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L’Hotel Orient Express La Minerva immerge i visitatori nella storia millenaria di Roma attraverso il tocco magistrale di Hugo Toro, talento sfaccettato nel campo dell’arte, dell’architettura e del design, che ha plasmato ogni elemento architettonico con visione audace e rispetto per il passato.

Nella piazza vivace dove ragazzini sfidano il pallone accanto all’elefantino scolpito da Bernini, quel simbolo giocoso noto come “pulcino della Minerva”, regna un’atmosfera familiare tra selci irregolari e risate spensierate, capace di catturare l’essenza disordinata ma irresistibile della Città Eterna proprio di fronte al Pantheon maestoso. Qui svetta un palazzo eretto nel 1620 per la prestigiosa famiglia portoghese dei Fonseca. Fu poi trasformato per la prima volta in hotel nel 1811 ed elevato a rifugio di lusso nel 1835. Oggi lo ammiriamo come primo hotel al mondo del marchio Orient Express grazie a un intervento radicale che proietta l’esterno caotico all’interno, in un flusso continuo di architettura viva.

La reception, uno degli spazi comuni dell’hotel.

L’architettura di Hugo Toro tra Roma e Orient Express.

Hugo Toro ha ridisegnato 12 mila metri quadrati di spazi comuni e camere, teatro di soggiorni leggendari per Stendhal, Melville, Sand e Alfieri, riversandovi le facciate imponenti di Roma con travertino grezzo, marmi sacri, riflessi d’acqua fontanili e bagliori diffusi che si intrecciano al DNA del brand, dominati dal giallo caldo come filo conduttore stagionale che vibra in ogni superficie.

L’architettura interna diventa un viaggio tattile: pavimenti che riecheggiano il Pantheon con motivi geometrici precisi, tappeti customizzati con le pennellate di Toro, comodini forgiati come bauli d’epoca, portali metallici levigati e testiere dipinte a mano nei toni del cielo romano, mentre luci soffuse da lanterne in vetro soffiato di Murano avvolgono l’ingresso in un’aura rassicurante e il bar della hall, incorniciato da colonne antiche sotto un lucernario su misura, si anima con la dea Minerva scolpita nel 1854 da Rinaldo Rinaldi, allievo di Canova, trasformando diurni bagliori naturali in serate di intimità sofisticata.

Il bancone de La Minerva Bar, collocato al piano terra, con la scultura della dea sullo sfondo.

Camere e suite, il fascino del viaggio in chiave contemporanea.

Le 93 camere prolungano i corridoi come vagoni iconici, con legni caldi, bauli artigianali, tessuti Rivolta Carmignani delle cuccette storiche, bagni in marmi venati, pelli materiche, velluti lussuosi e inserti artistici che fondono Art Déco anni Trenta con eredità romana, culminando nelle nuove Signature Suites, Stendhal, Minerva, Obelisco, Orient Express, aperte nell’autunno 2025 come cabinet de curiosités con librerie curve, bar integrati, giradischi vinilici, bagni monumentali in Rosso Verona e opere su misura tra foto di restauro, collage cartacei, geometrie lignee e vetri dorati.

Obelisco Suite, la zona dining. Sotto, gli spazi comuni delle Suite Orient Express (sinistra) e Minerva (destra).

Questa struttura seicentesca, ex Grand Hotel della Minerva nel Palazzo Fonseca di fronte all’elefantino berniniano, ha inaugurato gradualmente dal 1° aprile 2025 con camere e ristoranti evocando il Grand Tour ottocentesco attraverso cinque sale eventi da 28 a 165 metri quadrati, mentre la partnership Accor-Arsenale proietta il mito ferroviario nato nel 1883 dall’hôtellerie con legni noce, ottoni satinate, marmi veronesi e lavabi conchiglia che trasportano in carrozza. Al settimo piano Gigi Rigolatto Roma, il ristorante, svetta come rooftop mediterraneo con skyline mozzafiato su Pantheon, Altare della Patria e cupola di San Pietro, offrendo Bellini aromatici in un salotto aperto che cita bar milanesi e veneziani, mentre al piano terra La Minerva Bar pulsa di colazioni romane, afternoon tea e mixology contemporanea sotto il lucernario antico.

Gigi Rigolatto Roma, il ristorante dell’hotel. Sotto, dettagli della terrazza con vista sulla città e bancone.

La spa tra terme romane e hammam ottomani.

Culmine architettonico è la nuovissima Spa dove Hugo Toro fonde terme romane antiche con hammam ottomani in un percorso olistico trasformativo che rallenta il tempo come in un rituale Orient Express, sequenziando tepidarium per acclimatazione dolce, calidarium tra vasche fumanti e vapori avvolgenti, frigidarium tonificante per rigenerazione finale. Il tutto tra relax condivisi su letti a baldacchino, cabine singole/doppie, lampade muranesi soffuse, travertino bruno, marmi rossi venati, intonaci classici e rovere caldo che dialogano con pietre ruvide, legni vivi e tessuti intrecciati in equilibri terreni di quiete tattile.

Al centro, l’hammam marmoreo è circondato da fontane tritonali eco delle camere, con moucharabieh moderne (dispositivi di ventilazione forzata naturale, frequentemente usati nell’architettura tradizionale dei Paesi arabi, ndr) che filtrano luce in chiaroscuri ipnotici su trame vetrose e lignee, unendo purificazione orientale a terme occidentali lungo la rotta da Parigi a Costantinopoli.

La camera matrimoniale di una suite.

Rituali come Dea Minerva e Fermata Costantinopoli guidano con pediluvi rosati, vapori profumati, argille ghassoul, massaggi schiumosi e cure viso-capelli, mentre Raxul bizantini-istanbulini (le cabine ispirate alla metodologia delle antiche terme romane, ndr) illuminano la pelle risvegliando i sensi in armonie acquatiche e termali. The Gym e Kinesis Room completano con Technogym Artis, functional training, trainer su richiesta per fitness, yoga e pilates, tessendo spazio, movimento e cura in un benessere immersivo che lega Oriente e Roma in un viaggio architettonico dove l’antico respira nel contemporaneo.

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ph. Alexandre Tabaste

In apertura: La Minerva Bar.