Lo scorso 13 ottobre, a Hospitality Day, è andata in scena la prima edizione degli Hotel Designer Awards. Tutti i progetti vincitori.
Immaginare la camera d’albergo del futuro, in 36 metri quadrati, mettendo al centro design, tecnologia, sostenibilità e nuove forme di ospitalità. È la sfida degli Hotel Designer Awards, il riconoscimento ideato da Teamwork Hospitality e dedicato ai progettisti under 40. Inaugurato durante Hospitality Day 2026, il concorso ha invitato architetti, interior designer e studi di progettazione a presentare concept inediti di camere d’hotel, con l’obiettivo di esplorare le nuove tendenze dell’hôtellerie.
I progetti sono stati valutati in dieci categorie tematiche: Luxury Experience Room, Smart & Tech Room, Sustainable Room, Accessible Room, Wellness Room, Urban Living Room, Concept / Storytelling Room, Emotional / Sensorial Room, Outdoor Experience Room e Pet-friendly Room. Temi diversi, dal lusso all’accessibilità, dalla tecnologia al benessere, fino alla sostenibilità e all’integrazione con gli spazi esterni. La premiazione si è svolta martedì 13 ottobre al Palacongressi di Rimini, nell’Arena Cafè del Design. In gara, nella prima edizione, oltre 180 candidature provenienti da diversi Paesi, con 30 progetti selezionati per la fase finale ed esposti durante la manifestazione.
1. Luxury Experience Room: Corrado Conti.
Si intitola Aevum – Longevity Resort il progetto vincitore della categoria, presentato da Corrado Conti, in collaborazione con Giulia Delpiano, Anna Manfredi e Maria Martino di ovre.design. Conti ha ricevuto il premio da Federico Formenti, direttore marketing di Simmons Italia, leader mondiale nel riposo di alta gamma e nei sistemi letto per il settore alberghiero. “Un riconoscimento a un progetto capace di superare i canoni del lusso tradizionale per offrire una dimensione di benessere su misura”, motiva la giuria del premio. La camera interpreta una nuova idea di ospitalità di lusso, dove benessere, sostenibilità e innovazione discreta definiscono un’esperienza esclusiva e personalizzata. Progettata secondo un approccio human-centered, offre spazi fluidi, materiali naturali e dettagli artigianali che favoriscono comfort, equilibrio e relax.
La tecnologia, integrata in modo invisibile, si adatta alle esigenze dell’ospite, semplificando ogni interazione. Il minibar si evolve in una wellness station dedicata al self-care. Un’area per l’ascolto immersivo completa l’esperienza, trasformando il soggiorno in un autentico percorso di rigenerazione sensoriale.
2. Smart & Tech Room: Federica Buscema.
Il progetto Nefusa Circadian Room, presentato da Federica Buscema di IngegnoLab, insieme con Giovanni Nicosia, Chiara Lombardo e Mattia Giugno, ridefinisce la camera business. Al team vincitore, il premio è stato consegnato da Saul Fava, digital energy VP di Schneider Electric, leader nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione domotica.
Ispirata all’antico termine arabo per “fonte di salute e sollievo”, la stanza ricrea un’oasi rigenerante. Il vero lusso è la funzionalità per chi vive lo spazio, oltre che per dormire, come base per produrre valore e ritrovare il benessere psicofisico. Il design “tutto a scomparsa” annulla il disordine visivo e la semplicità diventa lusso. Nella camera, spiega la motivazione della giuria, “la domotica asseconda le esigenze dell’ospite per offrire un’esperienza personalizzata”.
La tecnologia è invisibile ed avvolgente, l’illuminazione circadiana asseconda il ritmo biologico, unita alla diffusione sonora immersiva celata nelle pareti. Questa esperienza garantisce all’albergatore un solido premium price (anche per il day use) e sfrutta il monitoraggio energetico integrato per analizzare le abitudini, definendo strategie mirate di fidelizzazione.
3. Sustainable Room: Robyn Davis.
Con Rethinking Hotel Lifecycles, Robyn Davis (reWorks) offre una personale interpretazione di cosa significhi la sostenibilità applicata all’hospitality. A premiare la vincitrice è stato Andrea Barbi, sales manager global projects di Hansgrohe, azienda pioniere nella rubinetteria sostenibile e nei sistemi doccia. “L’impiego di tessuti naturali e componenti riciclabili – le motivazioni della vittoria – garantisce un ambiente salubre, dimostrando come una gestione consapevole del ciclo di vita possa trasformarsi in pura bellezza architettonica”.
Le camere d’albergo sono progettate tenendo conto degli inevitabili cicli di cambiamento. Eppure, la ristrutturazione spesso comporta la sostituzione completa degli interni molto prima che molti componenti abbiano raggiunto la fine del loro ciclo di vita. Questa proposta ripensa la camera d’albergo come un sistema stratificato, separando gli elementi in base alla loro durata. Un nucleo architettonico permanente è integrato da materiali riparabili, componenti progettati per essere smontati, arredi tessili riciclabili e un programma curato di opere d’arte e illuminazione che si evolve nel tempo.
