A Washington Heights, il Radio Hotel racconta l’altra Manhattan.
Trend: il Radio Hotel vibra dell’atmosfera di Manhattan e porta il quartiere dentro. Si sviluppa nella zona di Washington Heights come una sorta di “villaggio verticale”, secondo il progetto dello studio olandese MVRDV.
I colori si vedono già da lontano. Blu, verde, giallo, magenta e arancio si alternano sui volumi sovrapposti di un edificio di 23 piani, ai piedi del Washington Bridge. È il Radio Hotel, nel quartiere di Washington Heights, nella parte alta di Manhattan, una zona fortemente legata alla comunità dominicana.
L’hotel conta 221 camere e nasce da un progetto dello studio olandese MVRDV, che ha immaginato la struttura come un “villaggio verticale”: blocchi colorati sovrapposti, ispirati ai negozi e alle insegne delle strade circostanti. L’architettura diventa così una sorta di prosecuzione del quartiere, più che un elemento separato dal contesto. È proprio il rapporto con Washington Heights uno degli elementi centrali del progetto: il Radio Hotel è stato concepito come un luogo frequentato anche dagli abitanti della zona, con ristorante, spazi per eventi, musica e appuntamenti aperti alla comunità. Una scelta che porta dentro l’hotel una parte della vita quotidiana di Uptown Manhattan.

L’hotel che “prosegue” il quartiere.
Radio Hotel non è semplicemente un hotel progettato per esistere all’interno di un quartiere. È, piuttosto, una struttura che vive dello stesso: dei suoi colori, delle sue luci, dell’anima di chi lo attraversa e sperimenta ogni giorno. “Proprio come una buona stazione radio locale, trasmettiamo la musica del quartiere, ne condividiamo le storie e uniamo le persone – spiega Martin Solano, general manager della struttura -. Lo si nota nei colori dell’edificio, ripresi dalle vetrine delle nostre strade; lo si assapora nei sapori dominicani del nostro ristorante; e lo si vive a El Patio, dove ospiti e residenti si ritrovano per le serate musicali del sabato e il brunch della domenica”.

Al piano dedicato alla ristorazione c’è il Radio Restaurant, che propone una rilettura contemporanea della cucina dominicana. Il programma comprende anche serate con dj e il brunch della domenica. Nei mesi più caldi, invece, la vita si sposta a El Patio, un cortile all’aperto di circa 700 metri quadrati, utilizzato per pranzi, cocktail, feste e appuntamenti stagionali.

C’è, infine, una zona del Radio Hotel destinata specificamente agli eventi. Above the Heights dispone di oltre 1.200 metri quadrati di spazi privati, due terrazze panoramiche e una capienza fino a 500 persone, mentre il Washington Room è uno spazio più raccolto, di circa 46 metri quadrati, dotato di schermo da 86 pollici e sistemi audiovisivi integrati.



Dalle Bunk Room alle Suite.
Le 221 camere seguono la già citata filosofia di “prosecuzione” del quartiere: dimensioni contenute, grandi vetrate che affacciano su Washington Heights e soluzioni pensate per esigenze diverse. Si va dalle Bunk Room da circa 14 metri quadrati, con letti a castello, alle Standard e King, fino alle Suite da quasi 42 metri quadrati con letto king e divano letto. A caratterizzare gli ambienti sono soprattutto le finestre a tutta parete, insieme a docce walk-in, Smart TV e postazioni di lavoro con porte di ricarica. Le camere più compatte raccontano anche una scelta precisa: a Washington Heights lo spazio viene utilizzato in modo funzionale, lasciando che sia il quartiere, con le sue strade e la sua vita, a diventare parte dell’esperienza del soggiorno.
Per gli ospiti ci sono anche una palestra accessibile 24 ore su 24, Wi-Fi ad alta velocità, deposito bagagli e una reception aperta 24 ore. Il servizio Grab-and-Go nella hall funziona invece 24 ore su 24, sette giorni su sette, con caffè, bevande e snack. Balza all’occhio la Lobby podcast table, caratterizzata da tavoli progettati per i creatori di contenuti video e audio, con forme geometriche ottimizzate per le inquadrature delle telecamere e sistemi integrati per la gestione dei cavi.


Dentro Washington Heights, con lo sguardo su New York.
In un quartiere dove insegne, negozi, ristoranti e vita di strada hanno una forte identità, il Radio Hotel ha scelto di costruire la propria intorno allo stesso contesto. Più che guardare verso il centro di Manhattan, il progetto parte da Washington Heights e prova a portarne colori, cucina e cultura dentro le sue stanze e nei suoi spazi comuni.
“L’idea alla base del Radio Hotel era creare un hotel che appartenesse al suo quartiere, non semplicemente un hotel che si trovasse al suo interno – conclude Solano -. Per i nostri ospiti significa vivere Washington Heights come fanno le persone del posto. E con le linee 1 e A della metropolitana a pochi passi, il resto di New York è sempre facilmente raggiungibile”.
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In apertura: Radio Restaurant, il ristorante dell’hotel.
ph courtesy Radio Hotel
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