Cabanes de l’Orvanne. Un rifugio sull’acqua alle porte di Parigi.
A Moret-sur-Loing, vicino alla foresta di Fontainebleau, venti cabin in legno firmate da AW² immerse in una tenuta di 95 ettari. Un progetto fondato sull’architettura bioclimatica e sulla tutela della biodiversità.
Passerelle in legno attraversano zone umide, costeggiano iris e ninfee e raggiungono piccoli pontili affacciati sull’acqua. La presenza dell’architettura si coglie poco alla volta: una terrazza tra i rami, una parete rivestita di legno, una finestra che riflette la vegetazione. Tra acqua, bosco, palude, il luogo sembra molto più remoto di quanto indichino le mappe. Le Cabanes de l’Orvanne si trovano a Moret-sur-Loing, nella Seine- et-Marne, a circa un’ora di auto da Parigi e a venti minuti dalla foresta e dal castello di Fontainebleau.
Il progetto occupa una tenuta di 95 ettari attraversata dal fiume Orvanne, composta da un grande specchio d’acqua, boschi, prati, pendii e aree paludose. Rimasta a lungo inutilizzata, la proprietà comprende un maniero che alla fine dell’Ottocento fu residenza di campagna del presidente della Repubblica francese Sadi Carnot. Per trasformare la tenuta in una struttura ricettiva tutelandone le zone umide e la biodiversità, Coucoo Cabanes ha affidato allo studio AW² la progettazione delle cabin e degli spazi comuni.

Dormire dentro la natura.
Fondato nel 2009 da Gaspard de Moustier ed Emmanuel de La Bédoyère, l’operatore francese è specializzato in soggiorni immersi nella natura. Le sue strutture riprendono la tipologia essenziale della cabane, declinata in diverse forme: sospesa tra gli alberi, galleggiante, sollevata su pilotis. A unirle è la ricerca di un rapporto diretto tra gli ospiti e l’ambiente circostante.
A Moret-sur-Loing, questa tipologia entra a far parte di un intervento più articolato, che comprende il disegno degli accessi, la gestione dell’acqua, la tutela degli habitat e il recupero degli edifici esistenti. L’incarico si inserisce nella ricerca che AW² conduce da quasi trent’anni nel settore dell’ospitalità. Guidato dagli architetti Reda Amalou e Stéphanie Ledoux, lo studio affronta ogni progetto come un insieme unitario, dal masterplan agli interni e agli arredi su misura.



L’esperienza di AW² nell’ospitalità.
Con sede principale a Parigi e uffici a Ginevra, Montpellier e Ho Chi Minh City, AW² ha realizzato progetti in oltre 45 Paesi, sviluppando una particolare esperienza nel settore dell’ospitalità. Resort e hotel come il Six Senses Con Dao in Vietnam, il Six Senses Crans-Montana in Svizzera e il Banyan Tree AlUla in Arabia Saudita raccontano un approccio nel quale masterplan, architettura e interior design sono concepiti come parti di un unico sistema. Il lavoro dello studio parte dalla lettura delle condizioni climatiche, culturali, materiali ed economiche del luogo. Orientamento, topografia, vegetazione, disponibilità delle risorse e modalità costruttive locali entrano nel progetto fin dalle prime fasi, contribuendo a definire tanto la forma degli edifici quanto l’esperienza degli ospiti.
Nel caso delle Cabanes de l’Orvanne, AW² ha applicato questo metodo a strutture di dimensioni molto contenute. Il tema non era soltanto disegnare una camera indipendente nel bosco, ma stabilire dove e come collocarla, quale distanza mantenere dall’acqua, come raggiungerla e quali visuali aprire senza compromettere gli ambienti più sensibili. “Con Coucoo Cabanes condividiamo la stessa visione: considerare ogni progetto a partire dalla tutela del luogo e immaginare un’interdipendenza dinamica e positiva tra costruito, persone e ambiente naturale”, ha spiegato Stéphanie Ledoux.

Tre modi di abitare la tenuta.
Le prime venti cabin sono distribuite in tre zone, ciascuna legata a una diversa condizione del terreno. Cinque unità Rivage si dispongono lungo il bordo dello specchio d’acqua stabilendo un rapporto diretto con il lago. Le sei Marais si inoltrano nella vegetazione più fitta delle zone paludose e vengono raggiunte attraverso lunghe passerelle sopraelevate. Le nove Coteau seguono invece il leggero pendio della collina, dal quale si aprono vedute più ampie sulla proprietà.
Nel 2027 saranno realizzate altre dieci unità, collocate in due ulteriori ambienti denominati Cirque e Prairie. Il numero complessivo salirà così a trenta cabin. AW² ha reinterpretato la tipologia della cabane attraverso volumi compatti in legno, con pareti leggermente inclinate che evocano un intreccio di rami. Le costruzioni sono sollevate su pilotis nelle aree umide, oppure disposte a sbalzo lungo il pendio. La loro altezza rimane al di sotto della chioma degli alberi, così da limitare la visibilità a distanza e conservare la continuità del bosco.


