L’architettura del paesaggio secondo Matteo Thun.

Tempo di lettura: 3 minuti.

Con Chiemgauhof – Lakeside Retreat, l’architetto Matteo Thun prosegue la sua ricerca sull’ospitalità, rileggendo l’architettura rurale bavarese attraverso un dialogo misurato con il paesaggio.

Negli ultimi vent’anni, l’architettura dell’ospitalità nei paesaggi alpini ha vissuto una trasformazione profonda. Molti hotel hanno progressivamente abbandonato l’estetica folkloristica dello chalet tradizionale, che ha accompagnato per decenni il turismo di montagna, per costruire un rapporto diverso con il paesaggio.

Il lusso si misura sempre più nella qualità dello spazio, nella luce naturale, nell’impiego di materiali del territorio e in un’architettura capace di inserirsi nell’ambiente senza alterarne gli equilibri. Una trasformazione che riflette anche un nuovo modo di vivere la montagna: non solo destinazione per gli sport invernali, ma luogo dove rallentare, ristabilire un contatto con la natura e ricercare un benessere che nasce dall’esperienza del paesaggio.

La lobby del Chiemgauhof – Lakeside Retreat, hotel cinque stelle superior in Baviera.

L’architettura secondo Matteo Thun.

Tra gli architetti che hanno contribuito in modo più significativo a questa evoluzione c’è Matteo Thun. Fin dai primi anni Duemila, con il Vigilius Mountain Resort sopra Lana, in Alto Adige, raggiungibile esclusivamente in funivia, lo studio MatteoThun&Partners ha proposto un modello di ospitalità destinato a diventare un riferimento per il settore.

L’architetto Matteo Thun. ph. matteothun.com

Il progetto è basato su un linguaggio essenziale, fatto di legno, pietra, luce e continuità tra interno ed esterno. Da allora numerosi alberghi firmati dallo studio, tra Alto Adige, Austria e Germania, hanno sviluppato una ricerca coerente fondata sul rispetto del genius loci, sull’impiego di materiali naturali e su un’idea di architettura destinata a invecchiare insieme al paesaggio.

Chiemgauhof. Nel cuore della Baviera.

È in questa ricerca che si inserisce Chiemgauhof – Lakeside Retreat, hotel cinque stelle superior affacciato sul Chiemsee, il più grande lago della Baviera, in Germania, soprannominato ‘mare bavarese’. Collocato all’interno di una riserva naturale, il progetto nasce dall’osservazione dell’architettura rurale locale: gli antichi fienili costituiscono il riferimento per volumi, proporzioni e materiali, reinterpretati attraverso un linguaggio contemporaneo nel rispetto dei rigorosi vincoli che regolano forma e dimensioni degli edifici.

Come spiega Matteo Thun, “ogni edificio dovrebbe riflettere l’aura del genius loci e raccontarne la storia”. Il Chiemgauhof nasce proprio da questo principio: “Abbiamo tradotto il fascino degli antichi fienili nel presente; poi sarà la natura, con il tempo, a completare il progetto e donargli la sua patina”.

Uno spazio comune, nel corpo centrale della struttura.

In dialogo con il paesaggio.

Tre edifici in legno si sviluppano lungo la riva del lago con orientamento est-ovest, collegati da giardini, corti e superfici vetrate mobili che favoriscono la continuità tra spazi interni ed esterni. La palette materica è volutamente ridotta: larice e abete spazzolati, pietra naturale, vetro e marmo definiscono tanto gli esterni quanto gli interni, mentre le coperture in scandole di larice integrano pannelli fotovoltaici.

Il riscaldamento e la produzione di acqua calda sono affidati a un impianto alimentato a biomassa; l’attento studio dell’orientamento degli edifici e le soluzioni tecnologiche adottate contribuiscono a contenere i consumi energetici e a ridurre l’impronta ecologica del complesso.

Il corpo centrale ospita la lobby e gli spazi dedicati alla ristorazione, mentre i due edifici laterali accolgono le 28 camere e suite, oltre alla spa e alle aree dedicate al benessere. Le stanze, tutte rivolte verso il lago e dotate di loggia, comprendono diverse soluzioni: alcune con finestre panoramiche, altre con accesso diretto al giardino e altre ancora sono sviluppate su due livelli.

Il linguaggio della casa bavarese.

Gli interni reinterpretano alcuni elementi della casa bavarese – la stufa in maiolica rivestita con piastrelle realizzate a mano che riscalda la lounge e la lobby, i motivi tessili, i tappeti in materiali riciclati – attraverso arredi contemporanei realizzati su misura e lavorazioni artigianali. I richiami discreti alla cultura domestica bavarese costruiscono un’atmosfera che lo studio definisce Contemporary Bavarian: un linguaggio sobrio e accogliente, dove il comfort nasce dalla qualità dei materiali, dall’artigianalità e dall’attenzione ai dettagli.

Interno del padiglione Bootshaus, di ispirazione giapponese.

A completare il complesso è il Bootshaus, un padiglione affacciato sul molo, sulla piscina e sul giardino, che si distingue dagli altri edifici per forma e materiali: rilegge infatti la tradizione costruttiva giapponese all’interno di un contesto profondamente bavarese. Rivestito in legno carbonizzato, ospita un bar e una sala da tè con un grande camino in metallo e pietra. Materiali, tessuti e luce naturale definiscono un’atmosfera essenziale. Un percorso costeggiato da opere d’arte collega il padiglione all’edificio principale, ricucendo i diversi spazi del resort.

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In apertura: l’esterno del Chiemgauhof – Lakeside Retreat.

ph. Elias Hassos

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