Patrick Pistolesi, la mixology oltre il cocktail bar. Dal ready-to-drink alla suite.

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Con lo Speronari 75, Patrick Pistolesi porta la sua idea di mixology d’autore nelle suite di Speronari Suites, reinterpretando il French 75 attraverso un dialogo tra Milano, Italia e Giappone.


Milano accoglie per la prima volta The World’s 50 Best Bars 2026 e Speronari Suites sceglie di celebrare l’appuntamento con un progetto dedicato alla mixology internazionale. Protagonisti sono Patrick Pistolesi, bartender e mixologist italo-irlandese tra i protagonisti dell’evoluzione della cultura della miscelazione in Italia, Coqtail – for Fine Drinkers e Classy Cocktails, brand italiano di ready-to-drink fondato dallo stesso Pistolesi.

Il ristorante El Porteño Gourmet, uno dei contesti dove è possibile assaggiare Speronari 75, il cocktail in edizione limitata creato da Pistolesi.

Da questa collaborazione nasce Speronari 75, cocktail in edizione limitata pensato per Speronari Suites e disponibile sia al cocktail bar di El Porteño Gourmet, sia nelle 22 suite della struttura. Un passaggio significativo, perché la mixology d’autore esce dal luogo tradizionale del cocktail bar e diventa parte dell’esperienza privata dell’ospitalità.

Il punto di partenza è il French 75, grande classico della miscelazione, reinterpretato attraverso Presobene Gin, lime, Champagne, Supasawa, sake allo yuzu, zucchero di canna e acqua. Il risultato mette in relazione l’identità milanese di Via Speronari con quella di Ginza, a Tokyo, accomunate da una tradizione artigiana legata alla lavorazione dei metalli. Nel bicchiere, il carattere mediterraneo e salino del gin incontra l’umami del sake e le note agrumate dello yuzu.

Speronari Suites. Il bar dentro la camera.

Nel cuore di Milano, a pochi passi dal Duomo, Speronari Suites interpreta l’ospitalità contemporanea attraverso 22 camere e suite, una zona wellness e il ristorante El Porteño Gourmet. Tra design, comfort e cura dei dettagli, anche la mixology diventa parte importante dell’esperienza dell’ospite, non soltanto come servizio al bancone, ma come elemento capace di entrare nella dimensione più privata del soggiorno.

Con Pistolesi abbiamo approfondito il percorso che sta dietro a questo cocktail e, più in generale, la trasformazione che sta portando la cultura del bere bene oltre il bancone.

Speronari Suites. Un ambiente della suite Duplex.

we. Come nasce lo Speronari 75 e quanto conta, nella costruzione di un cocktail, riuscire a raccontare l’identità di un luogo?

Il mio percorso creativo è sempre molto istintivo. Dopo tanti anni di carriera, per me costruire un cocktail è un po’ come leggere uno spartito: riconosci le note, capisci gli equilibri e cerchi di interpretare quella musica attraverso la tua sensibilità e la tua esperienza. Nel caso dello Speronari 75, il punto di partenza è stato un cocktail di grande eleganza come il French 75, un classico internazionale e immediatamente riconoscibile. Allo stesso tempo, volevo che emergessero alcuni elementi che fanno parte della mia identità professionale e personale.

Il Giappone accompagna da molti anni il mio percorso e inevitabilmente influenza il mio modo di pensare la miscelazione. Da qui l’utilizzo del sake e dello yuzu, inseriti però senza stravolgere l’equilibrio e l’eleganza del drink originale. C’è poi una componente italiana importante, a partire dal gin, prodotto italiano di grande qualità. Il risultato vuole quindi mettere insieme mondi diversi: l’eleganza di un grande classico, la mia personale connessione con il Giappone e l’anima italiana.

In una struttura internazionale come Speronari Suites questo aspetto è particolarmente importante, perché il cocktail deve poter parlare a ospiti provenienti da tutto il mondo e, allo stesso tempo, raccontare qualcosa del luogo e delle persone che lo hanno creato. Alla fine non credo di aver “inventato” qualcosa di nuovo: ho preso un grande classico e l’ho reinterpretato. Dopo tanti anni dietro al bancone, probabilmente è proprio questo che mi interessa di più: rispettare una ricetta e la sua storia, ma riuscire comunque a farla suonare con la propria voce.

Speronari Suites. Classy Cocktails è il brand italiano di ready-to-drink creato da Patrick Pistolesi.

we. Lo Speronari 75 arriva anche nelle suite. Che cosa cambia quando un cocktail d’autore esce dal cocktail bar e viene consumato in un contesto privato?

