Giorgia’s VS Sato. La ”bella incoerenza” di Nick Maltese Studio.
Colore che diventa materia, rosso burgundy per Giorgia’s, ed esperienza riflessiva per Sushi Sato Experience. Il massimalismo-minimalismo di Nick Maltese Studio a Reggio Calabria e a Milano.
Che cosa hanno in comune due ristoranti in antitesi tra loro anche dal punto di vista geografico?
Il Giorgia’s, a Reggio Calabria, è un ambiente giocato sul monocromo, un rosso burgundy che investe tutto lo spazio, dall’arredo, fatta eccezione per il nero dei tavoli in marmo Lepanto, ai tessuti, ai pavimenti in resina colata, alle pareti trattate con smalto gloss. Il Shushi Sato Experience, invece, è un recente ristorante giapponese a Milano, fatto di sottrazione e con un interior che induce a rallentare.

Entrambi portano la firma di Nick Maltese Studio, studio di interior e architettura con sede a Milano, che ha fatto di una “bella incoerenza” la propria identità progettuale. Un approccio eclettico e mai convenzionale che trasforma ogni progetto in un racconto su misura, in cui memoria e innovazione, rigore tecnico e immaginazione scenografica, minimalismo e massimalismo si incontrano. Mai uguale a se stessi.


Un altro elemento comune, oltre ai designer, in entrambi i ristoranti c’è: l’effetto luminoso, mai ingombrante, sempre soffuso e diffuso.
In Giorgia’s, le pareti e il soffitto si trasformano in superfici di luce, in Sato la luce proviene da pannelli opalini retroilluminati; diventa progetto ed elemento narrativo, delegando in entrambi i casi la luce d’accento alle abat jour sui tavoli.


In Giorgia’s la sala principale si configura come un teatro del convivio, un luogo in cui il tempo rallenta e la percezione si intensifica. Entrare nel ristorante significa attraversare una soglia e accedere a una dimensione altra: non si entra semplicemente per cenare, ma per essere immersi. Ma chi è Giorgia? Una donna, un po’ misteriosa, un po’ sofisticata, che plasma l’ambiente, sicuramente dal carattere forte.


Sato, pur con un linguaggio formale completamente diverso, anche solo per le tonalità scelte, è uno stacco dalla realtà un po’ frenetica di Milano, è un’immersione nella calma. Da filtro fanno le vetrate incorniciate da profili neri che inquadrano gli interni, una sorta di schermo che proietta la vita che si svolge indoor. La materia è protagonista: legno di ciliegio, con la sua tonalità rossastre, rivestimenti in argilla naturale, tattili e morbidi alla vista, moduli luminosi in tessuto che richiamano la carta di riso delle case nipponiche. Un esercizio di sottrazione ed essenzialità.
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In apertura: la sala ristorante di Sushi Sato Experience.
Scopri Nick Maltese Studio a Restaurant’s Revolution il 31 marzo 2026 a Milano, in conversazione con Maurizio Lai e Luca Baldini di Q-bic nel panel “Il design incontra la tavola: progettare spazi che raccontano un’identità.”
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