Rosewood Courchevel Le Jardin Alpin. Un hotel-chalet glamour sulle piste da sci francesi

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L’hotel Rosewood Courchevel Le Jardin Alpin, sulle Alpi francesi, è un grande chalet dove natura, arte e design trovano casa. Tristan Auer, con materiali della tradizione alpina e soluzioni eclettiche, richiama le linee del design anni Sessanta.

L’hotel Rosewood Courchevel Le Jardin Alpin (valle della Tarantasia, Savoia) prende nome dalla località francese in alta quota che, negli anni Sessanta, diventò la meta del jet set internazionale. La facciata in quarzite di Vals con dettagli in legno e rame evidenzia l’importanza attribuita alla tradizione costruttiva locale, sebbene l’interpretazione eclettica dell’interior designer Tristan Auer si discosti dallo stereotipo del rifugio montano, privilegiando un concetto di residenza ispirato all’estetica degli anni in cui Courchevel divenne famosa.

Il Salto, ristorante della struttura. Sotto, particolare del bancone del bar e dei tavoli.

Ma c’è ancora molto altro, come egli stesso afferma: “Con il mio studio abbiamo impostato il progetto come se stessimo realizzando uno chalet di lusso, piuttosto che un hotel tradizionale. L’idea era quella di catturare il fascino delle montagne e trasportare gli ospiti in un altro mondo. Un luogo in cui ogni spazio fosse per loro un invito a vivere esperienze e a scoprire qualcosa che andasse oltre le loro aspettative”.

L’intimità delle suite: artigianalità e dettagli su misura.

Materiali preziosi, dettagli su misura e una calda palette cromatica rendono gli ambienti accoglienti al punto da evocare l’intimità propria degli chalet, ma impreziosita da dettagli su misura. Gli interni sottolineano l’artigianalità e la qualità delle finiture attraverso forme morbide, legni pregiati, tessuti materici e linee pulite. La tradizione alpina è continuamente reinterpretata grazie all’abbinamento di cromie, proporzioni e materiali diversi, installazioni a specchio e texture naturali.

Cinquantuno in totale le camere, fra cui alcune suite dotate di zona bar in blocchi di sale dell’Himalaya che riprendono la silhouette delle catene montuose circostanti. I due attici, entrambi con due camere da letto, si caratterizzano per le testate dei letti in cemento scolpito a mo’ di roccia naturale.

La zona living della Saulire House. Sotto, dettagli di arredo.

La Saulire House ospita un’installazione sospesa in cristallo di Murano e vetro specchiato color rame di Christian Pellizzari, mentre la Courchevel House reinterpreta il tradizionale camino alpino in chiave contemporanea con pietra blu e ottone metallizzato. L’appartamento Jardin Alpin, con quattro camere da letto e ampie terrazze affacciate sul Sommet de la Saulire, è stato progettato dagli architetti francesi Karl Fournier e Olivier Marty dello Studio KO, privilegiando il rapporto diretto con il contesto naturale. L’accesso con ascensore privato, sala cinema e cucina professionale ne fanno un luogo ad alto tasso di convivialità.

Courchevel House. Sotto, particolare della zona living con camino (sinistra) e del tavolo (destra).

Arte e natura, un percorso sensoriale tra hall e spa.

Parimenti alla natura, anche l’arte è parte integrante dell’esperienza d’hotellerie. Nella hall, l’installazione cristallina di Olafur Eliasson che si riflette sulle pareti a specchio crea l’illusione di forme geometriche fluttuanti di infinita estensione. Dietro il banco della reception, l’opera di Amandine Haeghen celebra la natura come sua principale fonte d’ispirazione, mentre la scala in marmo Breccia crea un passaggio scultoreo di grande effetto.

La Cigar Lounge, invece, evoca una pigna rovesciata composta da scaglie di rame come da progetto dello Studio MTX. Nella Ski Room, lo spazio retail dedicato alla vendita di abbigliamento sportivo, l’opera Reflect in “tessuto di legno” di Elisa Strozyk forma un paesaggio cristallizzato e riflettente. Il Salto, nel cuore del resort, è un locale che di sera diventa un elegante ristorante ed è caratterizzato da bancone bar con base scolpita tramite una motosega e piano in vetro traslucido infuso d’oro che riproduce il luccichio di un ghiacciaio.

Altrettanto evocativo è il bancone della reception dell’Asaya spa, ricavato da un blocco di marmo lavorato a mano. L’affresco in ceramica della piscina ispirato ai ghiacciai e l’installazione luminosa a forma di luna aumentano l’effetto generale di relax a cui concorrono i tanti arredi su misura dal design raffinato.

°°°

ph. Ben Anders

In apertura: l’appartamento Jardin Alpin, progettato da Studio KO.

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