Cinque ville di lusso [da vivere almeno una volta].
Dimore storiche affacciate sul mare, immerse nei boschi o circondate dalle vigne rivivono come esclusive destinazioni dell’ospitalità. Tra restauri conservativi, design d’autore e servizi su misura, ecco cinque ville di lusso italiane che trasformano il soggiorno in un’esperienza memorabile.
Sentirsi a casa anche in vacanza è una sensazione irrinunciabile. Soprattutto se in una villa antica, in mezzo al verde o con un panorama mozzafiato. Negli ultimi anni, l’ospitalità di lusso ha trovato la propria dimensione domestica nelle dimore di villeggiatura che, per decenni, hanno ospitato famiglie illustri. Residenze di grandi dimensioni che accoglievano anche amici e parenti, realizzate in posizioni privilegiate, che ora sarebbero off limits.
Alcuni operatori alberghieri le hanno riscoperte, restaurandole e dotandole di comfort all’avanguardia per rispondere alle esigenze di personalizzazione dei viaggiatori più esigenti. In Italia, proprio per il ricco patrimonio storico, esistono molti esempi di recupero di ville in contesti di grande bellezza. Esploriamo insieme cinque esempi dove gli ospiti, senza rinunciare a facilities esclusive quali concierge, maggiordomo e chef, trovano risposta ai loro desiderata fra silenzio, natura, riservatezza e autenticità.

Villa Amore, Zoagli (Ge).
Sul Golfo del Tigullio si affaccia una villa anni ’20 che la famiglia Ranza già proprietaria del Senato Hotel Milano ha salvato dall’abbandono. Villa Amore fu commissionata all’eclettico architetto Luigi Rovelli e, dopo l’accurata ristrutturazione a firma di Alessandro Bianchi ( lo stesso che ha progettato il Senato Hotel) i saloni, le cinque camere e la dependance hanno recuperato tutti i tratti originali: pareti e soffitti decorati, affreschi, la scalinata in marmo di Carrara, il lampadario Fortuny o quello con foglie in ottone, le sedie chiavarine.



All’ultimo piano della torre belvedere, attraverso le vetrate della stanza panoramica, si ammira un ampio tratto di costa. Altrettanto suggestivo è l’Ombrarium, la terrazza che guarda la piscina a sfioro climatizzata davanti al mare. La villa vive dell’artigianato e della cucina ligure, un patrimonio culturale che rende il soggiorno, i servizi e il giardino mediterraneo autenticamente radicati al territorio. Qui rallentare, godere del paesaggio e scoprirne la storia è una forma di benessere assoluto.
Sottolinea Pier Lomascolo, direttore creativo del Senato Hotel Milano: “Villa Amore è proprio una di quelle strutture talmente integrate al contesto in cui si trovano che crea plusvalore all’ospitalità. Il mio ruolo è stato quello di coordinare il progetto sin dalle fasi preliminari, insieme all’architetto Alessandro Bianchi, per portare la cultura del luogo, dal concierge alle esperienze, all’interno della villa”.
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Villa Beatrice, Portofino (Ge).
Arroccata su Punta Caieca, sempre lungo la Riviera Ligure di Levante, Villa Beatrice è stata il rifugio estivo di Portofino di alcune delle famiglie più illustri d’Italia. Conosciuta prima come Castello Odero, dal nome dall’imprenditore ligure che nel 1913 la commissionò all’architetto Gino Coppedè, interprete del revival gotico e dell’Art Nouveau. Dopo vari passaggi di proprietà e cambi di nome è stata rilevata da Belmond, che l’ha sottoposta a restauro e ha ripristinato il nome di Villa Beatrice.
L’interior architect e product designer Martin Brudnizki e l’architetto paesaggista Marco Bay l’hanno fatta rivivere, insieme alla Torretta e alla Casetta, con gli affreschi originali, i soffitti decorati, i bagni in marmo Palissandro blu e una selezione di antichità e opere d’arte. Il rigoglioso giardino affacciato sul mare è un’oasi con vasca e solarium, palestra, spazi per yoga o trattamenti beauty e un’ampia terrazza ombreggiata.


