Ci sono casi in cui le regole dell’hôtellerie si capovolgono. In cui sono gli hotel a fare la destinazione e a richiamare centinaia di visitatori. Molto più di quanto non faccia la meta.
“Hotel che fanno destinazione. Quando la struttura ricettiva diventa la meta”. Si intitolava così il panel andato in scena durante la sesta edizione di Destination Lab, organizzata da Teamwork Hospitality, con protagonisti Vito Spalluto (managing director di 7Pines Resort Sardinia), Gianvito Mangano (proprietario del Canne Bianche Lifestyle Hotel) e Biagio Spagnuolo (general manager del Sant’Angelo Matera).
Un titolo che noi di we:ll magazine abbiamo consapevolmente ‘rubato’, proprio per la sua perfetta aderenza al tema di questo articolo: sono gli hotel, spesso e volentieri, a fare la destinazione (più della destinazione stessa!). Scopriamo in che modo questi tre gioielli dell’hôtellerie hanno saputo distinguersi dalla concorrenza, al punto da invogliare centinaia di ospiti a tornare, ogni anno. A prescindere dalla meta.
7Pines Resort Sardinia. In gita con il pastore.
7Pines Resort Sardinia nasce nella Gallura, a tre chilometri dalla Costa Smeralda, nel 2022. Un resort fronte mare immerso nei profili naturali di Baja Sardinia, con suggestivi sentieri che si snodano attraverso ampi giardini profumati, fino a raggiungere spiagge appartate. Qui, la tradizione si unisce a un comfort raffinato e senza sforzo, in perfetta armonia con il mare dalle sfumature cangianti, la sabbia dorata e l’atmosfera di assoluta tranquillità.
“Siamo una compagnia e abbiamo uno spirito internazionale. Quando siamo arrivati in Sardegna abbiamo trovato un territorio in cui l’internazionalità era già forte – spiega Vito Spalluto -. Se avessimo tentato di affermarci usando il modello di business già in voga, probabilmente, non avremmo avuto successo. Per questo abbiamo scelto un’altra soluzione: un resort immerso nel territorio e in armonia con esso. Abbiamo coinvolto architetti sardi nella scelta dei materiali, del team e delle esperienze da proporre. E poi c’è il nostro ristorante gourmet, Capogiro, insignito proprio quest’anno della stella Michelin”.
Capogiro è il regno di chef Pasquale D’Ambrosio, che propone una cucina mediterranea “intessuta dei profumi della tradizione gastronomica dell’isola, in cui prevale l’uso di materie prime locali e tecniche di cottura che ne conservano freschezza, gusto e qualità”. 7Pines, per dirlo in altri termini, ha cucito la filosofia del resort addosso alla fisionomia del territorio, ai suoi prodotti e alle sue materie prime. “Proponiamo ai nostri ospiti esperienze uniche; una su tutte, la gita col pastore. Cerchiamo di attrarli non con esperienze dal respiro internazionale, ma con proposte autentiche, che a casa loro non potrebbero vivere. Offriamo loro il territorio, la Sardegna“.
I numeri sembrano confermare la lungimiranza della direzione intrapresa. “Di anno in anno registriamo un +30% di prenotazioni. Direi che 7Pines Resort Sardinia ormai ‘fa destinazione’ perché abbiamo saputo colpire l’impatto emotivo, il cuore degli ospiti. Oggi, il vero lusso è trasformare ciò che è materiale in una sensazione immateriale. Noi ci siamo riusciti”.
///
Canne Bianche Lifestyle Hotel. Non si può essere tutto.
“L’ospite, oggi, ricerca la non ripetibilità delle esperienze: wellness, food and beverage, design. Il wellness, in modo particolare, deve tradursi in tutti gli elementi dell’hotel: dalla luce al tono di voce dello staff. Si tratta del messaggio più difficile da trasmettere, perché passa attraverso le sensazioni“. Così Gianvito Mangano, proprietario del Canne Bianche Lifestyle Hotel, presenta la sua struttura: un boutique hotel cinque stelle lusso sulla costa dorata di Torre Canne di Fasano, nel cuore della Puglia più autentica.
“Il percorso per diventare destinazione è stato organico – svela -. Ci siamo chiesti come poter vendere di più in un territorio in cui, anni fa, non c’era un turismo internazionale. Abbiamo cambiato approccio, smettendo di domandarci come vendere e interrogandoci, invece, sul perché le persone dovessero scegliere noi. In quel momento è cambiato tutto. Abbiamo puntato sulla coerenza del messaggio, che deve essere unico e ben chiaro. Abbiamo trasformato il prodotto in un’esperienza. Ma soprattutto, abbiamo abbracciato un’identità forte, non negoziabile. Non si può essere tutto, e su questa consapevolezza si basa la nostra forza”.
Da queste premesse, l’inizio di un lavoro certosino. “Abbiamo lavorato moltissimo sul design, un aspetto su cui molte strutture cadono. Per noi, il design è ciò che ti fa stare bene senza che tu ne comprenda pienamente il motivo – dice -. Poi c’è la parte esperienziale, su cui abbiamo puntato parecchio. Siamo partiti dall’individuare provider di esperienze territoriali. Per non cadere nella banalità, ci siamo concentrati non tanto sull’esperienza intesa in senso materiale, ma sulle persone: la massaia, l’agricoltore. Persone che fanno quello che fanno non per il turismo, e che, per tale ragione, rappresentano una perfetta porta d’accesso al territorio. Sono loro a poter trasmettere un’emozione al turista che li viene a trovare. Più di tante altre esperienze”.
///
Sant’Angelo Matera.
“Siamo stati il primo albergo diffuso a Matera. Nel 1998 abbiamo avuto l’idea di portare i turisti in una destinazione che, all’epoca, era abbandonata e spopolata. Nel nostro caso, l’hotel fa destinazione ma la destinazione fa l’hotel. Abbiamo scoperto, come Sant’Angelo e come Matera, di avere tanto da dire”. Traspare un’inevitabile punta di orgoglio dalle parole di Biagio Spagnuolo, general manager del Sant’Angelo Matera, albergo diffuso situato nel cuore del Sasso Caveoso, il quartiere più iconico dei Sassi di Matera.
“Qui non vendiamo camere ma pezzi di storia – aggiunge -. Le scelte che prendiamo, ormai da due generazioni, sono sempre guidate dal rispetto per il territorio che ci ospita. Usiamo una luce soffusa per le camere, così da esaltare la bellezza dei Sassi, e soprattutto non chiudiamo l’albergo, perché siamo un patrimonio Unesco e i visitatori hanno il diritto di entrare”.
L’obiettivo, sin da subito, è stato quello di differenziare la proposta dalla concorrenza. “Non bisogna stereotipare le attività che si propongono all’ospite. Per questo, abbiamo scelto di individuare persone che potessero raccontare ai turisti la nostra storia. Il nostro vero lusso, il motivo per cui siamo scelti, è il racconto della quiete, della diffusione dell’albergo, ed è anche la totale assenza di qualsiasi tipo di ostentazione. Non ostentiamo anche perché non potremmo farlo: non abbiamo marmo, né oro, né opulenza. Abbiamo però il giro in ape, la passeggiata notturna per le vie di Matera ed esperienze che altrove non esistono“.
***
In apertura: da sinistra, Canne Bianche Lifestyle Hotel, 7Pines Resort Sardinia e Sant’Angelo Matera.
