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Quattro indirizzi milanesi dove il design incontra il gusto, trasformando una pausa durante la Design Week in un’esperienza sensoriale completa. Un invito a rallentare, lasciarsi ispirare e scoprire Milano attraverso atmosfere uniche.

Essere stanchi e frastornati fa parte della Milan Design Week, il periodo più stimolante e ricco di idee del capoluogo milanese. Diventa quindi un’esigenza fisica e mentale potersi fermare a prendere fiato e a rifocillarsi in uno dei tanti locali che offre la città, fra cui quelli che hanno recentemente aperto i battenti.

Ecco tre ristoranti e una sala da the che uniscono all’offerta gastronomica di qualità un’ambientazione accogliente, oltre a esibire approcci differenti al design, spesso in collaborazione con artisti e artigiani di fama internazionale.

Altatto, il bistrot progettato dall’artista e designer Nicola Lorini.

Altatto.

Il bistrot vegetale, che negli ultimi dieci anni si è imposto nel panorama culinario milanese, è ora in zona Barona nella nuova veste di ristorante progettato dall’artista e designer Nicola Lorini di The Present Tense con l’architetta Cristina Raimondi. Altatto si presenta scabro, essenziale e con dettagli che fanno propria la filosofia delle fondatrici, Cinzia De Lauri e Sara Nicolosi, mettendo in dialogo cucina e architettura, visione e materia, tradizione e contemporaneità.

Ogni elemento – dai volumi alla luce, dai materiali alle superfici – costruisce una dimensione estetica e sensoriale coerente con l’identità culinaria del locale. Due i linguaggi utilizzati: quello che richiama il primo modernismo, con le sue forme essenziali e rigorose, e quello di un immaginario rurale fatto di materiali organici, superfici irregolari e lavorazioni manuali.

Dualità evidente nei pannelli in feltro che suddividono la sala in tre ambienti distinti ma connessi e nel grande lavabo a vista in serpentino verde della Valmalenco quale simbolo di purificazione e accoglienza. La cucina a vista è il centro fisico e narrativo dello spazio e attraverso il pass in gesso e fibre vegetali di Sara Ravelli crea un dialogo diretto con chi è seduto a tavola. Tra gli altri elementi progettati ad hoc, la sedia ispira al razionalismo del Bauhaus e al design milanese degli anni ’50 e ’60, realizzata in collaborazione con Work In Design, mentre piatti, bicchieri e lampade, di Maddalena Selvini come i pannelli in feltro, prendono forma dagli scarti di lavorazione della pietra ollare.

Linfa, un percorso emozionale nel flagship store Visionnaire Milano in piazza Cavour.

Linfa.

Ecco un altro un locale con proposta vegetale, per di più senza glutine, nella centrale piazza Cavour, all’interno del flagship store Visionnaire Milano. Linfa si snoda come un percorso emozionale e sensoriale che trae ispirazione dal mitico viaggio verso Agarthi, il regno nascosto nel cuore della Terra. Una potente suggestione mitologica che accompagna verso il piano sotterraneo dove diversi ambienti, su tre livelli, esprimono la loro precisa identità tramite materiali e dettagli architettonici.

Così anche per il bistrot in cui ogni elemento evoca una connessione intima con la natura e crea un’atmosfera che evolve dalle tonalità smeraldo dell’ingresso fino a quelle avvolgenti della sala principale. Le pareti curve accolgono in un abbraccio gli ospiti, mettendo in evidenza il grande bancone bar di 18 metri di lunghezza che si affaccia sui tavoli.

Le superfici verticali, in una tavolozza di varie tonalità di Mocha Mousse, aumentano l’effetto cocoon (la tendenza a trasformare un ambiente in un rifugio accogliente, protettivo, ndr), interagendo con quelle orizzontali del bancone e dei tavoli in vetro lavorato. Il contrasto tra la luminosità e la profondità del colore crea un gioco dinamico tra luce e materia che rende lo spazio elegante e particolarmente invitante.

Il Sushisamba, al primo piano della Torre Velasca.

Sushisamba.

Il primo piano della Torre Velasca, uno dei simboli del Razionalismo Milanese, accoglie le tradizioni culinarie giapponesi, brasiliane e peruviane che il brand Sushisamba ha fatto conoscere in tutto il mondo. Congiuntamente all’offerta gastronomica, alla cocktail drink list e all’intrattenimento dal vivo, anche la nuova sede milanese del gruppo si contraddistingue per il design che mescola diversi materiali e riferimenti in una atmosfera festosa. È un mondo che immerge in un’altra dimensione visiva e sensoriale, ricca di suggestioni esotiche e con rimandi a materiali della tradizione materica dei tre Paesi a riferimento.

Tanti i particolari ricercati fra tendaggi e pareti specchiate che aumentano l’effetto wow. La sala principale con soffitto in bambù è un inno alla natura rigogliosa del Sudamerica per la presenza di molte piante disposte in ogni dove. Tre i banconi che allestiscono lo spazio, quello spettacolare per il sushi e i due dedicati ai cocktail con frontali a motivi etnici e ampie bottigliere specchianti. La riservata Sambaroom da 18 posti e il palco per la musica rappresentano le zone nevralgiche per l’after-dinner, dove è la notte è giovane.

Romanengo 1780, il bancone centrale rivestito in marmo naturale a venature.

Romanengo 1780.

La pasticceria genovese Romanengo 1780 ha appena aperto un’altra sala da the, dopo quella di via Caminadella, nel quadrilatero milanese. La Corte Manzoni, 100 metri quadrati con 40 posti a sedere, è una reinterpretazione del salotto europeo ottocentesco. Lo studio Hurlé & Martin ha concepito lo spazio come una sequenza di ambienti raccolti: archi e boiserie in marmo moresco e una grande library su misura, in due essenze di legno scuro, che richiama le antiche botteghe e custodisce volumi e confezioni.

Il bancone centrale, dalle linee morbide e scultoree, è rivestito in marmo naturale a venature, i tavolini sono in pietra e marmo chiaro, i dettagli in ottone brunito, mentre le lampade dal disegno discreto con luce soffusa scandiscono lo spazio. Le sedute rivestite in velluto e tessuti jacquard ispirati al mondo botanico dialogano con le pareti in marmorino nei colori terrosi.

Anche la carta da parati del soffitto riprende un tema naturale che rimanda agli altri due locali del marchio, fra cui quello di Genova. La Cornucopia, installazione in carta che simboleggia abbondanza e celebra la natura, richiama la brand identity in forma poetica facendo riferimento alla ricchezza delle materie prime di provenienza naturale.

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In apertura: il ristorante Sushisamba, nel primo piano della Torre Velasca.