ESSENZIALE. Il silenzio visivo di luoghiCOMUNI.

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Gli showroom stanno cambiando. Da luoghi dedicati alla presentazione dei prodotti diventano spazi in cui fermarsi, osservare e costruire nuove relazioni tra progetto, materia e persona. A Roma, ESSENZIALE, progetto di luoghiCOMUNI, interpreta questa trasformazione attraverso un’architettura ridotta … all’essenziale.

Nel cuore della Capitale, lo spazio nasce da un’operazione di sottrazione: eliminare il superfluo per dare maggiore presenza alla materia, alla luce e agli elementi di progetto. Una scelta che diventa il filo conduttore dell’intero intervento e si sintetizza nel concept “sottrarre per rivelare”.

«In un mercato iperstimolante, ESSENZIALE offre un lusso invisibile: il silenzio visivo. Non vende un prodotto, ma propone un modo diverso di pensare, sentire e vivere lo spazio», spiegano Enrico Maria Turella e Chiara Celidoni, founder di luoghiCOMUNI.

L’architettura si sviluppa come una sequenza di volumi e quinte scultoree, costruendo un percorso in cui la percezione prende il posto della semplice esposizione. Il progetto è interamente rivestito con l’argilla naturale di Matteo Brioni, scelta per la sua capacità di restituire una superficie continua, imperfetta e profondamente materica.

Anche i prodotti vengono sottratti alla logica tradizionale dello showroom. Non sono disposti secondo una sequenza espositiva, ma entrano in relazione con lo spazio attraverso accostamenti e scenari inattesi.

È il caso per esempio degli infissi Erco: la loro presenza, essenziale e quasi silenziosa, mette in relazione interno ed esterno e porta il tema della luce al centro dell’esperienza.

In posizione centrale la grande vasca monolitica raccoglie la luce zenitale e diventa un elemento architettonico prima ancora che espositivo. Il dialogo tra superficie, acqua e architettura continua con il lavabo di Alice Ceramica e il rubinetto di Palazzani.

La stessa ricerca di continuità riguarda i sistemi Eclisse, che integrano la tecnologia nel progetto senza renderla protagonista. Porte e passaggi scompaiono alla vista, lasciando spazio alla materia e alla geometria dell’ambiente.

Il risultato è uno showroom in cui il prodotto non è il punto di partenza, ma parte di una narrazione spaziale più ampia. I brand vengono messi in relazione tra loro e con l’architettura, contribuendo alla costruzione di un’esperienza che non si esaurisce nell’atto dell’acquisto.

In questa prospettiva, anche le superfici ceramiche di Atlas Concorde partecipano alla definizione dello spazio. La profondità visiva e tattile delle finiture amplia la percezione dell’ambiente e rafforza il carattere materico del progetto.

ESSENZIALE propone così un modello di showroom in cui esporre significa soprattutto creare un contesto. Un luogo dove architettura, design e materia lavorano insieme, con un linguaggio misurato, per lasciare al visitatore il tempo di guardare, percepire e scegliere.

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