“Lo spazio ottimale da abitare, progettare e lanciare durante il Salone di Milano?”. Per Tom Dixon la risposta è l’hotel: un luogo in cui mangiare, lavorare, incontrarsi e rilassarsi. Da questa idea nasce il Mua Mua Hotel, progetto tra interior, design e hospitality in un ex mulino industriale pensato come struttura ricettiva permanente (e d’autore).
La Milano Design Week produce ogni anno centinaia di installazioni temporanee, spesso destinate a scomparire nel giro di pochi giorni. Il caso del Mua Mua Hotel segue invece una traiettoria diversa. Nato come takeover firmato Tom Dixon durante il Salone 2026, il progetto continua infatti a vivere come struttura ricettiva permanente all’interno del Mulino Factory di Milano.
È proprio questa continuità tra evento temporaneo e spazio stabile a rendere interessante il progetto. Per il progettista e imprenditore inglese Tom Dixon, il design non coincide più da tempo con il singolo prodotto: lampade, arredi e accessori sono parte di un sistema più ampio che comprende interior, retail, branding, hospitality. Il Mua Mua Hotel rappresenta forse la sintesi più chiara di questa evoluzione.
Dal temporary space all’hospitality permanente.
Il progetto occupa un micro hotel di dodici camere all’interno del Mulino Factory, ex complesso industriale di via Aosta 2, nato nel 1929 come Mulino Sordelli e progettato da Cesare Chiodi con la collaborazione di Gio Ponti. Acquistato negli anni Cinquanta dalla famiglia Virga, il complesso è stato recentemente riattivato da Ludovica Virga come hub creativo multidisciplinare.
Tra volumi industriali, silos, cortili e vecchi spazi produttivi, l’operazione intreccia heritage industriale e attività culturali. Qui convivono artisti, studi creativi e realtà indipendenti selezionate personalmente da Ludovica Virga con un approccio quasi curatoriale, pensato per favorire relazioni e contaminazioni spontanee. È proprio questa natura ibrida ad aver reso il Mulino Factory il contesto ideale per il progetto di Tom Dixon.
Tutto è (in) relazione.
Le nuove collezioni sviluppate dal brand britannico, che spaziano tra illuminazione, arredo e accessori, vengono inserite all’interno di ambienti immersivi progettati da Design Research Studio (DRS), il laboratorio interdisciplinare fondato dal designer per sviluppare hotel, retail e spazi esperienziali in tutto il mondo.
L’hotel mette in relazione oggetti, architettura e vita quotidiana. Le collezioni, inserite nelle camere e negli spazi comuni, creano continuità tra esposizione, interior e hospitality. Le sospensioni Flare, le lampade Bell Portable, Mill e Whirl Copper, i tavoli Smash o i vasi Boulder contribuiscono alla costruzione di ambienti fatti di superfici metalliche, colori saturi, texture e volumi scultorei.
All’interno del Mua Mua Hotel trova spazio anche la collaborazione con Vispring, storico marchio britannico specializzato in letti artigianali di alta gamma. Per l’azienda, Dixon ha sviluppato quattro nuove testiere e un letto completo ispirati alle collezioni Fat, Groove e Wingback attraverso un linguaggio materico, scultoreo e ironico.
La collaborazione con Vispring introduce anche una riflessione sul comfort come esperienza progettuale. “Il letto è il mobile con cui passiamo più tempo in contatto durante la nostra vita – osserva Dixon, sottolineando come comfort, atmosfera e interior partecipino oggi dello stesso racconto progettuale -. È un rifugio primario che merita di essere celebrato”.
L’arte dell’autodidatta: saldare il futuro.
Questo approccio molto personale riflette bene la traiettoria di Dixon, figura difficilmente classificabile dentro le categorie tradizionali del design industriale. Nato come autodidatta nella Londra degli anni Ottanta, inizialmente vicino alla scena underground e musicale, il designer si è imposto con arredi saldati realizzati da materiali di recupero, prima di collaborare con Cappellini e diventare una delle figure più riconoscibili del design contemporaneo.
Oggi il marchio Tom Dixon opera come una piattaforma trasversale che unisce prodotto, interior e branding. I suoi oggetti più celebri – da Melt a Beat fino alla S-Chair – convivono con ristoranti, showroom, installazioni e progetti hospitality sviluppati in diversi contesti internazionali. Il Mua Mua Hotel ne è un esempio evidente: uno spazio in cui architettura, oggetti e atmosfere vengono progettati come elementi narrativi di un’unica esperienza.
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In apertura: il Mua Mua Hotel ospitato nel Mulino Factory di Milano.
