Horeca, la fotografia del 2026. Hotel e bar in calo, vola l’extra alberghiero.

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L’Horeca italiano cambia volto: in dieci anni gli alberghi sono diminuiti, mentre le strutture extra-alberghiere sono passate da 22mila a 40mila. Crescono anche i ristoranti, mentre i bar continuano a perdere terreno. Al 30 giugno 2026 il comparto conta circa 332mila imprese e vale 108 miliardi di euro.

In dieci anni l’Horeca italiano ha cambiato faccia. Gli alberghi sono diminuiti, le strutture extra-alberghiere sono quasi raddoppiate, i ristoranti sono cresciuti mentre i bar hanno perso terreno. È la fotografia del comparto al 30 giugno 2026, costruita sui dati consuntivati del primo semestre dell’anno, di nostra elaborazione (fonti Fipe e Federalberghi).

La Tiara di Cervo, con le due piscine panoramiche protese verso la Costa Smeralda. Nel 2026, gli alberghi operativi sono circa 22mila, a fronte dei circa 24mila nell’anno 2016.

Alberghi e strutture extra-alberghiere.

Gli alberghi attualmente operativi sono circa 22mila, a fronte dei circa 24mila nell’anno 2016, con un decremento dell’8%. Le strutture extra-alberghiere attualmente operative sono 40mila, a fronte delle 22mila circa nell’anno 2016, con un incremento del 79%. Una curiosità numerica emerge e fa riflettere. Ci sono tanti alberghi oggi (anno 2026) quanti esercizi extra-alberghieri c’erano nell’anno 2016: 22mila. Con la differenza che, in un decennio, gli alberghi sono diminuiti dell’8% e le strutture extra-alberghiere sono aumentate del 79%. Da solo, questo dato basterebbe a innescare una riflessione profonda circa le mutazioni di scenario evolvente.

Stube & Bar, il ristorante di Castel Badia. Sotto, focus su arredi e dettagli delle camere. ph courtesy Castel Badia

Ristoranti e bar.

I ristoranti attualmente operativi sono circa 165mila, a fronte dei circa 135mila nell’anno 2016, con un incremento del 22%. I bar attualmente operativi sono circa 105mila, a fronte dei circa 123mila di dieci anni fa (-14%). Il totale del comparto Horeca (ospitalità e ristorazione), con esso intendendo la somma dei quattro settori analizzati, evidenzia una numerica di 332mila imprese attualmente attive, a fronte di circa 304mila attive nell’anno 2016, con un incremento del 9%.

Nel nostro Bel Paese il comparto Horeca vale circa 108 miliardi di euro e impiega 1,6 milioni di addetti. Questi dati evidenziano il ruolo strutturale dell’Horeca nel nostro tessuto produttivo, in una fase che, tuttavia, si caratterizza per una transizione complessa a fronte delle guerre in corso e del conseguente, temibile shock petrolifero.

La terrazza dell’Hotel Eden, storico cinque stelle romano di Dorchester Collection. Sotto, la facciata e l’ingresso della struttura.

Le forme giuridiche delle imprese.

Diamo ora uno sguardo alle forme giuridiche delle imprese. Cresce il numero di società di capitali (Spa e Srl), e ciò lascia agevolmente intendere che vi è una vistosa tendenza verso un sistema imprenditoriale più strutturato. L’aumento numerico più consistente riguarda gli alberghi, dove le società di capitali hanno superato il 52%, seguiti dai ristoranti (31% circa) e dai bar, che spiccano un salto importante: dall’8% dell’anno 2016 al 18% dello scorso anno. Le strutture extra-alberghiere con natura giuridica di società di capitale sono invece il 28% circa.

Prima di procedere con una successiva chiave di lettura, a beneficio di una comprensione rapida riepiloghiamo qui di seguito le classi d’impresa: microimprese, piccole imprese, medie imprese, grandi imprese. La microimpresa ha meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di euro di fatturato. La piccola impresa occupa meno di 50 dipendenti e ha un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro. La media impresa occupa meno di 250 dipendenti e ha un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro. La grande impresa occupa più di 250 dipendenti e ha un fatturato superiore a 50 milioni di euro.

Ciò premesso, tra i ristoranti prevalgono le microimprese, che sono circa il 66% del totale; seguono le piccole imprese con il 17% circa, poi le medie imprese con il 13%; infine, sono appena il 4% le grandi imprese costituite pressoché totalmente dalle catene di ristorazione.

Cresce il numero di società di capitali. L’aumento numerico più consistente riguarda gli alberghi (52%), seguiti dai ristoranti (31%) e dai bar (18%). ph Canva

Cosa ci riserva il futuro.

Quali sono le prospettive per il biennio secondo semestre 2026 – primo semestre 2028? Anche qui, sentieri divergenti. I due settori con le migliori previsioni di fatturato reale nel suddetto biennio sono le strutture extra-alberghiere, con un +9%, e l’alberghiero propriamente inteso con un +7%. Si prospettano contrazioni, sebbene leggere, nell’ordine dell’1% per bar e ristoranti. Il MOL (Margine Operativo Lordo) è previsto in aumento per alberghi, strutture extra-alberghiere e ristorazione, con flussi di cassa in miglioramento soprattutto per quest’ultimo settore.

In conclusione, con sguardo d’insieme sul comparto Horeca, sono quattro i fattori critici. Primo fattore critico: aumento dei salari, reso praticamente indifferibile, stante la forte presenza del secondo fattore critico: difficoltà di reperimento di personale qualificato. Terzo fattore critico: instabilità dei prezzi delle materie prime, soprattutto a causa delle guerre in corso e, ad esso correlato, il quarto fattore critico: pressione sui costi operativi.

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