de Meuron sulla nuova ala nell’ex banca Basler Kantonalbank (l’ex sede della banca è stata tramutata in una nuova ala dell’hotel, ndr), con un design contemporaneo dai colori accesi e dalle forme sinuose che richiamano la sua facciata neoclassica. Mentre l’edificio originario del 1884, che nel corso degli anni ha ospitato personaggi famosi come Napoleone e Pablo Picasso, vent’anni fa è stato oggetto di un’importante ristrutturazione conservativa.

Il cigar lounge The Consiglio, collocato al piano terra dell’hotel.

I due edifici, di proprietà degli imprenditori Ursula e Thomas Straumann, si affacciano sulla Schifflände, la struttura portuale sul Reno, distinguendosi per lo stile delle facciate e ora anche per quello degli interni.

“Les Trois Rois si contraddistingue – sostiene l’architetto Jacques Herzog – per la sua architettura elegante e classica e per il fascino francese. L’edificio sulla Schifflände, completamente ripensato, si ispira a questo classicismo francese ma integra anche nuovi elementi in un linguaggio contemporaneo. Tra questi figurano combinazioni insolite di materiali e giochi sorprendenti di luce e colore. Ogni piano è un mondo d’esperienze dal design unico che offre spazi dedicati alla vita pubblica e urbana”.

Design, esperienze e nuove funzioni.

Elemento centrale della ristrutturazione è l’ex sala da ballo del piano terra, ora trasformata nel ristorante Banks, che diversifica l’offerta gastronomica proposta dal ristorante tre stelle Michelin Cheval Blanc. Al centro si trova l’area bar, sovrastata da un’installazione fiorita degli artisti Gerda Steiner & Jörg Lenzlinger. Tutt’intorno una serie di nicchie in velluto per la consumazione da seduti e le finestre in stile Art Nouveau che, grazie al rialzo sottostante, permettono la vista sul Reno e la Città Vecchia.

L’interior design si configura tramite elementi stilistici storici, quali colonne, stucchi, lampadari e pavimento in parquet, accostati a pareti e soffitto riflettenti che rispecchiano la sfavillante enfilade di lampadari. Gli arredi, così come le lampade, sono progettati ad hoc e fanno parte di una collezione prodotta da Marta Sala Éditions.

Spazi, suite e benessere: un’esperienza immersiva.

Ogni piano ha una propria atmosfera studiata nei minimi particolari che acquista una dimensione in parte urbana e in parte privata. Il cigar lounge The Consiglio al piano terra si sviluppa in altezza come una cappella e si contraddistingue per il rosso dominante, i pannelli in bronzo e rovere, i due grandi camini in piastrelle di ceramica lucida, le lampade da tavolo ricaricabili.

Al primo piano trovano spazio le sale Caspar, Melchior e Balthasar, configurabili tramite un sistema di grandi pareti mobili che riprende modelli storici in ottone e velluto. Il soffitto e le travi, sostenute da pilastri a specchio, sono rivestiti con una vernice bianca riflettente che accentua l’effetto festoso.

La Suite des Rois al piano secondo, che si affaccia con un balcone sul fiume, è organizzata con due camere matrimoniali, una sala da pranzo circolare e una palestra privata fra loro separate da tende per lasciare intatta la percezione complessiva dello spazio.

Sopra, la Suites des Rois. Sotto, particolare della zona living e, a sinistra, una delle quattro junior suite.

Al terzo piano si estendono le quattro junior suite in open space. Ai bianchi soffitti che creano un’atmosfera di giocosa leggerezza sono accostati nicchie in velluto rosso, mobili in mogano e ancora il sistema di tende per separare i vari ambiti. Le suite più ampie si sviluppano con sale da pranzo, vestiboli e arredi su misura. L’ala nuova comprende anche due camere matrimoniali rispettivamente al secondo e terzo piano, vicino alla scala e agli ascensori.

L’area benessere Seijaku, suddivisa in varie zone, occupa l’ultimo piano dell’edificio. Tutti gli elementi, dalle travi in legno del sottotetto alle pareti divisorie, fino ai pavimenti rivestiti con tatami, assi di legno o lastre di pietra, fanno riferimento alla tradizionale architettura degli onsen, le stazioni termali giapponesi. Il bagno turco sopra l’area centrale dedicata allo yoga e la terrazza panoramica con vista sulla città sono le due ultime tappe di un percorso immersivo che attraverso tutti i piani e, fra colori, materiali, forme e profumi, coinvolge tutti i sensi.

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ph. Studio Herzog & de Meuron

In apertura: l’area bar del ristorante Banks del Grand Hotel.