L’Extralberghiero punta sul design. EHI BnBA a Roma.
A Roma, Punto Zero trasforma un appartamento in un B&B pop e colorato. Un’abitazione del primo Novecento cambia ritmo grazie al design e diventa uno spazio hospitality da vivere, anche solo per pochi giorni: quattro stanze tutte diverse, colori pieni e una cucina che appare e scompare, in un equilibrio leggero tra casa e ospitalità.
Negli ultimi anni l’extralberghiero ha conosciuto una crescita costante, trasformandosi in una componente strutturale dell’ospitalità italiana. Un sistema diffuso e capillare di oltre 197mila strutture diffuse sul territorio nazionale: un numero che supera di gran lunga quello degli alberghi e restituisce la dimensione ormai capillare del fenomeno, secondo il Rapporto B&B Italia 2025 che riporta i dati Istat 2023.
A definirne l’identità è soprattutto la scala: la maggior parte delle strutture dispone di poche camere – spesso tra le due e le tre – e oltre il 60% è gestito da una sola persona, confermando la natura prevalentemente familiare e non imprenditoriale del settore.
In questo quadro, l’ospitalità si avvicina sempre più alla dimensione domestica, ibridando casa e accoglienza. È dentro questo scenario, fluido e in continua evoluzione, che molti appartamenti cambiano funzione e identità, ridefinendo il confine tra casa e ospitalità, e utilizzando spesso l’interior design come strumento caratterizzante.

Ne è un esempio EHI BnB, un piccolo progetto di ospitalità firmato dallo studio Punto Zero all’Esquilino, uno dei quartieri più stratificati e multiculturali di Roma. L’intervento riguarda un appartamento di 125 metri quadrati al terzo piano di un edificio dei primi del Novecento, reinterpretato come luogo domestico aperto alla vitalità quotidiana del rione, e non come semplice alloggio temporaneo per viaggiatori.
Il contesto urbano è parte integrante dell’idea progettuale. L’Esquilino, storicamente crocevia di culture diverse e oggi attraversato da nuove energie legate al mondo dell’arte, del cinema e della fotografia, diventa la lente attraverso cui leggere lo spazio: un interno che riflette la pluralità del quartiere attraverso colore, materiali e accostamenti inattesi.


Il ritmo degli spazi.
L’appartamento è stato riorganizzato a partire da un ingresso comune trattato con un intenso grigio-blu che riveste pareti e soffitto. Questo spazio funziona come nodo distributivo verso le quattro camere e la stanza condivisa con cucina e area colazioni. Qui, una tenda curva definisce la scena domestica: quando viene chiusa, l’area operativa della cucina scompare trasformando l’ambiente in uno spazio più raccolto.


Al centro, l’isola è rivestita con pannelli multicolore di Plastiz, startup italiana che trasforma rifiuti plastici in un materiale completamente riciclato e riciclabile, scelto per la sua qualità estetica e per il valore sperimentale nel campo degli interni sostenibili.


Il colore come elemento progettuale.
Cromie sature e campiture nette attraversano pareti, nicchie, bagni e arredi, creando una sequenza di spazi in cui la percezione cambia continuamente tra compressioni, filtrazioni di luce e passaggi cromatici. Non semplice rivestimento: il colore è una vera e propria superficie architettonica capace di segnare ingressi, creare soglie e costruire assonanze o discontinuità visive tra gli ambienti.




Ogni camera è contraddistinta da una tonalità dominante che si espande su pareti, pavimenti e rivestimenti, fino a entrare nei bagni e proseguire negli ambienti contigui grazie alle pareti in vetrocemento, che lasciano filtrare la luce e le sfumature cromatiche.
Una camera si accende di rosso vivo, un’altra si distende su toni azzurro polvere o verde sottobosco. “Per noi, il colore è una superficie architettonica: disegna lo spazio e lega le funzioni. È lui a costruire i tunnel cromatici che introducono alle camere o a marcare le soglie”, spiegano gli architetti di Punto Zero.


Arredi essenziali, segni leggeri.
Parallelamente, il progetto lavora sulla materia e sulla memoria dell’edificio. Durante le demolizioni sono stati recuperati pavimenti in piccoli esagoni di cotto e porzioni di graniglia con decori originali; alcuni intonaci storici sono stati riportati alla luce e lasciati visibili accanto a nuove superfici in linoleum e resina cementizia.
Anche gli arredi su misura seguono una logica di essenzialità. Disegnati da Punto Zero e realizzati in lamiera piegata e profili metallici verniciati, definiscono appenderie, piani e contenitori attraverso un sistema grafico di linee verticali e orizzontali che si inserisce nelle nicchie murarie.
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ph. Studio Eller – Serena Eller Vainicher I Styling Alessandra Orzali
In apertura: una delle camere di EHI BnB.
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