Classy Cocktails nasce esattamente da questa idea: allargare i confini dei migliori cocktail bar e, in qualche modo, democratizzare l’arte del fine drinking. Dieci anni fa pensare di poter bere un cocktail di grande qualità al di fuori di un cocktail bar era quasi impensabile. Oggi i ready-to-drink sono diventati un fenomeno globale, anche se una parte importante del mercato è ancora costituita da prodotti mass market di qualità medio-bassa.

Io ho sempre voluto percorrere una strada diversa: creare cocktail ready-to-enjoy la cui qualità non fosse in discussione. Con Classy Cocktails lavoriamo utilizzando ingredienti di grande qualità e, soprattutto, rispettando le proporzioni e gli equilibri che utilizzerei preparando lo stesso drink dietro al bancone. Naturalmente cambia il contesto. Manca il bartender davanti a te, manca il gesto, manca una parte di quella ritualità che rende speciale il cocktail bar. Ma la sfida è proprio questa: fare in modo che, nel momento in cui versi quel cocktail nel bicchiere, quelle sensazioni possano in qualche modo tornare.

Il cocktail deve poter parlare a ospiti provenienti da tutto il mondo e raccontare anche qualcosa del luogo e delle persone che lo hanno creato.

we. In un ready-to-enjoy il bartender non è più davanti all’ospite. Come si trasferiscono qualità, equilibrio e identità dentro il prodotto?

La sfida principale è non accettare compromessi. Se togliamo il bartender e la preparazione live, è il liquido che deve parlare completamente da solo. Per questo la qualità degli ingredienti, il bilanciamento della ricetta e la costanza del prodotto diventano ancora più importanti. Il cocktail deve essere esattamente come lo abbiamo immaginato, indipendentemente da dove venga consumato. Per me poi l’identità è altrettanto fondamentale. Un ready-to-enjoy non deve essere semplicemente “un cocktail già pronto”: deve avere una personalità riconoscibile e raccontare la stessa idea che racconterebbe se fosse servito al bancone.

Speronari Suites. La suite Ken Scott Experience, dedicata al famoso stilista statunitense Ken Scott e realizzata con i tessuti di Mantero.

Nel caso di Speronari, inoltre, abbiamo potuto lavorare su una ricetta customizzata, pensata specificamente per questa collaborazione. È una delle possibilità che trovo più interessanti di questo modello: creare un prodotto su misura per un hotel, un brand, un luogo o un’occasione particolare.

we. Il ready-to-drink sta quindi diventando un nuovo modo di vivere la mixology?

Credo che ci sia ampio margine di manovra. Non penso che i cocktail ready-to-enjoy debbano sostituire il cocktail bar, perché sono due esperienze differenti. Credo invece che possano moltiplicare le occasioni in cui possiamo bere bene. Un cocktail perfettamente realizzato può essere bevuto a casa guardando la propria serie preferita, con gli amici durante una chiacchierata, leggendo un libro, nel relax di un bagno caldo, a bordo piscina, durante un picnic, oppure, come in questo caso, nella suite di un hotel.

Ovunque non ci sia il tuo mixologist preferito, un grande cocktail pronto può diventare un modo per portare con sé una parte di quell’esperienza. È anche per questo che, con Classy Cocktails, abbiamo sviluppato mondi differenti: la linea dei grandi classici, una linea sparkling e la linea analcolica, che abbiamo chiamato No Regrets. A queste si aggiunge la possibilità di sviluppare ricette custom per clienti e occasioni particolari, come abbiamo fatto con Speronari.

we. Qual è allora il futuro di questo modello, soprattutto nel rapporto tra beverage e hospitality?

Credo che il futuro sia proprio nella possibilità di portare la cultura del bere bene in molti più luoghi, momenti e occasioni. Non si tratta di sostituire l’esperienza del bar, ma di estenderla. L’hospitality può essere uno degli spazi più interessanti in questa evoluzione, perché permette di costruire esperienze diverse intorno al cocktail: al ristorante, al bar, ma anche nella dimensione più privata della suite.

Lo Speronari 75 nasce proprio con questa logica. È una ricetta pensata per un luogo preciso, con una sua identità, e allo stesso tempo può essere vissuta in contesti differenti. È questo che trovo interessante: il cocktail rimane riconoscibile, ma cambia il momento nel quale viene consumato. La mixology, in fondo, non deve necessariamente rimanere dietro a un bancone. Può accompagnare nuove forme di ospitalità e nuovi momenti di consumo, mantenendo al centro quello che per me resta essenziale: la qualità del bere.

***

In apertura: Il bar di El Porteño Gourmet.

ph Courtesy Speronari Suites

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