Aquardens. Il parco termale delle meraviglie.
Una scoperta casuale dà origine a uno dei parchi termali più innovativi d’Europa. Aquardens ha trasformato il concetto di terme, unendo benessere, intrattenimento e socialità in un’unica esperienza. Alla base, un progetto visionario e in continua evoluzione. Ne parliamo con il CEO Flavio Zuliani.
C’è un momento preciso, nella storia di Aquardens (nome che significa ‘acqua ardente’, ndr), in cui tutto cambia: quando da un terreno agricolo, quasi per caso, inizia a sgorgare acqua calda a 47 gradi. È il 1997 e quella scoperta segna l’inizio di un percorso che, nel giro di pochi anni, trasformerà un’intuizione familiare in uno dei parchi termali più grandi e innovativi d’Europa.

Da quella scoperta, Flavio Zuliani – insieme al fratello Roberto e a un gruppo di imprenditori veronesi – ha costruito un progetto ambizioso, ispirato al modello delle terme romane ma reinterpretato in chiave contemporanea. Si estende per 110 mila metri quadrati, con 5.200 metri quadrati di vasche interne ed esterne per 8.000 metri cubi di acqua termale totali. Oggi Aquardens, situato a Pescantina (tra Verona e il Lago di Garda), è un ecosistema complesso fatto di vasche, saune spettacolo e nuove prospettive di sviluppo. Noi di we:ll magazine abbiamo intervistato Zuliani, ideatore e amministratore delegato della struttura.
we. Zuliani, partiamo dal principio: come nasce Aquardens?
Tutto nasce nel 1997, quando nostro padre, durante alcuni lavori agricoli in un campo di pesche, scavò un pozzo per l’irrigazione e trovò acqua termale a 47 gradi. Sapevamo già della presenza della Fossa Fiumara, una fonte naturale documentata fin dal 1600. Da lì ci disse: studiate qualcosa. Io, che lavoravo già nel turismo veronese, ho intravisto subito in questa scoperta un’opportunità per il territorio.


we. Come si è sviluppato il progetto?
Io e mio fratello Roberto abbiamo girato l’Europa, visitando oltre 50 centri termali per capire cosa i romani avessero esportato nel tempo. Parallelamente, abbiamo avviato degli studi per valutare la qualità dell’acqua. Nel 2004, dopo sette anni e mezzo, abbiamo ottenuto il riconoscimento di acqua termale dal Ministero della Salute e dalla Regione Veneto; la Regione ci ha inoltre concesso la possibilità di sfruttare le acque termali. Nel 2012, dopo 15 anni dalla scoperta di quella sorgente di vapore e di acqua salso-bromo-iodica (un’acqua minerale di origine paleomarina, ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio, ndr), abbiamo aperto Aquardens.
we. Qual è l’elemento distintivo del vostro modello?
Abbiamo introdotto un modello diverso: non solo terme curative, ma un’esperienza completa. La ‘cura’, se vogliamo, è da intendere secondo un’idea più vicina alle terme romane, dove ci si rilassa, si socializza e si vive il benessere a 360 gradi. Abbiamo voluto creare un luogo dove l’acqua è protagonista, ma anche intrattenimento e relazione lo sono. Vogliamo diffondere il wellness, inteso come lo star bene sotto tutti i punti di vista.



Abbiamo 14 vasche con temperature differenziate e funzioni diverse: una strutturata come un river in movimento, altre in cui fare sport, altre in cui rilassarsi, altre ancora dove ascoltare musica. A queste si aggiungono servizi come il food & beverage con nove punti ristoro e tre bar immersi nell’acqua, il Sauna Village con quattro grandi saune da show in continua evoluzione e cinque percorsi benessere. L’ospite, in questo modo, può vivere più esperienze in un unico luogo.
we. Le vostre saune sono diventate un elemento iconico.
Sì, sono uno degli elementi distintivi di Aquardens. Abbiamo trasformato la sauna in uno spettacolo vero e proprio. L’Aufguss – il termine, letteralmente ‘gettata di vapore’, si riferisce a un rituale di benessere praticato nella sauna finlandese – è diventato uno dei momenti artistici più attesi. Musica, oli essenziali e performance immersive che raccontano frammenti di attualità , storia, poesia e tanto altro. I nostri maestri di sauna sono degli artisti e il pubblico, sudando, partecipa al rito. È un’esperienza emozionale che coinvolge i nostri ospiti a 360 gradi.

we. Veniamo alla Sauna del Deserto inaugurata nel 2025: perché è considerata unica al mondo?
Perché lo è. Parliamo della sauna più grande al mondo. Si estende su 180 metri quadrati con i suoi 350 posti e integra un vero teatro: ledwall, luci, audio, campane di vetro, fontane danzanti. Qui si svolgono spettacoli complessi, in parte ispirati al Cirque du Soleil, con artisti, acrobati, musicisti e persino ‘pillole d’opera’ in collaborazione con l’Arena di Verona. Proponiamo l’opera in 15 minuti, rendendola accessibile anche a un pubblico giovane non abituato alla durata degli spettacoli canonici. È un progetto unico anche dal punto di vista tecnico: la vera sfida è mantenere temperature estreme e differenziate nello stesso spazio, fino a quasi 100 gradi nei livelli più bassi, e temperature moderate fino a 24 gradi nelle aree tecniche e sceniche, coordinando al tempo stesso luci, audio, vapore e sicurezza.
we. E l’esperienza sauna, invece?
Prevede più fasi: lo spettacolo in sauna, lo shock termico con fontane di neve o ghiaccio, la reidratazione, infine il relax. Poi si può ripartire. È un ciclo che unisce benessere fisico ed emozionale, ed è a questo, secondo me, che si deve l’effetto ‘wow’. Si hanno a disposizione una serie di opportunità tutte nelle vicinanze: esco dall’acqua e mi godo un aperitivo nell’area food & beverage, oppure mi riposo, o magari prenoto uno spettacolo al Sauna Village. Posso partecipare ai rituali Aufguss, godermi gli show, gli spettacoli, oppure ricercare il relax e il silenzio. Questa multi-esperienzialità che offriamo è l’elemento più apprezzato.


we. Avete già qualche nuovo progetto in cantiere?
Ne abbiamo uno avviato, in realtà . Tra il 2026 e il 2028 realizzeremo un hotel da 180 camere all’interno del parco, al quale si potrà accedere direttamente dalle terme, in accappatoio. Ed è solo il primo passo. Continueremo a sviluppare il modello, magari con un secondo albergo, ampliando l’offerta per coppie, famiglie e gruppi, puntando su standard come privacy e qualità .
we. Un’ultima domanda: quale sarà il futuro del settore termale?
Credo che, nei prossimi anni, nasceranno parecchie strutture ispirate al nostro approccio: un’idea di sauna non esclusivamente curativa, ma capace di dispensare benessere a tutti i livelli. Aquardens, parallelamente, continuerà a innovarsi e a crescere. Mi piace sottolineare una questione importante: noi, che abbiamo ideato e realizzato la struttura, siamo i primi cultori di questo modello. Ci rechiamo alle terme ogni giorno per necessità : ne abbiamo dipendenza (scherza, ndr).
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In apertura: una performance durante la festa per i dieci anni di Aquardens.
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