Tra le colline del Chianti Classico, un borgo medievale con otto secoli di storia dimostra come il vero lusso non risieda nell’eccesso, ma nella capacità di preservare un’identità autentica. La nostra intervista a Guido Rossi Monti, Board Member e Hospitality Strategy Director di Borgo Vescine.
Arroccato tra le colline di Radda, nel cuore del Chianti Classico, Borgo Vescine non è un semplice hotel a cinque stelle, ma un piccolo villaggio medievale con oltre ottocento anni di storia resi vivi dal ritmo lento e autentico della campagna toscana. Piuttosto che offrire una parentesi staccata dalla realtà, le sue ventotto camere ricavate negli edifici storici, gli uliveti e la piazza centrale invitano gli ospiti a ritrovare la bellezza del condividere il tempo e le tradizioni. Un’idea di accoglienza lontana dagli schemi del lusso formale, come ci ha raccontato Guido Rossi Monti, Board Member e Hospitality Strategy Director, nella nostra intervista.
we. Borgo Vescine unisce storia, autenticità e ospitalità di alto livello. Qual è la filosofia che guida ogni decisione nella gestione della struttura?
Ho sempre creduto che un grande hotel debba avere una personalità, non semplicemente standard elevati. Per questo, ogni decisione che prendiamo a Borgo Vescine nasce dal desiderio di proteggere l’identità del luogo e, allo stesso tempo, offrire un livello di ospitalità all’altezza delle aspettative di un viaggiatore internazionale. Nel lusso è facile aggiungere elementi, è molto più difficile capire cosa preservare. Per noi la priorità è mantenere intatta l’identità del borgo, migliorando continuamente il livello dell’ospitalità senza alterare il carattere del luogo. Credo che oggi il vero lusso non sia impressionare l’ospite, ma permettergli di vivere qualcosa che non potrebbe trovare altrove.
we. Quali sono le principali aspettative degli ospiti internazionali che scelgono il Chianti oggi e come sono cambiate negli ultimi anni?
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento molto evidente. Il viaggiatore internazionale non cerca più solamente un albergo di livello elevato, ma desidera vivere una destinazione in modo autentico. La privacy, il benessere e la qualità del servizio rimangono elementi imprescindibili, ma oggi assumono la stessa importanza le esperienze genuine, il rapporto con le persone del territorio, la cucina locale, il vino, i ritmi più lenti e la possibilità di sentirsi parte di una comunità, anche solo per pochi giorni. L’ospite di oggi è inoltre molto più informato e consapevole: riconosce immediatamente ciò che è autentico da ciò che è costruito esclusivamente per il turismo.
we. In che modo il resort valorizza il legame con il territorio, dalle tradizioni locali all’enogastronomia, per offrire un’esperienza autentica?
Il territorio non rappresenta semplicemente lo scenario del soggiorno, ma ne costituisce il contenuto. Collaboriamo con produttori locali, aziende vitivinicole, artigiani e professionisti che raccontano il Chianti attraverso il proprio lavoro. Anche la proposta gastronomica segue questa filosofia, privilegiando materie prime da noi prodotte e locali assieme ad una cucina che valorizza la tradizione senza rinunciare a un approccio contemporaneo. Abbiamo inoltre recuperato piccoli rituali che appartenevano alla vita del borgo, come il suono della campana al tramonto che richiama gli ospiti nella piazza principale. Sono gesti semplici, ma contribuiscono a creare quel senso di appartenenza che rende memorabile un soggiorno.
we. Qual è stata la sfida più significativa che hai affrontato alla Direzione di Borgo Vescine e quale insegnamento ne hai tratto?
La sfida più importante è stata accompagnare Borgo Vescine nel suo percorso di riposizionamento nel segmento del lusso, mantenendo però intatta la sua identità. Elevare gli standard non significa semplicemente aumentare i servizi o investire nelle infrastrutture. Significa costruire una cultura dell’ospitalità condivisa da tutto il team, nella quale ogni persona comprende il valore del proprio contributo all’esperienza dell’ospite. Sono convinto che il lusso, da noi, non nasce dai dettagli presi singolarmente, ma dalla coerenza con cui ogni dettaglio viene vissuto quotidianamente da tutta l’organizzazione.
Nel lusso è facile aggiungere elementi, è molto più difficile capire cosa preservare.
we. La sostenibilità è diventata un tema centrale nell’hôtellerie di lusso. Quali iniziative avete adottato per coniugare rispetto del territorio e qualità dell’esperienza degli ospiti?
Credo che la sostenibilità debba essere prima di tutto concreta e credibile. Per noi significa valorizzare il patrimonio storico del borgo, limitare gli sprechi, collaborare con fornitori del territorio, promuovere produzioni locali e favorire un turismo rispettoso dei ritmi e delle caratteristiche del Chianti. Anche il recupero di un borgo storico rappresenta una forma di sostenibilità: conservare un patrimonio esistente, anziché costruire nuove strutture, significa preservare il paesaggio e l’identità del territorio per le generazioni future.
we. Quali sono gli elementi che distinguono Borgo Vescine rispetto ad altre destinazioni di charme nel Chianti e in Toscana?
Ciò che rende Borgo Vescine davvero unico è il fatto che la sua autenticità non è stata creata, ma semplicemente preservata. Molte strutture ricreano un’atmosfera toscana; qui l’atmosfera nasce spontaneamente dalla storia del luogo. Passeggiare tra le vie del borgo significa attraversare secoli di storia ancora perfettamente integrati nella vita quotidiana. A questo si aggiunge una dimensione molto intima: con poche camere, possiamo offrire un livello di personalizzazione difficilmente replicabile in realtà più grandi. Ogni ospite viene accolto come una persona, non come un numero.
we. Guardando al futuro, quali progetti o sviluppi immagini per il resort nei prossimi cinque anni e come vedi evolversi il concetto di ospitalità di lusso?
Il nostro obiettivo è continuare a rafforzare il posizionamento internazionale di Borgo Vescine, mantenendo però la sua anima. Vogliamo ampliare l’offerta di esperienze, investire ulteriormente nella qualità del servizio, sviluppare collaborazioni con partner internazionali e consolidare la presenza nei principali circuiti del lusso. Più in generale, credo che l’ospitalità di lusso evolverà verso una personalizzazione sempre più profonda. La tecnologia renderà il servizio più efficiente, ma il valore umano diventerà ancora più centrale. L’intelligenza artificiale potrà anticipare preferenze e semplificare molti processi, ma saranno sempre l’empatia, la capacità di ascolto e le relazioni autentiche a fare la differenza.
we. Che cosa è per te il lusso?
Per me il lusso non coincide con l’eccesso. Il lusso è il privilegio di vivere qualcosa di autentico, raro e profondamente personale. È il tempo dedicato alle persone, il silenzio di un paesaggio che non è cambiato nei secoli, una conversazione sincera con chi conosce davvero il territorio, un servizio capace di anticipare un desiderio senza risultare invadente. In definitiva, il lusso non consiste nell’avere di più, ma nel vivere meglio. Ed è proprio questa la direzione verso cui credo debba continuare a evolversi l’ospitalità contemporanea.
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In apertura: Borgo Vescine visto dall’alto.
ph courtesy Borgo Vescine
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A Luxury Hospitality Conference a Milano, Guido Rossi Monti si confronterà in un panel con i progettisti Francesco Lupoi, Daniela Baldo e il manager Gianluca Valsesia sul concetto di lusso oggi e come offrire nuove esperienze autentiche all’ospite.
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