A Taormina, Mazzarò Sea Palace non è soltanto un hotel affacciato sul mare. È un progetto che porta il paesaggio dentro l’ospitalità e trasforma la Sicilia in una materia da abitare.
Stile misurato, attenzione a dettaglio, ascoltare il luogo e le richieste della committenza, in sintesi la progettualità di De.Tales, lo studio internazionale con sede a Milano fondato da Igor Rebosio e Giuseppe Varsavia, che ha ridisegnato gli spazi del Mazzarò Sea Palace secondo una nuova idea di accoglienza, più autentica, sensoriale e profondamente legata al genius loci.
Qui, nella Baia di Mazzarò a Taormina, il mare non è soltanto una vista. Diventa una componente del progetto, insieme alla luce, alla pietra lavica, alla ceramica, al legno e alla calce. Il paesaggio ionico, la presenza dell’Etna e la tradizione artigianale siciliana entrano negli interni senza trasformarsi in citazioni letterali, ma attraverso una grammatica fatta di texture, colori, geometrie e lavorazioni su misura.
Parte della collezione VRetreats e affiliato a The Leading Hotels of the World, il Mazzarò Sea Palace affronta così il tema dell’hospitality contemporanea partendo da una domanda precisa: come costruire un’identità internazionale senza perdere il carattere irripetibile di un luogo? La risposta di De.Tales è un progetto unitario che attraversa tutti gli spazi dell’hotel e costruisce una sequenza continua tra architettura, interior e paesaggio.
Dopo il restyling delle camere, completato lo scorso anno, l’intervento si estende oggi alla Lobby, all’Almarè Bar, ai ristoranti Armònia e Blum, alla terrazza panoramica Velvet e alla spiaggia privata. Non una semplice operazione di rinnovamento estetico, ma una ridefinizione complessiva dell’esperienza dell’ospite, dall’arrivo fino al mare.
Il concept guarda ai retreat mediterranei, reinterpretandone l’intimità con un linguaggio contemporaneo. Il lusso viene affidato alla qualità della materia, alla progettazione su misura e alla relazione con la natura, più che alla spettacolarità. Una scelta che restituisce al Mazzarò Sea Palace un’identità sofisticata e, allo stesso tempo, profondamente mediterranea.
Una nuova idea di arrivo.
La Lobby rappresenta il primo momento di questa nuova esperienza. Il progetto interviene sull’arrivo trasformandolo in una sequenza spaziale aperta e accogliente, nella quale la vista sul mare diventa protagonista. L’architettura circolare dello spazio viene sottolineata dal disegno radiale della pavimentazione, ripreso nella disposizione degli arredi e delle pareti.
La geometria viene ammorbidita da superfici tridimensionali che suggeriscono, senza rappresentarlo in modo esplicito, il movimento dell’acqua. Al centro, un tappeto custom in lana e seta introduce forme organiche, mentre il banco reception, caratterizzato da linee curve, combina intonaco a calce, pietra lavica e dettagli in pelle blu intrecciata a mano.
Anche l’illuminazione è parte integrante del progetto: corpi illuminanti custom dalle forme morbide e scultoree contribuiscono a creare una luce stratificata, capace di modificare la percezione dello spazio e accompagnare l’ospite dall’ingresso verso le aree dedicate al relax.
La stessa attenzione prosegue nella terrazza panoramica Velvet, pensata come un ambiente outdoor contemporaneo articolato tra lounge e chill dining.
Il design come esperienza.
All’interno del nuovo sistema di spazi, l’Almarè Bar assume il ruolo di cuore sociale dell’hotel. Il progetto lavora sulla riconoscibilità attraverso una serie di elementi fortemente caratterizzanti: rivestimenti geometrici blu che evocano la tradizione ceramica siciliana, un bancone rivestito da una superficie tridimensionale dall’effetto intrecciato, inserti in pietra lavica e dettagli metallici dalla finitura ottone.
Particolarmente significativo è il trattamento del soffitto, dove pannelli water effect, integrati con strutture in legno e tessuto forato, introducono una percezione dinamica e leggera. Il disegno degli interni si completa con isole lounge e tavolini circolari in marmo e pietra lavica smaltata.
Nel ristorante Armònia, invece, il progetto lavora sulla continuità tra interno ed esterno. Pareti curve e linee morbide definiscono uno spazio dall’identità mediterranea, nel quale il riferimento al territorio passa attraverso pavimentazioni, decorazioni e opere in ceramica realizzate secondo tecniche artigianali locali.
Le boiserie in legno cannettato corrono lungo le pareti e dialogano con la struttura lignea del soffitto, in continuità con il linguaggio dell’Almarè Bar. Gli arredi e i rivestimenti sono custom, confermando una delle caratteristiche più importanti dell’intervento: la progettazione su misura come strumento per costruire l’identità di un hotel.
Una nuova area buffet con show cooking si apre verso il mare e viene concepita come un volume autonomo, quasi una piccola architettura all’interno dell’architettura. Il rivestimento in legno e carta da parati definisce una sorta di “scatola blu”, elemento scenografico ma al tempo stesso funzionale.
Il lusso della misura.
Completamente rinnovato è anche il Blum, che amplia la propria esperienza introducendo per la prima volta un ambiente interno, oltre alla precedente configurazione esclusivamente outdoor. Qui il progetto assume un carattere più intimo e immersivo: pavimentazioni e tavolini in pietra lavica venati di blu, pareti in calce naturale e carte da parati ispirate al mondo marino costruiscono un’atmosfera raccolta.
La luce diventa nuovamente uno strumento progettuale. Elementi luminosi scultorei e un’illuminazione puntuale sui tavoli in pietra lavica dalle nuance blu contribuiscono a definire un ambiente sofisticato senza ricorrere a un lusso ostentato. Le sedute custom, nei toni chiari e naturali, completano una composizione calibrata e contemporanea.
È proprio nella capacità di dosare questi elementi che emerge la filosofia del progetto: il lusso non viene associato alla quantità, ma alla qualità dell’esperienza, alla cura del dettaglio e alla possibilità di riconoscere in ogni spazio una precisa intenzione progettuale.
Dall’hotel al paesaggio
La narrazione raggiunge infine la spiaggia privata, dove il progetto si fa più discreto per lasciare spazio al paesaggio. L’architettura quasi scompare e materiali, arredi e tessuti vengono utilizzati per costruire una continuità visiva con il mare.
In questo passaggio dall’interno all’esterno si manifesta forse con maggiore chiarezza il carattere dell’intervento: non progettare una serie di ambienti autonomi, ma costruire una sequenza esperienziale continua.
Il risultato è un hotel nel quale il design non è un semplice rivestimento dell’ospitalità, ma diventa parte sostanziale del racconto. Materiali locali, lavorazioni artigianali, arredi custom, arte e illuminazione concorrono a creare un’identità riconoscibile.
Con le sue 70 camere, sei suite con piscina privata, la piscina panoramica, il centro benessere e l’offerta gastronomica, il Mazzarò Sea Palace si propone oggi come una destinazione nella destinazione. Un luogo nel quale il paesaggio non è semplicemente una vista da contemplare, ma una componente attiva del progetto.
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ph Tim Charles
In apertura: Almarè Bar.
