Sessant’anni portati con eleganza milanese. Tivoli President Milano.
Un manifesto del razionalismo italiano torna a respirare e a interpretare un’ospitalità a cinque stelle. È questo il cuore del progetto firmato Rodrigo Izquierdo Design Studio per il rinnovamento integrale del Tivoli President Milano.
Da giugno 2026, il Tivoli President Milano accoglie gli ospiti con una nuova identità e un’esperienza di lusso distintiva, targata Minor Hotels. Merito di un intervento di rinnovamento che ha coperto l’intero perimetro dell’hotel su 8 piani e 239 camere. Sotto la direzione dell’ interior designer Rodrigo Izquierdo, la struttura sfoggia ora un’estetica e un’atmosfera completamente rinnovate.
Forte di oltre vent’anni di esperienza nel design per i settori dell’ospitalità, del retail e del residenziale, Rodrigo ha guidato progetti su larga scala per prestigiosi brand internazionali, dapprima collaborando con lo Studio Patricia Urquiola e successivamente attraverso il proprio studio di design con sede a Milano e Ibiza. E sarà un nome che udiremo ulteriormente nell’hospitality, visti gli attuali progetti di ristrutturazione di hotel cinque stelle a Milano, Sorrento, Lisbona e Taormina.



Un solo linguaggio applicato a ogni scala.
L’edificio che oggi ospita l’hotel fu disegnato tra il 1960 e il 1971 da Luigi Figini e Gino Pollini, tra le voci più rigorose del razionalismo italiano del dopoguerra, ed è oggi un riferimento del brutalismo milanese. La struttura portante in cemento armato a vista, su Largo Augusto, è in parte racchiusa da blocchi di granito bianco di Montorfano e da balaustre nello stesso materiale, lavorate a nido d’ape; la facciata è scandita da logge continue, costruite a sbalzo. Semplicità formale, luce, spazio, tempo, persino spiritualità e poesia. È la cifra di un’architettura che oggi torna al centro del progetto d’interni, non più nascosta ma finalmente rivelata.


In ogni ambiente, lo studio Rodrigo Izquierdo ha lavorato per riportare all’interno l’importanza della facciata e dell’architettura originaria: geometrie, colori, texture che restituiscono l’energia di quell’epoca, quando lo stesso linguaggio progettuale attraversava ogni scala dello spazio. Cassettoni, disegni di facciata e ritmi compositivi vengono qui riproposti nella distribuzione stessa degli spazi interni, così come si faceva al tempo in cui l’edificio fu costruito.
Gli spazi comuni.
Anche gli spazi comuni sono avvolti dalle geometrie dell’epoca. Nella lobby e nella reception, il disegno della facciata viene riportato sulle pareti attraverso cassettoni e geometrie che riprendono il ritmo delle logge esterne, definendo la distribuzione stessa dello spazio come si faceva in quell’epoca. Le lampade, disegnate su misura per l’hotel, traggono ispirazione dalle geometrie pure degli anni della costruzione dell’edificio. In reception, un bassorilievo in gesso realizzato appositamente da un artista riprende il disegno degli ingressi dei palazzi pubblici dell’epoca, aprendo il racconto dell’arte che attraversa il progetto.

La stessa grammatica prosegue nella zona bar, dove il disegno della facciata torna a definire pareti e volumi, e dove le lampade su misura ne richiamano le geometrie pure. Sopra il bancone, una selezione di opere d’arte raffigura monumenti e luoghi iconici di Milano, trasformando il bar in un piccolo racconto della città. Nella sala colazione, un pattern custom avvolge l’intero spazio, facendo rientrare idealmente la facciata dell’edificio all’interno dell’ambiente. Al soffitto, applique e grandi lampadari ripropongono l’essenza geometrica dell’epoca in cui l’hotel fu costruito, completando uno spazio pensato, come lobby e bar, su misura, in dialogo diretto con l’identità del palazzo.
Il colore del noce e quello del travertino attraversano tutti gli spazi caratterizzata da una carta da parati custom applicata sui pannelli, pensata per evocare i materiali originari dell’edificio, creando un effetto scatola che unifica gli ambienti. Il pavimento si sviluppa come un elemento lapideo continuo, mentre i pannelli riportano le geometrie delle balaustre e della facciata stessa, con montanti verticali che ne riprendono il disegno — un linguaggio che prosegue anche nelle camere, dove la sensazione funzionale e il senso di maestosità restano coerenti in tutto lo spazio.

Le camere, un rifugio silenzioso.
Ogni camera è stata concepita come un rifugio quieto, dove la boiserie in noce caldo, le testiere dalla texture ricca e una palette calibrata su ocra, bordeaux e avorio definiscono un lusso mai ostentato. Tessuti materici, illuminazione scultorea e arredi su misura si stratificano per restituire ambienti personali più che uniformi, pensati per essere abitati, non solo osservati. I bagni ancorano l’identità materica del progetto: piani lavabo in marmo verde intenso, rubinetteria in ottone spazzolato e pareti in travertino caldo, sono incorniciati da un’illuminazione soffusa. Il risultato è una calma quasi da SPA, restituita con la precisione e l’artigianalità di una vera residenza a cinque stelle.



SPA e fitness: l’architettura che avvolge.
Nella SPA e nel fitness centre il registro cambia: qui prevale la sensazione più che la geometria. I materiali, caldi e avvolgenti, evocano quasi una pelle che accoglie il corpo, restituendo un contesto intimo dove l’architettura sembra adagiarsi intorno all’ospite, invitandolo a rallentare. Pensata per favorire il benessere e il relax, la nuova area wellness progettata in collaborazione con Starpool è dotata di lettini per il galleggiamento a secco Zerobody, un’area umida completa e una cabina dedicata ai trattamenti. È già operativa un’area fitness Technogym completamente attrezzata.
Anche l’offerta dell’hotel per meeting ed eventi è stata rinnovata, valorizzata dalla riqualificazione della storica piazza del Verziere e da una selezione di spazi versatili, sia interni che esterni, ideali per incontri aziendali di alto livello e celebrazioni private nel cuore di Milano.
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In apertura: il bar nella lobby dell’hotel.
ph courtesy Tivoli President Milan
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Incontra Rodrigo Izquierdo a Luxury Hospitality Conference a Milano il 23 ottobre 2026 in un panel moderato da Laura F. Verdi con Giada Gemignani e James Cavagnari.
9.30 Sala Galfa | Hotel Melià | via Masaccio 19 | Milano
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