La cabin non è pensata come una versione ridotta di una casa tradizionale. Si avvicina piuttosto a una stanza autonoma nella natura, nella quale una parte importante dello spazio abitabile si trasferisce sulla terrazza. La superficie interna comprende la zona notte, un piccolo angolo attrezzato e il bagno; all’esterno trovano posto il tavolo da pranzo, due lettini e un bagno nordico riscaldato. Alcune unità Coteau dispongono inoltre di una doccia interna-esterna, che prolunga la stanza da bagno verso la vegetazione.
Interni dai colori impressionisti.
Tra i materiali utilizzati figurano legno francese non trattato, proveniente da foreste gestite responsabilmente, e lana di pecora per l’isolamento. Pompe di calore, dispositivi per limitare il consumo d’acqua, riciclo dei rifiuti e una politica orientata alla riduzione della plastica completano le strategie ambientali. Le cabin possono accogliere da due a cinque persone; una è accessibile agli ospiti con mobilità ridotta. Le grandi superfici vetrate portano negli ambienti la luce filtrata dal fogliame, i riflessi dell’acqua e le variazioni cromatiche legate alle stagioni. Distanziate e orientate in modo da evitare affacci reciproci, le cabin garantiscono privacy e mantengono aperta la vista sulla natura.


Il progetto degli interni richiama la storia di Moret-sur-Loing e il suo legame con la pittura impressionista. Alfred Sisley visse a lungo nel borgo, ritraendone più volte le rive, i ponti e le variazioni della luce sull’acqua. AW² traduce questo riferimento in palette diverse per le cabin del lago, della palude e della collina: verdi vegetali, tonalità terrose e sfumature più luminose accompagnano superfici in legno e arredi essenziali. Il richiamo all’Impressionismo passa attraverso il colore, la luce naturale e il modo in cui le aperture incorniciano frammenti del territorio. Gli interni rimangono volutamente raccolti, per lasciare alla terrazza e alle vedute il ruolo principale.
Il benessere segue il ritmo del luogo.
Ogni terrazza ospita un bagno nordico riscaldato, elemento ricorrente nei soggiorni Coucoo Cabanes. Due sale per i trattamenti, ricavate nel fabbricato d’accoglienza affacciato sull’acqua, ampliano la proposta con massaggi rilassanti e ayurvedici, trattamenti per il viso e rituali dedicati alle coppie e alle future madri. L’esperienza del benessere si costruisce però soprattutto attraverso la possibilità di rallentare. Si può osservare l’avifauna da un pontile, leggere sulla terrazza, percorrere in bicicletta le strade di campagna o immergersi nel bagno caldo quando la luce comincia a diminuire.
Anche la ristorazione asseconda questa dimensione raccolta. La proprietà non dispone di un ristorante: colazione, aperitivo, cena e brunch vengono consegnati in cestini e consumati nella cabin o sulla terrazza. Gli ingredienti arrivano in prevalenza da produttori della zona, tra cui una panetteria di Avon, un affinatore di formaggi di Fontainebleau e un’azienda agricola di Vaux-sur-Lunain. Alcuni menu sono stati elaborati con uno chef insignito del titolo di Meilleur Ouvrier de France. Un edificio esistente è stato recuperato da AW² come una casa comune, con reception, salotto, boutique dedicata ai produttori locali, due sale per i trattamenti e spazi per incontri e seminari affacciati sull’acqua.

Costruire dopo aver osservato il sito.
La posizione delle cabin non è stata stabilita soltanto in base agli scorci migliori. Studi ambientali condotti nel corso delle quattro stagioni hanno permesso a ecologi e progettisti di censire le specie presenti, riconoscere gli habitat più delicati e individuare quindi le aree migliori per l’intervento. Gli alloggi sono stati così concentrati nella parte settentrionale della tenuta, considerata meno sensibile. La zona paludosa situata in fondo allo specchio d’acqua, quasi priva di presenza umana da decenni e caratterizzata da un elevato valore biologico, è stata lasciata libera da costruzioni.


Il programma comprende inoltre il ripristino delle aree umide, la rimozione dei sedimenti accumulati nello stagno per recuperarne la funzionalità idraulica e un piano di gestione ambientale sviluppato insieme all’Association des Naturalistes de la Vallée du Loing. Anche il sistema costruttivo ha risposto alla necessità di ridurre la permanenza del cantiere. Le strutture sono state prefabbricate da MCF Bois in pannelli ed elementi modulari, successivamente trasportati e assemblati nella tenuta. Il montaggio è iniziato soltanto al termine del periodo di nidificazione, abbreviando i tempi delle lavorazioni in loco, il transito dei mezzi e le interferenze con la fauna.
La prefabbricazione diventa così parte di una strategia più ampia, nella quale anche le modalità e i tempi del cantiere sonodefiniti in relazione agli equilibri naturali del luogo. Lo stesso principio che ha orientato la posizione degli edifici, le distanze e i percorsi: acqua, bosco, palude fanno parte dell’esperienza di soggiorno, invitando gli ospiti a osservare la natura e ad assecondarne il ritmo.
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In apertura: una delle cabane affacciate sul fiume.
ph Alexandre Ferreira, Valentin Lauféron
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