L’anima green dell’Abruzzo. Al Don Antonio Glamping Village trionfa la sostenibilità.
Il rispetto per l’ambiente incontra il calore di una gestione familiare al Don Antonio di Giulianova, vincitore del premio “Sostenibilità” ai Best Camping Village Awards 2026. Tra soluzioni abitative ecocompatibili e mobilità dolce, la struttura promuove un turismo outdoor consapevole e inclusivo.
Il panorama del turismo open-air in Italia non è più solo una questione di piazzole e tende, ma un impegno concreto verso il futuro del pianeta. In questo contesto di eccellenza si sono distinti i Best Camping Village Awards 2026, il prestigioso riconoscimento di Teamwork Hospitality che celebra le strutture capaci di innovare nel rispetto del territorio.

Tra i protagonisti assoluti spicca il Don Antonio Glamping Village di Giulianova (TE), che si è aggiudicato il premio per il Miglior programma di Sostenibilità. La struttura abruzzese è stata premiata per la coerenza e la lungimiranza con cui ha integrato pratiche green in ogni aspetto del soggiorno, dimostrando che il vero lusso contemporaneo risiede nell’equilibrio tra benessere personale e tutela ambientale.
In questa intervista ad Antonio Delli Compagni, responsabile certificazioni aziendali della struttura, scopriremo il percorso di una realtà che, dal 1973 a oggi, ha saputo trasformare la passione per l’accoglienza in un modello di ospitalità sostenibile.

Dal 1973 a oggi: un’avventura di famiglia tra radici e innovazione.
we. Quando è nato il vostro progetto di ospitalità outdoor e come si è evoluto nel tempo?
La nostra storia affonda le radici nel 1973, quando la nostra famiglia iniziò a gestire un campeggio sul litorale teramano. È stata ed è tuttora un’avventura fatta di impegno, sacrificio e di una naturale attitudine all’accoglienza. Nel tempo siamo cresciuti ascoltando i bisogni dei nostri ospiti, passando dalle piazzole tradizionali al Don Antonio Glamping Village: un luogo dove la natura incontra il comfort moderno.
Abbiamo evoluto servizi e spazi, introducendo maxicaravan e soluzioni deluxe, senza mai perdere la nostra anima di “casa aperta agli altri”. Il legame con le origini è così forte che abbiamo creato un racconto a fumetti per i nostri ospiti che narra questi decenni di sfide e traguardi.



we. In che modo è cambiato il concetto di vacanza all’aria aperta rispetto agli inizi?
Negli anni ’70 e ’80 la vacanza era fatta di essenzialità: valigie leggere, tende sotto il sole e serate condivise con una chitarra in spiaggia. Oggi il viaggiatore cerca ancora quel respiro di libertà, ma desidera viverlo con standard qualitativi superiori: più comfort, servizi personalizzati e, soprattutto, una garanzia di sicurezza strutturale e alimentare. Il glamping oggi funge da ponte tra quella memoria genuina e un presente fatto di cura del dettaglio e benessere psicofisico.
Il nuovo lusso della consapevolezza.
we. Miglior programma di Sostenibilità ai Best Camping Village Awards. Cosa vi ha permesso di vincere?
Per noi la sostenibilità non è una tendenza, ma un modo naturale di vivere l’ospitalità. Tra gli interventi più significativi ci sono l’adozione di sistemi di efficienza energetica, la riduzione dei consumi di acqua e metano e il progressivo abbattimento delle strutture in cemento, sostituite da alloggi ecosostenibili ed ecocompatibili. Un’innovazione di cui siamo orgogliosi è il sistema di tubazioni a vista, “sopra terra”, ideato da Riccardo Delli Compagni: questa scelta evita di perforare il terreno, proteggendo le radici degli alberi e permettendo riparazioni immediate per prevenire sprechi idrici.


we. Quanto pesa oggi il tema del “green” nelle scelte dei vostri ospiti?
Pesa moltissimo. Sempre più viaggiatori scelgono la vacanza in base ai propri valori. Cercano strutture che sappiano ridurre gli sprechi e valorizzare l’identità locale. Al Don Antonio promuoviamo una mobilità dolce (le auto circolano solo per carico/scarico) e coinvolgiamo i più piccoli in attività educative: al miniclub premiamo il “miglior gesto ecologico” e organizziamo aste solidali di oggetti dimenticati a favore di associazioni come Plastic Free. Anche la cucina rispecchia questa filosofia, con prodotti locali e biologici serviti in un contesto di street food tra gli ulivi.


Territorio e ospitalità: un binomio fondamentale.
we. Che ruolo ha il territorio abruzzese nella costruzione della vostra proposta?
Il territorio è la radice stessa della nostra offerta. L’Abruzzo è una regione dove mare, parchi naturali e borghi storici si fondono. Proprio davanti al villaggio passa la pista ciclopedonale della costa, un invito a scoprire il paesaggio a un ritmo lento. Pedalando verso sud, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino al profilo del Gran Sasso. Noi non vogliamo separare l’ospite dal territorio, ma invitarlo a entrarci in relazione, scoprendo le tradizioni e l’enogastronomia locale, perché una vacanza non è completa se non si assaggiano le specialità del posto.
we. In cosa vi sentite diversi rispetto a un hotel tradizionale e che futuro immaginate per il settore?
Spesso gli ospiti ci dicono che qui si respira un’atmosfera particolare, non quella formale di un luogo perfetto, ma quella calda di un posto dove ci si sente accolti sinceramente. Molti ci definiscono una “seconda casa” perché trovano libertà, sorrisi ampi e spazi dove i bambini si muovono sereni. Per il futuro, prevedo che il turismo outdoor diventerà sempre più centrale. Il successo del glamping continuerà a crescere perché risponde al desiderio di vivere la natura senza rinunciare alla qualità. Sarà un futuro di equilibrio tra comfort e responsabilità ambientale.
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In apertura: uno scatto del campeggio realizzato col drone.
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