Per restare competitivi, gli hotel devono ripensare gli spazi e investire in un design capace di creare esperienze, socialità e identità. Il lusso si fa più rilassato e dinamico, mentre subentrano nuove formule che ridefiniscono il futuro dell’ospitalità. In gioco non c’è solo l’estetica: c’è la capacità di anticipare le aspettative degli ospiti del prossimo decennio.
Rinnovare una proprietà, migliorare il design fisico degli spazi e aggiornare i servizi sono passaggi obbligati per gli hotel che vogliono rimanere al passo con le aspettative degli ospiti. Tuttavia, oggi i brand si trovano a dover navigare tra forze di mercato complesse: da un lato l’inflazione e i problemi della catena di approvvigionamento che aumentano i costi, dall’altro i profondi cambiamenti nel comportamento dei clienti post-pandemia.
Di fronte a queste sfide, la pianificazione degli investimenti (CAPEX, i fondi utilizzati da un’azienda per acquistare, migliorare o mantenere immobilizzazioni materiali e immateriali a lungo termine, ndr) diventa cruciale. Non si tratta più solo di sostituire la moquette o ridipingere le pareti, ma di capire quale direzione prenderà l’ospitalità nel prossimo decennio per garantire il massimo ritorno sull’investimento.
Il gradiente del design alberghiero.
Secondo gli esperti, esiste un “gradiente del design alberghiero”: le tendenze in voga spesso nascono nel segmento lusso o boutique e poi si disperdono verso l’esterno, influenzando i segmenti midscale e select service man mano che guadagnano popolarità.
Alessandro Munge, fondatore dello Studio Munge e pluripremiato designer di hotel, sottolinea come il settore del lusso stia guidando una nuova narrazione. “Spesso pensiamo che il settore del lusso traini le tendenze, ma l’influenza è reciproca“, osserva Munge. “Lobby e lounge bar come luoghi di socializzazione e divertimento aperte non solo agli ospiti degli hotel”, spiega poi, “sarebbero modelli ispirati a brand più accessibili che vengono recuperati e tradotti anche dal lusso più consolidato. C’è una nuova generazione di hotel a quattro e cinque stelle in ascesa che è molto più sociale e rilassata”.
L’ascesa del “lusso sociale”.
Il design sta abbandonando la rigidità formale del passato. Il lusso non deve essere “ingessato” ma creare un’esperienza ospite a più livelli, molto più coinvolgente, connettiva e, in ultima analisi, redditizia per l’hotel.
In un’economia basata sull’esperienza, gli ospiti sono più sensibili che mai al buon design e non si accontentano più di approcci standardizzati. L’accentuata competizione locale spinge gli hotel a creare impressioni forti sia digitali che fisiche: puntare a un design di valore non può più essere ignorato se si vuole guidare la soddisfazione dell’ospite e le prenotazioni.
Modelli ibridi e lifestyle.
Guardando al futuro, lo sviluppo si sta spostando verso il settore a uso misto, che coincide con l’evoluzione del segmento lifestyle. Non si tratta più solo del valore della camera, ma della cristallizzazione di un insieme di valori. Brand come Equinox, 1 Hotels, EDITION e Nobu ne sono esempi lampanti.
A causa del forte richiamo di questi marchi, si assiste a un aumento dello sviluppo residenziale brandizzato (branded residences). Il concetto è semplice: i gruppi alberghieri estendono la loro identità e i loro servizi al mercato immobiliare residenziale. Questo modello ibrido hotel-residenza dovrebbe essere sul tavolo di ogni sviluppatore: compensare i costi iniziali di un design sofisticato o di nuove strutture benessere con la vendita di unità condominiali può generare flussi di entrate basali per i servizi in loco.
Il prossimo decennio sarà quindi all’insegna della reinvenzione. La comunità del design dovrà colmare il divario tra ristrutturazione e innovazione in modo intelligente, ridefinendo il prodotto camera e riesplorando cosa significhi la fedeltà al brand per il consumatore moderno.
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Questo articolo è liberamente ispirato al capitolo Budgeting for Current and Upcoming Hotel Design Trends, tratto dal libro Total Hotel Mogel: Essays on Hotel Profitability (2024) di Adam Mogelonsky & Larry Mogelonsky.
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In apertura: il The James a Firenze.