4. Accessible Room: Cinzia Agnello.
Suite Velaria, progettata da Cinzia Agnello – premiata da Gabriele Severi, project manager di Guldmann srl, realtà che lavora nelle soluzioni tecnologiche per l’accessibilità e il comfort senza barriere – in collaborazione con Alessandra Magri, Cristian Catania e Jana Stojanovic di Lombardini22 e Roberto Vitali di Village4all, ridefinisce il concetto di camera accessibile trasformando l’inclusione in qualità progettuale. Lo spazio, sviluppato in 36 m², adotta i principi dell’Universal Design per offrire un’esperienza intuitiva, fluida ed elegante, capace di accogliere le esigenze di ognuno senza compromessi estetici.
Una parete attrezzata continua e arredi sospesi liberano il pavimento, migliorando orientamento, autonomia e comfort. “Soluzioni ergonomiche, ampi margini di manovra e materiali naturali lavorano all’unisono per offrire un’esperienza d’abitare accogliente, autonoma e intuitiva per qualsiasi ospite”, completa la giuria.
5. Wellness Room: Sara Frassineti.
Origine, ritorno al benessere essenziale, progetto di Sara Frassineti (Politecnica Building for Humans) premiato da Paolo Boi, solution sales area manager H&R Italia di Technogym (brand nelle soluzioni per il wellness, il fitness e la longevità), nasce dal desiderio di riconnettere l’uomo alla sua dimensione autentica, spogliando lo spazio dal superfluo per ritrovare i bisogni primari di corpo e mente. Nella proposta, “l’architettura fonde l’ospitalità con la cura della persona, trasformando la camera in un microclima di rigenerazione fisica e mentale”, motiva la giuria.
Il progetto trasforma la suite in un rituale rigenerante, articolando il benessere in un percorso diviso in tre fasi sinergiche. La prima fase è dedicata a Yoga e Fitness: uno spazio fluido concepito per il risveglio muscolare e la decompressione vertebrale. La seconda risiede nel ciclo termale di Bagno Turco e Sauna, che alterna vapori purificanti e calore secco per sciogliere le tensioni e azzerare lo stress. Il percorso culmina nell’Herbal Tea Corner: il rito della raccolta di erbe aromatiche si traduce nella preparazione di un infuso, offrendo una profonda sensazione di pace e benessere.
6. Urban Living Room: Melania Durante.
Con Dinamismo Agile, lo studio Bozzini Associati – rappresentato dalla vincitrice della categoria Melania Durante e da Claudia Falzone – adatta la camera a tipi di soggiorno differenti: business, leisure, e family traveller. La vincitrice, sul palco, è stata premiata da Elisabetta Assoldelli, key account manager progetti di Duravit, marchio storico e nella produzione di ceramiche e arredobagno di design. Il layout si articola in tre macro-aree: zona servizi, notte e living separabile attraverso una tenda a tutta altezza che permette di modificare la percezione dell’ambiente. Queste le motivazioni della vittoria espresse dalla giura: “Grazie a un layout dinamico e arredi polifunzionali, lo spazio si trasforma in pochi gesti per accogliere lavoro, relax e riposo, offrendo un’esperienza d’abitare fluida, contemporanea e attenta alle diverse esigenze dell’ospite”.
Durante il soggiorno lavorativo garantisce maggiore privacy e un fondale ordinato. Nella configurazione leisure si trasforma in una zona conviviale. La chaise longue può essere utilizzata come seduta, oppure trasformarsi in un posto letto aggiuntivo per configurazioni triple. Il tavolo circolare diventa postazione di lavoro, spazio per la colazione o un piano per attività condivise. La tv, installata su un sistema scorrevole, può essere orientata verso la zona notte, utilizzata come monitor nel living oppure condivisa dall’intero ambiente.
7. Concept / Storytelling Room: Anshika Mangla.
PARTY FOR ONE, che richiama la tendenza del “Solo travel” (viaggio in solitaria), ripensa la camera d’albergo come listening room privata: una festa senza invitati, senza folla e, finalmente, senza l’obbligo di uscire. Il progetto è curato da Anshika Mangla di Elena Pelosi Studio, insieme con Elena Pelosi, Carla Sanchez, Bruno Oprandi e Bashak Kilegì, ed è stato premiato da Matteo Bonfante, ceo di Bonfante Interior Contractor, eccellenza nel contracting e nell’arredamento su misura per il mondo hospitality. Nella room, il suono non completa l’ambiente: lo costruisce, come un’architettura invisibile. Un sistema di elementi custom — cabinet acustico, pannelli sonori, superfici luminose, seduta e tappeto — si adatta a qualsiasi hotel e converte una stanza ordinaria in un paesaggio intimo, tattile e cinematografico.
