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Giada Gemignani in un’intervista a we:ll magazine ci racconta il suo concetto di lusso con due progetti in anteprima:  il San Clemente Relais in Umbria e l’Hyatt Regency Rome Central. E ci dà appuntamento a Luxury Hospitality Conference a Milano.

Da Toronto al Regno Unito e poi nuovamente in Italia dove fonda nel 2022, forte di un portfolio internazionale consolidato e articolato, il suo studio di progettazione, Studio Aelan, una design firm specializzata in Hospitality Design e Luxury Residential. Giada Gemignani, architetto e interior, incarna una visione fondata su autenticità e un approccio olistico al progetto, ispirato alla stratificazione storica e culturale dei luoghi. Lo racconta a we:ll.

Giada Gemignani- Studio Aelan.

we. Come è cambiato il concetto di lusso nell’ospitalità e quali valori definiscono oggi un’esperienza?

Il concetto di lusso nell’ospitalità è profondamente cambiato e continua a evolversi rapidamente. Se un tempo era associato all’opulenza, oggi si esprime attraverso valori più sofisticati: autenticità, benessere, personalizzazione, consapevolezza e relazione con il contesto. È un quiet luxury, più discreto e ricercato, nel quale la qualità non ha bisogno di essere dichiarata, ma si rivela nella profondità dell’esperienza, progettato con il luogo, con chi lo gestisce e soprattutto per chi lo vive. Un lusso fatto di cultura, materia, sensibilità e misura, dove ciò che resta non è soltanto il ricordo di uno spazio, ma la sensazione di averlo realmente abitato. Il lusso contemporaneo diventa così sempre più olistico. È una progettazione one-to-one, nella quale ogni elemento dialoga con l’individuo attraverso tutti i sensi: la materia, la luce, il suono, il profumo, l’ergonomia e la percezione dello spazio. Una cura che arriva fino al dettaglio più discreto, quello che forse non viene immediatamente riconosciuto, ma che contribuisce a rendere un soggiorno memorabile.

Una suite del San Clemente Relais, un progetto luxury di prossima apertura progettato da Studio Aelan.

we. A proposito di genius loci, come riuscite a interpretarlo e inserirlo nel progetto?

Il genius loci è fondamentale e Studio Aelan lo interpreta attraverso ciò che lo rende unico: le sue stratificazioni, la sua materia, la memoria e quel patrimonio di gesti e saperi che ne definisce l’identità. Materie prime locali, artigiani e realtà del territorio diventano parte di un processo nel quale il savoir-faire locale incontra una sensibilità progettuale internazionale

we. In questo processo, quale è il ruolo del design?

Il design diventa lo strumento attraverso cui questa conoscenza arriva all’ospite, generando una forma di consciousness: la percezione del luogo, il riconoscimento della sua identità, la possibilità di entrare in relazione con la sua cultura attraverso lo spazio. Il progetto diventa un mediatore sottile tra l’ospite e il territorio, capace di raccontarlo senza mai renderlo didascalico.

we.  Il vostro principio è “feel at home, being away from home”. Come si traduce concretamente questa filosofia nella progettazione per offrire un’esperienza personalizzata e distintiva?

Quello che cerchiamo di fare con i nostri progetti e far vivere un’esperienza nuova, immersiva e distintiva, ritrovando al tempo stesso quella familiarità che rende il soggiorno naturale e personale. Nelle camere, ogni spazio, arredo e dettaglio è progettato per un comfort intuitivo e assoluto. Nulla è casuale: proporzioni, materiali, illuminazione, ergonomia e tattilità concorrono a costruire un’esperienza fluida, nella quale ogni elemento trova il proprio posto. Le aree comuni, spesso concepite come vere destinations, ampliano questa esperienza. Gli spazi F&B vengono articolati per offrire differenti atmosfere e modalità di utilizzo, lasciando all’ospite la libertà di scegliere come vivere il proprio tempo: da solo o in compagnia, per rilassarsi o semplicemente sostare.

L’american Bar dell’Hyatt Regency Rome Central, di cui Aelan ha studiato gli interni con Studio Moren. Sotto, una suite e il ristorante sul rooftop.

we. In quali progetti luxury secondo te viene rispecchiata in particolar modo la vostra filosofia di progetto?

Stiamo lavorando al progetto di Relais San Clemente, che aprirà nella primavera del 2027, un boutique hotel nel cuore dell’Umbria con una storia di quasi mille anni. Era un  luogo di culto e monastero benedettino e si sviluppa attorno alla cappella di San Clemente. Da dimora patrizia dei Conti Cesari, nel Settecento,  oggi diventa un relais dove abbiamo mantenuto la successione di identità che è parte integrante dell’esperienza del luogo.  E il territorio è il principale riferimento estetico e sensoriale degli interni, con palette cromatica che nasce da tonalità ispirate alla terra, alla vegetazione e alla luce dell’Umbria. Di prossima apertura, anche l’Hyatt Regency Rome Central, a poca distanza da Roma Termini, per il quale abbiamo curato il design delle 238 camere,  le aree benessere e abbiamo contribuito allo studio delle parti comuni affidati allo Studio Moren. Tutto il progetto ha un linguaggio identitario, per esempio gli interni si ispirano agli antichi horti romani, mantenendo una forte legame con la  Capitale.

In apertura: la lounge del San Clemente Relais.

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Incontra Gada Gemignani a Luxury Hospitality Conference a Milano il 23 ottobre 2026 in un panel moderato da Laura F. Verdi con Rodrigo Izquierdo e James Cavagnari.

9.30 Sala Galfa | Hotel Melià | via Masaccio 19| Milano

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