Quattro stelle francesi della danza, spettacolo, scienza e circo lasciano una scia di ricordi e suggestioni all’interno delle camere dell’Hotel Astra appena ristrutturato. L’architetto Philippe Maidenberg ha ripensato gli spazi per far brillare di nuova luce lo storico albergo nel cuore di Parigi.
Ci sono voluti tre anni per far risplendere l’Hotel Astra, nel quartiere dell’Opèra a Parigi, della luce di quattro stelle della cultura e dello spettacolo francese. L’architetto Philippe Maidenberg, che per i suoi progetti alberghieri collabora con artisti che rappresentano l’essenza creativa e vivace della capitale, non ha avuto dubbi su quali citare per la ristrutturazione dell’hotel della catena Astotel della famiglia Cachan (catena alberghiera familiare parigina fondata nel 1961, ndr).
Si tratta della prima delle diciassette strutture alberghiere di proprietà del gruppo, tutte a Parigi, con il marchio SHe Travel Club, fondato dall’imprenditrice Valerie Hoffenberg proprio nella capitale francese, che certifica gli hotel in termini di sicurezza, comfort, servizi e ristorazione per le viaggiatrici.
“Ti racconto una storia”.
Per ogni hotel, a Philippe Maidenberg piace raccontare una storia. “Creare uno o più universi rende il viaggio divertente. Dalla reception fino ai complementi come i tappeti, non ci si deve mai annoiare. È quello che si cerca anche quando si soggiorna a Parigi: ci si lascia sorprendere, conquistare da uno degli scenari che caratterizzano questa città d’arte, di cultura e di fermento intellettuale”.
Quattro i protagonisti illustri a cui sono intitolate le settantatré camere dell’hotel di varie dimensioni, con tipologie Standard, Superior, Privilege, Executive e Family, tutte caratterizzate da testiere del letto a tema.
Tra danza e cinema: Gillot e Auteuil.
A Marie-Agnès Gillot, prima ballerina dell’Opéra, sono dedicate le camere del settimo e ultimo piano: le più romantiche per le finestre proiettate sui tetti di Parigi e i suoi monumenti più belli. Al balletto fanno riferimento il pavimento in parquet scuro che ricorda il palcoscenico dei teatri nazionali, il grande bassorilievo utilizzato come testiera del letto che immortala le impronte lasciate dell’étoile prima dell’inaugurazione, insieme alle sue scarpette appese in un angolo, gli specchi decorati con la sbarra da danza che riflettono la luce e ampliano lo spazio. Un po’ ovunque, tocchi di rosa cipria aggiungono un effetto soft ripreso dalle piastrelle zellige di origine marocchina del bagno.
Il “dietro le quinte” di uno dei film di Daniel Auteuil, attore ma anche regista e cantante, ha ispirato l’ambientazione grezza delle camere a lui dedicate. Tutto ruota attorno al pannello centrale in legno chiaro della testiera del letto, che è stato strutturato come quelli che rivestono il backstage di un set cinematografico. La scrivania ricorda i contenitori flight case, mentre qualche foto dei film da lui interpretati completa l’impostazione sui toni del bianco e nero delle camere al secondo e quinto piano.
Haigneré e Bouglione: spazio e spettacolo.
Rendono omaggio a Claudie Haigneré, astronauta, scienziata e politica, le camere simil capsula spaziale dove lo specchio rotondo sopra il letto, a forma di oblò, offre una profondità di campo sull’infinito. Camere che sono arricchite da altri elementi spaziali come il tappeto nella tonalità blu cielo scelta dall’astronauta, l’immagine del primo passo di Neil Armstrong sulla luna che riveste il piano di un tavolino, oppure la bolla in plexiglass in cui rannicchiarsi sospesi.
Il mondo del circo entra nelle camere intitolate ai Bouglione, una delle sue storiche famiglie. Lo spettacolare baldacchino con rivestimento in velluto imbottito e gallone, che prende a riferimento l’ingresso degli artisti, trova completamento con il tappeto rosso e blu, i comodini che imitano il piedistallo degli elefanti e le altalene dei trapezisti.
Gli spazi comuni: convivialità e design.
Il piano terra è riservato alle aree pubbliche e d’accoglienza. Dalla zona reception con bancone dorato, sul quale campeggiano le gigantografie dei quattro personaggi famosi che animano le camere, si accede al salone concepito come un grande loft senza pareti divisorie, dove convivono aree per la convivialità e angoli ben distinti.
Questo grande spazio di duecento metri quadrati si articola in due zone, una più ovattata, l’altra strutturata in microaree con divano, chaise longue e tavolo per molteplici attività, ma anche sedie a forma di pecora per i più piccoli e un pianoforte a coda a disposizione di tutti. Intorno, le librerie in rovere tinto e ottone offrono la possibilità di consultare libri per tutte le età e multilingue.
Il seminterrato, grazie agli ingenti lavori di ristrutturazione, è ora riservato all’area benessere con sala fitness, sauna e hammam, e alla piscina da 4×10 metri con “spiaggia” attrezzata di sedie a sdraio. Un rifugio che soddisfa il bisogno di relax e calma, tanto necessario a dimenticare la frenesia della capitale.
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ph. Guillaume Grasset
In apertura: il ristorante dell’hotel.