“Un concept narrativo potente, dove il suono diventa l’anima invisibile che fonda e modella la stanza”, spiega la giuria. Materia, luce e ascolto diventano dispositivi di progetto; in bagno, gli specchi moltiplicano l’unico ospite e fanno dell’isolamento un’immagine, un ritmo, un rituale. Si sceglie una traccia, si guarda la città o la si esclude. Stare soli non è una mancanza, ma il lusso di occupare interamente il proprio spazio.
8. Emotional / Sensorial Room: Maria Giovanna Manfredi.
Il sogno non è un’evasione dalla realtà. È un nuovo modo di abitarla. Dreamscape – premiato da Antonia Crosetta, head of brand and contract di TUBES, brand leader nella progettazione di termoarredi di design d’avanguardia – è il progetto curato da Maria Giovanna Manfredi in collaborazione con Jessica Bombelli e Santo Logozzo. “Attraverso il dialogo tra materia, luci dinamiche ed effetti iridescenti, il progetto avvolge l’ospite sul piano percettivo, convertendo lo spazio in un’esperienza sensoriale fluida e in continua evoluzione”, sono le motivazioni di vittoria espresse dalla giuria.
La suite viene concepita come un rifugio sospeso tra realtà e immaginazione. Fin dall’ingresso, l’ospite è accolto da rituali sensoriali: la luce accompagna il Rituale della Vista, mentre il bagno, cuore dell’esperienza, con gres iridescente, vetro dicroico e doccia sensoriale, dà vita al Rituale dell’Acqua. Il living ospita il Rituale dell’Infusione e una fragranza esclusiva avvolge nel Rituale del Respiro, mentre tessuti e metalli evocano il Rituale della Materia. Il letto circolare si apre verso la grande vetrata panoramica, dove mare, orizzonte e silenzio conducono al Senso dello Stupore, riscoprendo una connessione autentica con sé e con la natura.
9. Outdoor Experience Room: Martina Anna Seeberger.
Aether – Live the Fifth Element è il progetto vincitore della categoria Outdoor Experience Room, presentato da Martina Anna Seeberger (Mide Architetti) in collaborazione con Sergio De Gioia e Fabrizio Michielon e premiato da Davide Mariani, creative product advisor di Unopiù, azienda punto di riferimento internazionale nell’arredamento outdoor. “Un progetto che trasforma l’architettura in un mezzo per vivere il paesaggio, elevando la natura a materia prima del soggiorno – motiva la giuria -. Come un quinto elemento tra cielo e luce, la struttura annulla i confini tra dentro e fuori, regalando un’esperienza immersiva di autentico benessere, in perfetta armonia con l’ambiente“.
La designer propone una camera d’albergo modulare che ridefinisce il concetto di ospitalità come esperienza immersiva di benessere e relazione con il paesaggio. Un’unità abitativa autonoma, capace di inserirsi in contesti naturali diversi mantenendo una forte identità architettonica. Il paesaggio non è solo sfondo, ma diventa parte attiva dell’esperienza: la luce, le ombre, le condizioni atmosferiche e le stagioni trasformano continuamente la percezione dello spazio, rendendo ogni soggiorno unico.
10. Pet Friendly Room: Victoria Ceaglei.
Shared Space: A Retreat for Two Species è il progetto con cui Victoria Ceaglei (SOLVI Design Studio) ha vinto la categoria Pet Friendly Room. A premiarla Caterina Brava, CEO di ADJ Style, azienda specializzata in accessori e complementi d’arredo in pelle Made in Italy. L’ospitalità di lusso si è tradizionalmente concentrata sui bisogni delle persone. Questo progetto ridefinisce la camera d’albergo come ambiente condiviso in cui convivono persone e animali domestici. Un nucleo centrale multifunzionale organizza la disposizione degli spazi, mentre infrastrutture nascoste per gli animali, percorsi integrati per gatti, arredi multifunzionali e un’area di esplorazione verticale creano una rete spaziale parallela.
Il controllo acustico, la purificazione dell’aria, la neutralizzazione degli odori, i sistemi igienici nascosti e la tecnologia intelligente migliorano il comfort. Materiali resistenti e una costruzione modulare favoriscono la sostenibilità, creando un’esperienza di ospitalità raffinata e inclusiva per entrambe le specie. “Questo progetto ridefinisce il concetto di ambiente pet-friendly, ponendo l’animale domestico al centro del design. Invece di ricorrere ad accessori provvisori, crea uno spazio condiviso in cui arredi integrati e percorsi dedicati uniscono persone e animali”, sono le motivazioni presentate dalla giuria.
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In apertura: il momento conclusivo della premiazione, a Hospitality Day.
