Quando partire da soli diventa una scelta. Tra silenzio, benessere e socialità non obbligata, gli hotel si adattano ai nuovi viaggiatori. Scopriamo insieme tre esempi di strutture pensate per Solo traveller.
Viaggiare significa spesso condividere: partire con gli amici, con la famiglia o con il partner, collezionare esperienze da ricordare insieme e luoghi da raccontare una volta tornati a casa. Eppure, c’è chi sceglie di fare la valigia per sé soltanto. Niente accordi sugli itinerari, nessun programma da conciliare, nessuna compagnia da cercare per forza.
In una società iperconnessa – dove il contatto con l’altro non è necessariamente mediato dalla presenza fisica, bensì può avvenire tramite un asettico e spersonalizzante dispositivo digitale – fiorisce quindi la ricerca di una tranquillità che i modelli standard di vacanza difficilmente riescono a soddisfare. Il viaggio in solitaria si ritaglia così uno spazio nell’offerta turistica, con hotel che ripensano camere, servizi ed esperienze per chi decide di partire da solo. Il fenomeno si chiama Solo Travel: partire, soggiornare e visitare una destinazione da soli, senza amici, partner o familiari al seguito. E magari con la speranza di incontrare compagni d’avventura proprio durante il viaggio.
Party for one.
Chi ha stabilito che una festa debba per forza avere decine di invitati? Agli Hotel Designer Awards, il riconoscimento ideato da Teamwork Hospitality e dedicato ai progettisti under 40 andato in scena il 13 ottobre scorso, a Hospitality Day, a trionfare nella categoria Concept / Storytelling Room è stata Anshika Mangla e il suo PARTY FOR ONE. La progettista ripensa la camera d’albergo come listening room privata: una festa senza invitati, senza folla e, soprattutto, senza l’obbligo di uscire.
Il progetto è curato da Anshika Mangla di Elena Pelosi Studio, insieme con Elena Pelosi, Carla Sanchez, Bruno Oprandi e Bashak Kilegì. Nella room, il suono non completa l’ambiente: lo costruisce, come un’architettura invisibile. Un sistema di elementi custom — cabinet acustico, pannelli sonori, superfici luminose, seduta e tappeto — si adatta a qualsiasi hotel e converte una stanza ordinaria in un paesaggio intimo, tattile e cinematografico.
Materia, luce e ascolto diventano dispositivi di progetto; in bagno, gli specchi moltiplicano l’unico ospite e fanno dell’isolamento un’immagine, un ritmo, un rituale. Si sceglie una traccia, si guarda la città o la si esclude. Stare soli non è una mancanza, ma il lusso di occupare interamente il proprio spazio.
Eremito. L’eremo del silenzio.
Non solo progetti. Ci sono luoghi, in Italia e fuori dai confini del Bel Paese, dove il trend si è già concretizzato in esperienze di soggiorno. È il caso di Eremito, un destination hotel immerso in un’area Unesco per il suo equilibrio naturale, a Parrano, in provincia di Terni. Sorge nella Riserva della Biosfera Unesco del Monte Peglia, circondato da circa 3.000 ettari di bosco protetto, lontano dai centri abitati e dalle strade trafficate.
Eremito accoglie ospiti dal 2013. Parliamo di un destination hotel: la struttura e l’esperienza che offre sono la meta stessa del viaggio. Diciotto camere, chiamate Celluzze per richiamare l’antica funzione della struttura, ciascuna con bagno privato. Sette sono affacciate sul giardino, sette sulla valle e quattro sono più ampie, con letto king size. Le più piccole misurano 9 metri quadrati.
Uno spazio di sottrazione.
La caratteristica più interessante è che Eremito non si limita ad accogliere chi arriva senza compagnia: è stato progettato proprio pensando al viaggiatore solitario. Le Celluzze più piccole sono concepite per una persona. La tariffa viene calcolata per ospite, e non per camera doppia occupata da un singolo. È un dettaglio concreto, perché il prezzo spesso rappresenta uno degli ostacoli per chi viaggia da solo. La sera, gli ospiti si ritrovano attorno a un’unica tavola per la cena, consumata in silenzio e accompagnata dal canto gregoriano. Non ci sono tavoli separati per chi viaggia da solo: si condivide lo stesso spazio, senza l’obbligo di conversare o socializzare.