Oltre alle facilities dei due vicini hotel del gruppo, Splendido e Splendido Mare, si può accedere alla Spa Dior o al Jardin des Rêves. La ricca storia dell’edificio e la palette di colori di Portofino hanno ispirato tutti gli interventi di recupero e di design che integrano artigianato locale ed estetica tradizionale. I pavimenti in graniglia alla Genovese degli spazi comuni sono alternati a quelli in piastrelle di terracotta delle cinque suite, distribuite fra edificio principale e Casetta. Il mix di mobili antichi liguri e di pezzi su misura, i tessuti ricamati con i dettagli della villa, i colori del giardino, del mare e i toni caldi dell’architettura del villaggio evocano quell’autenticità e quel calore sempre più ricercati da chi sceglie il soggiorno in villa.
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Forestis Villa a Bressanone (Bz).
Una villa fra i boschi delle Dolomiti altoatesine che riprende la tradizionale architettura alpina delle eleganti residenze di montagna, con influenze Art Nouveau. Forestis Villa, che porta il nome del vicino hotel, anch’esso di proprietà di Teresa Unterthiner e Stefan Hinteregger, è un rifugio immerso nel silenzio di un grande giardino circondato da centinaia di alberi secolari e attrezzato con cucina outdoor, barbecue, orto con erbe aromatiche, fontana di acqua sorgiva, piscina e area lounge. Da qui parte un sentiero che, in inverno, conduce direttamente alla pista da sci.




Da elementi come acqua, aria, sole e clima hanno preso spunto il restauro architettonico e il linguaggio contemporaneo dell’interior design dello studio Asaggio. Esterno e interno della villa hanno in comune materiali locali quali legno di larice, pino cembro e abete rosso, ma anche vetro, tessuti e pietra dolomitica. La grande casa che può accogliere fino a dieci persone è strutturata su più piani con cantina, soggiorno con caminetto, cucina, sala da pranzo e da colazione, cinque camere (alcune con bagno in suite), ampio salotto con home cinema e area lounge nella mansarda.
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Villa Cima, Cernobbio (Co).
Il lago di Como, fra le più gettonate località turistiche italiane degli ultimi anni, custodisce ville storiche di grande pregio. Fronte lago e all’interno del parco di Villa d’Este, l’ottocentesca Villa Cima costituisce un unicum proprio per la posizione privilegiata. Carolina di Brunswick, principessa del Galles e futura regina d’Inghilterra, la fece costruire per ospitare gli ex proprietari dell’imponente villa progettata dall’architetto Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi. All’esterno, la villa ricorda gli chalet ottocenteschi con i tipici elementi in legno, mentre l’interno è stato rinnovato con mobili, complementi su misura e tessuti preziosi.

Il soggiorno, la sala da pranzo, la spaziosa cucina, le camere da letto tutte diverse fra loro, sono arricchiti da oggetti d’antiquariato e opere d’arte. L’elegante fisionomia originale degli ambienti è stata valorizzata dalla scelta di tessuti Loro Piana, dai rossi agli azzurri, dalla malachite ai blu che riprendono le tinte del lago. Le quattro camere da letto, tutte con guardaroba e bagni in marmo, si affacciano con balconi o terrazze sul contesto naturale circostante, indiscusso protagonista dell’ospitalità.
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Villa La Vedetta, Poggio di Sasso Cinigiano (Gr).
Nel contesto del Castello di Vicarello, nella Maremma toscana, l’antica torre di avvistamento del XII secolo è stata trasformata dalla famiglia Baccheschi Berti, proprietaria anche del Vico Boutique Hotel di Milano, in una dimora indipendente con il contributo progettuale dell’architetto Giuseppe Alito. L’interior design di Villa La Vedetta, da cui si gode una vista incontaminata sul castello e sui vigneti circostanti, crea un fil rouge armonioso tra le due architetture della tenuta.
Cornici di finestre e porte scolpite a mano, pareti in marmorino, parquet in rovere francese, pavimenti originali in cotto, pietra e marmo a scacchi bianchi e neri, sono accostati a dipinti contemporanei, tappeti realizzati a mano in Marocco ed elementi di design dagli anni ’60 in poi, per creare un dialogo senza tempo tra storia, viaggio e natura. Tra i pezzi più rappresentativi, il tavolo bar in radica di Willy Rizzo e la libreria LB7 di Franco Albini.




Due le ampie suite, con bagni caratterizzati da vasche in rame freestanding e pavimenti in marmo a scacchi. Il piano terra in open space con grande camino e cucina attrezzata si apre sul giardino privato. A contatto con la natura anche la maestosa veranda in ferro e vetro, spazio sospeso dove potersi rilassare in contemplazione della campagna circostante.
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In apertura: Villa Cima, Cernobbio.
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