Micro stanze, grande atmosfera. Now Now Hotel a New York.

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In città lo spazio è un lusso e così la nuova formula del capsule hotel prende forma a Manhattan al Now Now Hotel con camere da 10 metri quadrati, opere di artisti locali e un intero piano riservato alle donne.

Nel centro di Manhattan c’è un hotel alla portata di tutti all’interno di una storica pensione degli inizi Novecento. Dopo un’importante ristrutturazione l’edificio accoglie ora camere da 10 metri quadrati alcune con opere di artisti locali, bagni in comune, un piano riservato alle donne e con disposizione a noleggio per gli ospiti Game Boy, iPad e macchine fotografiche d’epoca. Un hotel con 180 cabine letto dal design giocoso, che evoca l’atmosfera dei vecchi vagoni ferroviari europei ma l’innovazione degli hotel a capsule giapponesi. Camere dalle dimensioni ridotte che non sminuiscono la cura dei dettagli, l’ambientazione giocata su colori accesi e diverse finiture sul progetto tutto al femminile di Islyn Studio.

La hall attrezzata per il check in automatizzato.

Il passaggio fra i vari spazi interni evoca un mondo onirico costruito sulla giustapposizione di più elementi. La hall è un sorprendente gioco di materiali grezzi e naturali ma anche superfici lisce: un contrasto al tempo stesso onirico e concreto, che evoca un senso di mistero e meraviglia. La zona comune è caratterizzata da tonalità terrose, motivi organici ed elementi in vetro testurizzato che oscurano la vista dell’esterno. La generale sensazione di familiarità assomiglia a un sogno che crea uno spazio senza tempo e inaspettato.

Rispetto agli ostelli tradizionali e ai boutique hotel, Now Now NoHo, sesto hotel della compagnia Dovetail + Co guidata da Phil Hospod, risponde alla crescente domanda di soggiorno da parte di giovani viaggiatori e nomadi digitali nei quartieri centrali di destinazioni costose, dove le sistemazioni alberghiere convenzionali spesso richiedono sovrapprezzi significativi per l’occupazione della camera singola.

Nelle camere, su misura per ogni tipo di viaggiatore, ogni centimetro quadrato è stato sfruttato al massimo tramite la realizzazione personalizzata di ogni elemento, dai mobili ai materassi fino ai più piccoli servizi di comfort, compresa la tenda per coprire il letto come un nido protetto. La disposizione delle camere è stata attentamente studiata così come gli elementi d’arredo in base alle diverse azioni che possono comunque essere svolte in spazi ridotti.

Ogni cabina è dotata di un letto singolo con diversi vani portaoggetti, una scrivania, uno specchio e complementi. Al posto della finestra, in ogni cabina il controsoffitto è grigliato con pannelli acustici che consentono alla luce e all’aria di circolare.
Le pareti delle dieci camere Now or Never, più ampie di circa 5 metri quadrati rispetto a quelle standard, sono arricchite da opere di artisti e creativi locali tra cui Alyss Odle, Daniela Araya, Ella Barnes, Lori McMichael, Paul Wackers, Sohyun Lim, Ella Barnes e Zach Blumner, come installazioni personalizzate. I bagni, in comune, sono progettati per il benessere, con docce, servizi igienici, luci soffuse, materiali testurizzati e un design rilassante.

I bagni condivisi del Now Now Hotel di New York.

Dei quattro piani esistenti uno è appositamente riservato alla privacy di donne, persone transgender e gender-non-conforming, mentre al piano terra sono accessibili le camere per gli ospiti con mobilità ridotta. La formula d’hôtellerie mette a disposizione per i propri ospiti un programma di abbonamenti mensile o annuale e una speciale formula scontistica.

°°°

ph. Matt Kisiday.

In apertura, la hall del Now Now Hotel a New York studiata da Islyn Studio con tonalità terrose e motivi organici.

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