Passeggiate nei boschi, lettura, riposo, yoga e meditazioni guidate. Le attività sono facoltative e ciascuno può organizzare la giornata senza dipendere da un accompagnatore o da un gruppo. Non ci sono wi-fi né televisori e all’interno dell’eremo generalmente manca il segnale telefonico: “Eremito è uno spazio di sottrazione. Qui la quiete è parte dell’esperienza. Le Celluzze sono semplici. La cena si condivide in silenzio. Non c’è wi-fi e all’interno dell’eremo, generalmente, non c’è segnale telefonico. Non si viene per essere intrattenuti. Si viene per fermarsi“.
AVIVA. L’hotel che non accetta coppie e bambini.
AVIVA make friends. “Un paradiso per chi viaggia da solo e non vuole essere solo”. Il nome stesso della struttura e il claim ne racchiudono l’essenza più profonda. Se Eremito propone il silenzio e la disconnessione, l’AVIVA sceglie la strada opposta: è un hotel in cui chi viaggia da solo trova occasioni per conoscere altre persone, condividere attività e trascorrere una vacanza in compagnia, senza dover partire con un partner o un gruppo di amici. La struttura si presenta come un hotel riservato a single, viaggiatori solitari e amici, senza coppie e bambini. Il suo motto è “Alleine ankommen, gemeinsam urlauben”, cioè “arrivare da soli e fare vacanza insieme”.
L’hotel è situato a St. Stefan-Afiesl, nell’Alta Austria, nella regione collinare del Mühlviertel. È immerso in un paesaggio naturale vicino al confine con la Repubblica Ceca, con percorsi per camminare e andare in bicicletta. Non è un hotel di città: la destinazione è pensata soprattutto per una vacanza tra natura, sport e benessere. Cento camere singole e due suite, per una capacità complessiva di 102 posti letto. Le camere sono progettate per essere occupate da una sola persona, con letto king size, bagno privato e balcone. Anche in questo caso, il modello elimina il problema di pagare una camera pensata per due ospiti quando si viaggia da soli.
“Make friends”. Una dichiarazione d’intenti.
Make friends: un modello di ospitalità che punta sulla socialità. L’hotel dichiara di essere il primo e unico single hotel austriaco che esclude coppie e bambini, creando un ambiente in cui gli ospiti abbiano una condizione di partenza simile.
Da AVIVA, i tavoli comuni e le attività condivise rendono più semplice conoscere altri ospiti. Chi arriva da solo non deve cercare autonomamente occasioni per fare amicizia: l’hotel crea spazi e momenti dedicati agli incontri. Escursioni, ciclismo, yoga, fitness e appuntamenti organizzati permettono di partecipare a esperienze di gruppo senza dover prenotare con altre persone e, allo stesso tempo, il wellness, le piscine e gli spazi per il relax consentono di ritagliarsi momenti individuali. L’albergo combina quindi occasioni di socializzazione e tempo libero, senza rendere obbligatoria la partecipazione alle attività collettive.
Find Yourself at Ananda.
Travalicando i confini europei, sulle colline dell’Uttarakhand sopra Rishikesh e la valle del Gange, Ananda in the Himalayas è un retreat ospitato in una tenuta di circa 40 ettari, immersa nella foresta. Il soggiorno ruota attorno a programmi personalizzati che comprendono Ayurveda, yoga, meditazione, alimentazione e trattamenti benessere. Un contesto in cui il viaggio in solitaria è da intendere come occasione di pausa, cura personale e ricerca di equilibrio. L’hotel, difatti, non punta principalmente sulla socializzazione tra ospiti, ma sulla costruzione di un percorso individuale, senza la necessità di condividere tempi e programmi con un compagno di viaggio.
Se vi state chiedendo come mai la struttura sia particolarmente apprezzata dai Solo traveller, ci arriviamo subito: solo qualche mese fa, l’hotel pubblicava un’offerta chiamata “Find Yourself at Ananda”, con una tariffa dedicata ai soggiorni individuali e uno sconto del 20% per programmi wellness di almeno sette notti. Il solo travel diventa quindi un’occasione per dedicarsi a sé stessi, in un ambiente in cui il silenzio della foresta e il paesaggio himalayano accompagnano le giornate.
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ph Courtesy Eremito, AVIVA make friends e Ananda in the Himalayas
