Policy, performance e cura: il futuro dell’hôtellerie passa dalle persone. Parola di WITH.
Si è sempre fatto così. Ma nell’azienda umana, non funziona più. Ecco come sta cambiando il settore hospitality. Policy, performance e cura le parole chiave per un team di successo, in un convegno promosso da WITH.
“Il ‘si è sempre fatto così’ non basta più”, afferma Paola Iemmallo, area director of People&Culture Principe di Savoia e Hotel Eden. Un team che funziona ha bisogno di nuove regole, nuova cura e differenti attenzioni rispetto a una volta. I giovani che entrano nel settore cercano ascolto, crescita, flessibilità e coerenza tra valori dichiarati e comportamenti reali. Ecco quanto è emerso in un incontro, svoltosi il 13 maggio al Principe di Savoia promosso da WITH – Women for Italian Tourism & Hospitality, community fondata da Stefania Merante e Alessandra Ravasi con l’obiettivo di attivare confronti tra operatori del settore hospitality di alta gamma (e non necessariamente donne). Il titolo accattivante, L’azienda umana: tra policy, performance e cura delle persone. Gli ospiti, moderati da Stefania Merante e Massimiliano Sarti, editor in chief di Thrends, si sono confrontati su un tema che fila liscio sulla carta ma che non è sempre così scontato nei fatti. Interessante il punto di vista di Silvio Vettorello, managing Director Grand Hotel Tremezzo e di Passalacqua, secondo il quale gli standard restano indispensabili, soprattutto nell’hôtellerie di alta gamma, ma non tutto può essere codificato in una procedura. “Non è importante il tu o il lei, la policy arriva dopo, e il rispetto del team te lo devi guadagnare”. Secondo Vettorello è l’attitudine a fare la differenza, la formazione e l’esempio quotidiano dei manager.

Lavorare nel settore hôtellerie richiede passione, presenza e anche sacrificio ed è “il senso di appartenenza e la qualità delle relazioni interne, più che incentivi e retribuzione, a fare a volte in modo che le persone tornino di anno in anno, stagione dopo stagione, a lavorare con te”, dice Valentina Paggi, general manager de Il Sereno Hotel Lake Como Villa Pliniana.
E il work -life balance è un aspetto che ha assunto una dimensione importante e non più solo tra i giovani. Sono molte le scelte che possono incidere sulla stabilità di un team e sulla sostenibilità della vita professionale, come un buon bilanciamento tra turni e riposi, attenzione rivolta alle coppie, servizi dedicati. Gli esempi riportati da Massimo Palmerini, vice president People&Culture Opera Hotels hanno mostrato come il benessere possa diventare una leva di fidelizzazione. Molto importante è anche il tema delle Staff House e la facilitazione per il personale a trovare alloggi vicino al posto di lavoro. Differente l’esperienza di Cristina Zucchi, managing director di Lario Hotels che con Vista Ostuni, 5 stelle in Puglia inaugurato a luglio dello scorso anno, è arrivata alla sua sesta apertura con Lario. “Per Vista Ostuni non abbiamo avuto la necessità di facilitare e agevolare la ricerca degli alloggi da parte dello Staff, perché su 85 dipendenti, 85 sono lì della zona”. Ma cosa rende umana un’azienda? “Possiamo avere i più belli alberghi al mondo ma se non abbiamo le persone giuste, gli hotel rimangono vuoti. È il valore umano quello che conta”, conclude.
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