Relais Histò San Pietro sul Mar Piccolo. Così nascono i sogni.

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Dall’intuizione visionaria dell’imprenditore Giovanni Colomba è nato il Relais Histò San Pietro. Un gioiello tarantino che, nel tempo, ha rivelato tesori nascosti come una villa greco-romana, una basilica paleocristiana, un frantoio ipogeo e persino un acquedotto perfettamente conservato.

Taranto possiede tutto ciò che serve per diventare una meta turistica strategica. Mare e paesaggi di rara bellezza, storia millenaria, beni culturali, tradizioni radicate ed eccellenze enogastronomiche. Tuttavia, la città continua a restare ai margini delle rotte più battute, penalizzata da anni di politiche ambientali controverse e dalle note vicende legate al polo siderurgico, che l’hanno resa protagonista suo malgrado.

Eppure, i dati più recenti sulla qualità dell’aria raccontano un’altra storia: Taranto oggi è più vivibile di molte città italiane ed europee. Una base ideale per esplorare la Puglia e le vicine Basilicata e Calabria, forte di una posizione privilegiata e di un rapporto qualità-prezzo che sorprende.

Relais Histò San Pietro. Lo spazio outdoor e il chiostro del ristorante La Lanternaìa.

Alle porte della città si apre il Mar Piccolo, una laguna costiera unica nel suo genere, capace di avvolgere Taranto in una luce inconfondibile. Qui convivono acqua dolce e salata, grazie a 34 citri (sorgenti sottomarine di acqua dolce, ndr) che affiorano dal sottosuolo e che regolano salinità e temperatura, alimentando un ecosistema di straordinaria biodiversità. Dal 2020 l’area è Parco regionale, un riconoscimento fondamentale per la tutela del territorio e per lo sviluppo di un turismo ambientale consapevole.

Nelle giornate di primavera e nelle sere d’estate, gli ospiti possono accedere a una terrazza con vista panoramica sull’Ottagono, un’antica struttura che simboleggia la connessione tra terra e cielo.

Relais Histò San Pietro: uno scrigno di tesori.

È in questo scenario che nasce la storia del Relais Histò San Pietro, una delle strutture più affascinanti del territorio. Tutto comincia con una passeggiata lungo l’antico tracciato della via Appia: un momento qualunque che per Giovanni Colomba, titolare del relais, diventa un’epifania. Tra i ruderi di una masseria sente un’energia che lo travolge. Da lì la decisione di acquistare e recuperare l’intera area, che nel tempo rivela tesori inattesi: una villa greco-romana, una basilica paleocristiana, un frantoio ipogeo, un antico convento con le sorgenti del fiume Cervaro e persino un acquedotto perfettamente conservato.

La trasformazione in struttura ricettiva arriva solo anni dopo, grazie all’incontro con il designer Alessandro Agrati, fondatore di CULTI, creativo eclettico e visionario. L’intesa è immediata: insieme decidono di dare vita a qualcosa di unico nel territorio jonico, allora ancora poco conosciuto. Nel 2008 inaugura la prima parte del progetto: 48 camere, di cui 15 suite, ricavate nella zona nobile della tenuta. Ma il lavoro non si ferma. Più che costruire, Giovanni e Alessandro riportano alla luce ciò che il tempo aveva nascosto.

La SPA di1.750 metri quadrati sorge dove, un tempo, c’erano un ovile e l’alloggio del pastore.

Un luogo bucolico, tra romanità e modernità.

“Quando gli studi ci hanno rivelato che 3.000 anni fa, qui, sorgeva una villa di delizie, l’idea di farla rinascere è stata naturale”, racconta Giovanni. Nasce così la SPA di Histo: 1.750 metri quadrati di benessere dove un tempo c’erano un ovile e l’alloggio del pastore. Oggi l’area include anche gli antichi bagni romani e l’impluvium, una laguna di acqua salata purificata con ozono.

Alla domanda su cosa lo abbia spinto a dedicare la vita a questa struttura, Giovanni risponde senza esitazioni: “Sono rimasto fulminato dall’energia di questi luoghi, dalla stratificazione storica, dalla posizione. Pensare che qui si sono succeduti un villaggio greco, una villa romana, un rifugio per pastori e infine una masseria, è stato travolgente”. Da qui la scelta green di investire anche nell’orto, che oggi copre il 90% del fabbisogno della cucina, nel recupero delle piante alimurgiche e nella piantumazione di 1.200 nuovi ulivi che si aggiungono a quelli secolari.

Adriana Loffredo e Giovanni Colomba, fondatori e gestori del relais.

“La conduzione familiare è la nostra forza”.

Accanto alla sua visione c’è la competenza manageriale di Adriana, ingegnere aeronautico, che oggi guida l’ospitalità con la stessa precisione dei calcoli aerodinamici. E c’è l’energia del nipote Giovanni Junior, Direttore Sales & Marketing, che porta nuova linfa al progetto. “La conduzione familiare è la nostra forza – spiega Adriana – e quando parlo di famiglia intendo anche il nostro personale, tutto locale e assunto a tempo indeterminato. Crediamo in un benessere allargato, che riguardi anche chi lavora con noi. Per questo curiamo molto la politica retributiva e gli incentivi“. I risultati confermano la scelta: turnover bassissimo e fatturati in crescita a due cifre da quando la gestione è tornata diretta.

Le iniziative non si fermano e per il prossimo futuro Adriana e Giovanni ci parlano di un nuovo progetto di recupero del grandioso frantoio ipogeo, che utilizza il principio termico delle grotte per mantenere una temperatura costante, dell’istituzione di un museo dell’acqua con possibilità per gli ospiti di un’immersione multimediale e persino di zone benessere dedicate ai nostri amici a quattro zampe.

Benessere e sostenibilità restano le parole chiave di Histò. Perché non può esserci benessere senza rispetto dell’unicità della persona, e non può esserci sostenibilità senza un uso intelligente della tecnologia e una relazione armoniosa con la natura. Vivere nella natura, ispirarsi alla natura: un’esperienza che, nel relais, diventa quotidiana.

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In apertura: Relais Histò San Pietro, un gioiello nel cuore di Taranto.

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