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Nel centro storico della capitale thailandese sorge il Double B Hostel. Un edificio stretto e poco illuminato è stato trasformato in un boutique hostel, mettendo in dialogo architettura contemporanea e saperi artigianali locali. Magie di design.

Negli ultimi anni, il mondo dell’ospitalità ha visto emergere una nuova generazione di indirizzi, in cui il confine tra ostello e hotel si è fatto sempre più sfumato. Sono i boutique hostel: strutture che mantengono l’accessibilità economica e la dimensione sociale tipiche degli ostelli, affiancandole a una grande attenzione per architettura e interior design. Riescono così a intercettare i viaggiatori alla ricerca di qualità ed esperienze autentiche, pur con un budget limitato.

La reception del Double B Hostel, il progetto di boutique hostel firmato VMA Design Studio.

Un progetto nato dai limiti della città.

A Bangkok, la densità urbana lascia (spesso) poco spazio alla luce naturale. Edifici addossati l’uno all’altro, lotti profondi e fronti stradali ridotti rendono frequenti gli ambienti interni bui e poco ventilati. È da questa condizione che prende forma Double B Hostel, il progetto di boutique hostel firmato da VMA Design Studio. Lo studio di architettura e design con sede a Bangkok, fondato dagli architetti Vorasarn Chutchawantipakorn e Maneerat Chutchawantipakorn, ha trasformato un lotto stretto e profondo in una struttura ricettiva in cui sono centrali il comfort ambientale e la qualità dello spazio.

La corte come cuore dell’edificio.

L’ostello, che ospita 27 camere, si sviluppa attorno a una grande corte centrale coperta da una vetrata. Non si tratta semplicemente di uno spazio distributivo, ma di un vero dispositivo architettonico capace di portare luce naturale all’interno dell’edificio e di favorire la circolazione dell’aria. La corte diventa così il fulcro della vita comune e il luogo attorno al quale si organizzano percorsi, affacci e relazioni tra gli spazi.

L’ingresso accompagna gradualmente il visitatore dalla strada verso questo ambiente centrale. La percezione è quella di attraversare un vicolo interno, una reinterpretazione contemporanea degli spazi collettivi che caratterizzano molte città asiatiche. La facciata non si interrompe sulla soglia ma prosegue all’interno dell’edificio, creando continuità tra esterno e interno e rafforzando il senso di immersione nello spazio.

Uno degli elementi più caratterizzanti del progetto è il rivestimento ligneo ondulato dalle forme sinuose e organiche che avvolge la corte. Attraverso una sequenza di superfici piegate, il legno cattura la luce naturale e ne amplifica gli effetti durante l’arco della giornata, generando variazioni di ombre e riflessi che modificano continuamente la percezione dello spazio.

Una delle camere dell’ostello, da cui traspare l’attenzione degli architetti per elementi come luce e comfort abitativo.

Dentro la storia locale.

Il progetto nasce inoltre all’interno di una delle comunità storiche di Bangkok, legata alla produzione di statue buddhiste e manufatti religiosi. Questo rapporto con il contesto non si limita alla dimensione culturale ma coinvolge direttamente il processo costruttivo. Le geometrie della facciata, sviluppate attraverso strumenti di progettazione digitale, sono state adattate alle competenze degli artigiani locali e realizzate con lavorazioni manuali. Un approccio che dimostra come innovazione e saper fare tradizionale possano convivere all’interno dello stesso progetto.

Luce e materia.

Anche la scelta dei materiali segue una logica di recupero e continuità. Parte del legno utilizzato negli interni proviene da un vecchio magazzino poco distante ed è stato reimpiegato per il rivestimento della corte interna e dei soffitti dei corridoi. Per gli elementi esposti all’esterno sono stati invece selezionati compositi effetto legno, ovvero materiali più adatti alle condizioni climatiche della capitale thailandese, caratterizzata da temperature elevate e forte umidità.

Ogni camera dispone di una piccola loggia vetrata arretrata, integrata con la vegetazione, che favorisce l’ingresso della luce naturale mantenendo la privacy rispetto agli edifici vicini. Questa strategia si estende anche alla corte centrale, dove balconi verdi contribuiscono a creare l’atmosfera di un giardino aperto e ventilato naturalmente.

Accanto alla luce, anche la ventilazione naturale gioca un ruolo importante. La configurazione della corte favorisce infatti il movimento dell’aria, contribuendo a migliorare il comfort degli ambienti comuni. Un grande sistema di estrazione collocato sotto la copertura vetrata convoglia verso l’alto l’aria calda, richiamando aria fresca ai livelli inferiori e contribuendo a mantenere confortevoli gli spazi comuni. Il progetto affronta così i vincoli della densità urbana di Bangkok attraverso la combinazione di luce, ventilazione e vegetazione, creando ambienti interni aperti, ariosi e in dialogo con la natura.

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In apertura: la zona bar del boutique hostel.

ph Peerapat Wimolrungkarat, Art Chitsanupong, Suppasit Sirinukulwattana